“Sanità pubblica e reparti covid”: la protesta degli striscioni dilaga in tutto il Molise

L’iniziativa è partita in Basso Molise tramite i social e si sta espandendo in diversi Comuni della Regione grazie a un gruppo di cittadini autorganizzati. In attesa di organizzare una manifestazione di piazza quando il virus darà tregua.

Striscioni protesta sanità

Da Termoli a Trivento, da Guglionesi a Campobasso passando per Larino e Portocannone. E diversi altri Comuni. Man mano che passano i giorni, le settimane, i mesi, il Molise sembra riacquistare un’unione di fatto per ‘battagliare’ per i propri diritti: quello alla salute in primis. La voce, praticamente univoca, urla attraverso il megafono degli striscioni che chiedono, pretendono, implorano per certi versi, la riapertura di ospedali, reparti, e soprattutto la scelta definitiva di un centro covid.

Striscioni protesta sanità

Qui si parla di cittadini autorganizzati, senza schemi o partiti politici di riferimento, che vogliono salvaguardare la propria salute e quella dei cari. Si firmano così, ‘Cittadini autorganizzati di lotta per la sanità pubblica’ e la sintesi del loro pensiero è la seguente: “Continueremo la battaglia per la riapertura di ospedali e reparti Covid in Regione con future iniziative di protesta, nei termini e nei limiti delle restrizioni Covid in atto, al fine di insidiare i decisori politici a garantire nuovamente il diritto alla cura in strutture pubbliche. Non ci fermeremo nonostante gli atti di sabotaggio degli striscioni”.

Striscioni protesta sanità

La scintilla è stata innescata nel Basso Molise, da quasi un mese in zona rossa, e in particolare a Guglionesi, San Giacomo Degli Schiavoni, Palata, Termoli, Portocannone, Trivento, Larino, Rotello, Ururi. Ma la comparsa di striscioni di protesta si va allargando a macchia d’olio anche negli altri Comuni, incluso il capoluogo dove Casa del Popolo ha assicurato il proprio sostegno alla lotta pacifica ma dura. E i social in tal senso fanno da ottima cassa di risonanza.

La protesta silenziosa degli striscioni, che fa rumore e chiede il diritto alla cura

Gli autori della protesta ritengono che, a fronte di “un 42% di prestazioni sanitarie fornite da privati che hanno esautorato la funzione del pubblico, bisogna recuperare la centralità della sanità come bene comune e non come oggetto di profitto privato. Ci siamo stancati di sentir parlare di chi ha più o meno colpe in quanto le stesse sono attribuibili a tutti coloro che hanno gestito la sanità pubblica per moltissimi anni. Rivendichiamo con orgoglio la nostra iniziativa di semplici e soprattutto liberi cittadini e rinnoviamo ancor più forte l’invito ai liberi cittadini di ogni Comune molisano a seguirci in questa lotta che vedrà organizzare una vera e propria manifestazione appena le condizioni lo permetteranno”.

Striscioni protesta sanità

In particolare, viene richiesta in tempi brevi la modifica del piano regionale sanitario approvato nella scorsa legislatura, “al fine di riaprire gli ospedali chiusi e reparti Covid, per fare fronte all’emergenza sanitaria che ormai è diventata ordinaria”.

Firmato: Giuseppe Totaro, Francesco Di Lucia, Vincenzo Lorito, Maurizio La Fratta, Fedele Manes, Giuseppe Rulli, Antonio De Blasiis, Tony Vincelli, Pierpaolo Terzano, Gina Nuozzi, Iolanda Aceto, Sallustio Carmelina, Vizzarri Cinzia, Ruccolo Gennaro.

Controfirmato da tanti, tantissimi molisani che stanno soffrendo e affrontando problemi di ogni genere in questa terribile pandemia.