Secondo sindaco molisano minacciato in pochi giorni: a Roccamandolfi indagini in corso sull’autore delle scritte anonime
Il primo cittadino del paese Giacomo Lombardi si dice sereno: “Stanno indagando i carabinieri di Cantalupo, la pista giusta dovrebbe essere già stata individuata”. Minacce e insulti sono comparsi a pochi metri dal Comune.
“Assassino, boia”. Minacce e insulti scritti su un edificio che sorge a poca distanza dal Comune.
È accaduto a Roccamandolfi, dove la notte tra il 28 e il 29 marzo sono comparse delle frasi contro il sindaco Giacomo Lombardi su un muro che dista una cinquantina di metri dal Municipio. Il segno che quasi sicuramente il destinatario del messaggio era proprio il primo cittadino. Molto probabilmente l’autore del gesto, che ha utilizzato uno spray nero, voleva intimidirlo. Se veramente le cose sono andate così, saranno le indagini dei Carabinieri ad accertarlo. Del caso che sta facendo molto parlare nel piccolo paese noto (tra le altre cose) per il suo patrimonio storico e archeologico si stanno occupando i militari della Compagnia di Isernia, oltre alla Digos.
Diciamo subito che questa mattina, 30 marzo, le scritte sono state rimosse. Ma resta l’amaro in bocca e un pizzico di preoccupazione, anche se il sindaco minimizza l’accaduto, forse anche per non acuire le tensioni nella piccola comunità che conta poco meno di mille ‘anime’ e da lui guidata: “Io sono sereno – spiega Lombardi a Primonumero –. Non si tratta di scritte di carattere politico, in paese le acque sono calme e la comunità unita. Si pensa piuttosto al gesto folle di una singola persona. Per questo, ho sporto denuncia contro ignoti, stanno indagando i Carabinieri di Cantalupo e credo proprio che stiano seguendo la pista giusta”.
Anche dalle prime risultanze investigative sembra che l’autore sia una persona del paese. Forse una persona che ha anche qualche difficoltà.
Le scritte comparse sui muri manifestano un utilizzo non proprio corretto della lingua italiano, e questo desta più di un sospetto. “Credo possa trattarsi di una persona che vive una situazione di disagio economico e sociale, ma mi vengono addebitate colpe non mie. Non sarebbe la prima volta, tra l’altro, anche se in passato erano stati usati simboli politici. Questa volta si sarebbe andati oltre, questo lascia l’amaro in bocca”.
Tra l’altro, assicura ancora il primo cittadino, “questo è un paese sempre ospitale, che non sarà macchiato da quanto accaduto per colpa di un singolo”. Come detto, le frasi sono già state rimosse. “Speriamo non si verifichi più un caso simile. Chiaramente immagino che ci saranno procedimenti penali di cui si prenderà la responsabilità l’autore del gesto”, aggiunge Lombardi. “Le istituzioni mi sono state subito vicino, mi è arrivata anche una telefonata della viceprefetto Scioli”.
Fra l’altro il sindaco di Roccamandolfi è purtroppo in ‘buona compagnia’: nei giorni scorsi minacce simili erano state rivolge anche al primo cittadino di Guardialfiera, Vincenzo Tozzi.

