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Sfiducia a Toma, M5S fa appello ai franchi tiratori del centrodestra: “Mettiamo fine a questa legislatura”

Mercoledì 24 marzo alle ore 15 la sfiducia sarà discussa e votata secondo il calendario stabilito questa mattina (19 marzo) nella conferenza dei capigruppo convocata da Salvatore Micone. Al primo punto della seduta ci sarà anche l'elezione dei nuovi vice presidenti del Consiglio regionale

E’ ufficiale: mercoledì prossimo 23 marzo si discuterà la sfiducia al presidente Donato Toma presentata da M5S e Pd e sostenuta inizialmente dai tre consiglieri dissidenti Aida Romagnuolo, Michele Iorio e Filomena Calenda che avevano posto le firme in calce al documento. Undici firme: quanto bastava per approvare la mozione.

Ricordate com’è andata: la nomina di Filomena Calenda ad assessore al Lavoro e alle Politiche sociali e il ritiro della sua sottoscrizione manda a monte il piano delle opposizioni. A meno che in Aula non ci sia un colpo di scena e ci sia qualche ‘franco tiratore’ all’interno del centrodestra che voti “sì” alla mozione. Difficile che tale scenario si realizzi, ma i Cinque stelle non disperano. E a pochi giorni dal voto in Consiglio regionale fanno appello a quelli che definiscono dissidenti ‘silenziosi’, ossia i consiglieri regionali della maggioranza insoddisfatti dell’operato di Donato Toma.

Sappiamo che ci sono tanti altri ‘dissidenti silenziosi’ in maggioranza ed è ora che escano allo scoperto: non serve apporre firme alla sfiducia per poi ritirarle, serve solo votarla”, scrivono i pentastellati in un comunicato stampa.

Nella loro analisi Greco e soci fanno un passo indietro e si soffermano sulla nomina di Filomena Calenda che, a loro dire, conferma  che “il presidente è incapace di gestire la Regione e la sua stessa maggioranza. Un insieme di consiglieri e assessori accomunati dal vizio della vecchia politica: a contare, per loro, sono le poltrone, non le risposte da dare ai cittadini. Ogni volta che la maggioranza vacilla, ad ogni voto sfavorevole, si innesca sottobanco una partita a scacchi, dalle mosse che somigliano sempre più a dei ‘ricatti’: dammi la poltrona o ti sfiducio.

Tra “Finiamo questo indegno spettacolo” e “Scriviamo insieme un nuovo capitolo” (le parole dell’accorato intervento di Filomena Calenda in Consiglio regionale per annunciare la firma della sfiducia, ndr) sono passate poche ore. Parlare di arrivismo, non ci sembra dunque eccessivo”.

“È così che un assessorato di cruciale importanza – dicono ancora i grillini riferendosi alle deleghe della Calenda – specie in una regione che soffre di un’atavica disoccupazione e del connesso spopolamento, diventa lo strumento per soddisfare la cupidigia dei diversi alleati. Evidenziando, ancora una volta, la totale assenza di visione Politica e programmatica. Il comparto del lavoro e delle politiche sociali non può e non deve essere svilito a contentino personale: è un settore cruciale che merita impegno e competenza. A maggior ragione in piena emergenza economica e sociale. Abbiamo condannato questo modo di fare politica in tempi non sospetti – del resto sono tre anni che vediamo alternarsi assessori al ramo – ma oggi questo mercanteggiare acquisisce un sapore ancora più amaro. Sa di indifferenza ai problemi di quei lavoratori e di quelle famiglie che versano in condizioni pressoché disperate.

Eppure, questo modus operandi non sembra scalfire le coscienze della maggioranza, neanche dei sedicenti ‘dissidenti interni’. Incuranti delle tante aziende sul lastrico, dei lavoratori senza stipendio, delle famiglie dei disabili senza sostegno, ma anche di una sanità evidentemente incapace di affrontare una pandemia epocale, davanti ad oltre 400 bare, questi signori continuano a giocare e a pretendere il potere, le poltrone. Infischiandosene dei molisani in difficoltà, tirano avanti di contentino in contentino. È arrivato l’ennesimo rimpasto e già si pensa o, meglio, si minaccia il prossimo.

Nel frattempo, con le carte rimescolate si rallenta di fatto l’attività, tanto dell’assessorato al lavoro e alle politiche sociali e socio-sanitarie che della commissione consiliare competente. Basti pensare alle tante vertenze aperte, che attendono risposte”.

Dunque, mercoledì 24 marzo alle ore 15 la sfiducia sarà discussa e votata secondo il calendario stabilito questa mattina (19 marzo) nella conferenza dei capigruppo convocata da Salvatore Micone. Al primo punto della seduta ci sarà anche l’elezione dei nuovi vice presidenti del Consiglio regionale (Filomena Calenda aveva anche questo ruolo, oltre che quello di presidente della quarta commissione consiliare, ndr).

“La mozione di sfiducia che abbiamo presentato martedì in Consiglio – concludono i 5 Stelle – serviva proprio a raccogliere il grido dei cittadini, che dicono ‘basta’ a queste logiche malsane. Abbiamo fatto appello anche a chi – avendo preso più volte e pubblicamente le distanze dal governo regionale – poteva avere uno scatto di dignità e dare concretezza alle proprie rimostranze. E rilanciamo oggi proprio quell’appello: non siate complici di un sistema malato che porterà la nostra terra indietro anni luce. Questi continui ‘ricatti’, questo rimettere tutto in discussione, senza poi produrre atti utili ai cittadini, servirà solo a garantirvi laute prebende, ma farà il male della nostra regione. Al momento non abbiamo registrato sussulti di coscienza, ma la mozione di sfiducia è ancora da discutere”.

Quindi l’appello finale: “Sappiamo che ci sono tanti altri ‘dissidenti silenziosi’ in maggioranza ed è ora che escano allo scoperto: non serve apporre firme alla sfiducia per poi ritirarle, serve solo votarla. Venite in aula e mettiamo fine a questa legislatura inconcludente, di cui vi dite scontenti. Il resto sono chiacchiere da bar”.