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Santa Croce, i numeri dell’inferno: 10 morti in 2 mesi, 10 ricoverati gravi, 152 positivi. Manca l’ossigeno per le cure a casa

Il sindaco Alberto Florio, che è anche farmacista, conosce la problematica e riferisce dell’urgenza di bombole per i tanti pazienti a domicilio che hanno bisogno di bombole. Solo qualche giorno fa è stato sboccato il trattamento con ossigeno liquido. Il paese, 4200 abitanti, ha fatto il più grande screening di massa della regione: oltre 2mila i test rapidi, e si andrà avanti anche nelle prossime settimane.

C’è bisogno di ossigeno a Santa Croce di Magliano, paese di 4200 abitanti oggi purtroppo candidato a epicentro del contagio in BassoMolise con numeri drammatici. I lutti sono saliti a 10 concentrati in meno di due mesi, nel periodo tra gennaio e febbraio. Altre 10 persone sono in ospedale, ricoverate in condizioni serie. Molti altri stanno seguendo la terapia domiciliare a base di ossigeno. “Ma il problema delle forniture esiste, perché da noi ci sono soltanto due ditte che lavorano nel settore. Abbiamo bisogno di scorte” dice il sindaco Alberto Florio, che conosce la problematica a menadito essendo anche farmacista. I farmacisti chiedono una sorta di ‘liberalizzazione’, che favorisca il ritorno di ditte private non più presenti in Molise, perché esiste ‘un monopolio’ di fatto per la fornitura di quello liquido – dipendente da un appalto Asrem – che non rende più vantaggioso distribuire quello gassoso.

“La produzione di bombole – spiega – in questo momento non riesce a stare dietro alla domanda”. Una domanda purtroppo in crescita, come dimostrano i numeri degli attuali positivi. “A oggi sono 152, e il dato in possesso del Comune è quello reale”. Sulla piattaforma della Asrem sono indicati solo i positivi al tampone molecolare, ma molti sono in isolamento (alcuni con sintomi) dopo il test antigenico, che ha messo in evidenza la circolazione massiccia della variante inglese. E con l’incognita che i positivi potrebbero essere ancora di più, considerando che ci sono mille tamponi riferiti alla popolazione del Basso Molise che il laboratorio del Cardarelli – ancora unico a processare i campioni con la Pcr in tutto il Molise, a distanza di un anno – non riesce a evadere.

Sui telefonini dei medici di base fioccano le richieste di persone che hanno “fame d’aria”, non riescono a respirare bene. Hanno bisogno di ossigeno, e in un quadro così grave soltanto qualche giorno fa è stato modificato il protocollo da parte della Asrem per l’utilizzo dell’ossigeno liquido. “Questi contenitori – aggiunge Florio – possono contenere fino a 26mila e 500 litri, molto di più dei 3mila litri contenuti dalle bombole gassose”.

Bombole che, per inciso, non sempre vengono riconsegnate da parte di chi ne ha esaurito l’utilizzo ma delle quali c’è un bisogno disperato affinchè vengano ricaricate e portate nelle abitazioni dei malati.

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Tanto più adesso, momento cruciale in cui i numeri, già drammatici, potrebbero ulteriormente crescere. A Santa Croce di Magliano lo screening di massa della popolazione è iniziato prima che in tutti gli altri comuni, quando c’era un numero di casi ancora esiguo. “Siamo partiti di nostra iniziativa il 15 e il 16 gennaio perché fare i test rapidi è l’unico modo per rendersi conto della situazione reale e procedere a una indagine epidemiologica”. I positivi al tampone antigenico a gennaio erano pochissimi, poi i numeri sono gradualmente aumentati

Lo screening è stato esteso anche all’ambito scolastico e il sindaco ha prorogato, dopo le vacanze di Natale, la chiusura delle scuole proprio per i timori che il contagio potesse dilagare. Oggi Santa Croce è zona rossa, è tutto chiuso, scuole comprese, ma l’opera di prevenzione e monitoraggio continua. “Orientativamente siamo sui 2000 test antigenici effettuati, e continueremo la settimana prossima probabilmente su prenotazione, montando la tenda della Protezione Civile che ci dà un enorme supporto insieme ai dottori volontari e ad altre associazioni come Gepa. La popolazione sta partecipando in modo collaborativo, tiene duro e garantisce il supporto necessario”. Il Molise – ricorda ancora il sindaco – “purtroppo è l’unica Regione dove non è stato adottato alcun provvedimento per calmierare i prezzi dei test antigenici”, prezzi che fanno di loro iniziativa i centri privati senza che nessuno ponga un limite, come accaduto per esempio nel Lazio dove l’ordinanza Zingaretti ha fissato un prezzo massimo di 22 euro e dove è possibile fare i test veloci anche in farmacia, non solo centri privati.

“Da noi non c’è nulla di tutto questo, e lo screening comunale è anche un modo per essere vicini alla gente. Perché – conclude il sindaco – in questo momento spendere 40 o 50 euro per sottoporsi al test rapido è impensabile, non è una richiesta che si possa fare ai cittadini”.