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Santa Croce piange altri tre concittadini: 10 morti in 10 giorni. Molise, la variante inglese circola al 93%

A Santa Croce di Magliano sale il bilancio delle vittime: sono 13 nel giro di due mesi. In Molise i decessi legati al Covid sono ormai 378. E la variante inglese, secondo l'Iss, nella nostra regione dilaga più che altrove e il 93% dei contagi è associato a questa mutazione del Sars-Cov-2 che è, lo abbiamo imparato e anche nel paese guidato da Alberto Florio ne sono convinti, maggiormente trasmissibile

10 morti in 10 giorni, 13 nel giro di due mesi. A Santa Croce di Magliano il clima di lutto sta diventando una costante e il dolore è palpabile. Tra ieri sera e stamattina 4 marzo ci sono state altre 3 vittime del Covid-19 che pare essersi accanito su questa comunità. Tutte e tre le persone erano ricoverate: la più giovane aveva 52 anni (un uomo, era ricoverato in Terapia intensiva al Cardarelli). Non ce l’hanno fatta neanche un uomo di 76 anni, spirato nella Rianimazione dell’istituto Neuromed, e una donna di 74 anni che si trovava nell’area grigia del San Timoteo di Termoli. Quel che impressiona è la letalità massiccia, concentrata in poche settimane e in modo particolare negli ultimi 10 giorni.

“Sentiamo continuamente suonare le campane a lutto, i funerali si susseguono ed è una sofferenza continua” ci spiega il sindaco Alberto Florio che ha nella voce tutta la tristezza che sta avvolgendo la sua comunità.

Secondo il suo ultimo aggiornamento (diffuso sui social come ogni giorno, il prossimo ci sarà nel pomeriggio) i positivi in paese sono circa 140. Perché i dati comunicati dall’Asrem si riferiscono ai soli casi refertati dai tamponi molecolari ma il Comune vi aggiunge quelli dei test antigenici e dunque la cifra lievita. 140 positivi (al momento) su una popolazione di circa 4200 abitanti significa che il 3% o giù di lì della cittadinanza è infetto dal Sars-Cov-2. Una percentuale spaventosamente alta rapportata ad altri comuni molisani. “In realtà la percentuale media nazionale si attesta intorno al 5% ma sì, è un dato impressionante” continua il sindaco-farmacista.

Lo screening, che a Santa Croce per volere dell’Amministrazione è partito prima che altrove, continuerà. Diverrà sistematico, “uno o due giorni alla settimana”, spiega Florio.

Il clima, rispetto a qualche settimana fa, è cambiato perché in paese serpeggia la paura e la zona-rossa ha fatto il resto. Probabile però che poche settimane fa ci siano stati dei contatti di troppo e che persone inconsapevolmente positive abbiano trasmesso il virus. Oggi che il Covid è entrato a gamba tesa nel paese però, e che lo si è toccato con mano e si è visto da vicino quanto può far male, l’atteggiamento di tutti è mutato.

“Non posso che essere vicino alle famiglie che stanno soffrendo”, così il primo cittadino che ieri su facebook aveva scritto queste parole rivolgendosi alla sua comunità, tanto provata: “I sacrifici richiesti sono tanti, lo sappiamo, ma stanno dando i primi risultati. Siamo stanchi, esasperati, vogliamo tutti tornare alle nostre vite, ma non possiamo mollare proprio adesso, non all’ultimo miglio. Le vaccinazioni di massa saranno presto realtà, cosi potremo, finalmente, uscire da questo incubo”.

L’incubo, ormai è evidente e anche il sindaco Florio ne è persuaso, si chiama variante inglese. Precisamente VOC202012/01, come viene definita dagli esperti. Ministero della Salute e Istituto Superiore di Sanità (insieme alla Fondazione Bruno Kessler) ne hanno stimato la prevalenza: in Molise è la più alta d’Italia e se la media nazionale è pari al 54% nella nostra piccola regione è del 93.3%.

iss variante inglese regioni prevalenza

Un dato spaventoso anche perché “Diversi studi realizzati con modelli matematici hanno evidenziato che la variante VOC 202012/01 presenta una maggiore trasmissibilità. Si sospetta inoltre che essa si possa associare ad una maggiore virulenza”.

Una variante che sta dilagando sempre più in Italia. Si stima che nel Paese – tanto per fare un raffronto – le infezioni associate alla variante brasiliano attualmente siano intorno al 4.3% mentre solo lo 0.4% siano attribuibili a quella sudafricana. In Molise la prevalenza della variante inglese, stando ai dati, è pressochè totale.