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Sanità: buio pesto!

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di Comitato San Timoteo, Termoli

Sono trascorse oltre due settimane dalle dimissioni, irrevocabili, dell’ex  Commissario ad Acta alla Sanità, Angelo Giustini, presentate al governo nazionale. Nel frattempo ci sono stati  diversi Consigli dei Ministri senza che sia stato designato il nuovo Commissario.

Alle dimissioni di Angelo Giustini sono seguite anche quelle del sub Commissario, dottoressa Ida Grossi, forse dopo aver appurato che il governo è propenso a designare un tecnico come nuovo Commissario, non il Presidente Toma come era da molto tempo nelle aspettative e nei piani.

Ad oggi pare che per il mondo politico e amministrativo l’argomento Commissario alla Sanità non è più di grande rilevanza come lo è stato fino a pochi giorni fa. Sembra che molti sono affaccendati in altre faccende. Come pure per il settore dell’informazione pare che l’argomento Commissario non fa più notizia.

Credo che tutto ciò sia ingiusto e penalizzante per i Molisani, che già si ritrovano un servizio sanitario regionale disastrato e incapace di garantire cure efficienti ed efficaci, in primis per carenza di personale sanitario, ulteriormente aggravato dall’attuale pandemia. Ciò è dipeso soprattutto dalla politica fallimentare praticata  in oltre 13 anni di commissariamento da parte del governo nazionale.

In tutto questo chiedo: quale attenzione si presta al Molise? Che “peso” hanno i politici, amministratori e classe dirigente del Molise a livello nazionale? Quali e quante premure l’attuale governo nazionale, sostenuto dalla quasi totalità di partiti e movimenti, ha nei confronti dei Molisani?

In questi giorni ancora si continuano a registrare le criticità nella rete ospedaliera con l’indice dei posti letto delle Terapie Intensive e quelle del reparto di malattie infettive ben oltre i rispettivi valori critici stabiliti (30 e 40%), il crescere dei soggetti positivi e dei decessi (oltre 420) per Covid.

Come già più volte proposto ritengo non più procrastinabile chiedere al governo nazionale un decreto Molise per la sanità, con le dovute proporzioni, simile a quello emesso per la Regione Calabria affinché si possa ottenere un servizio sanitario regionale adeguato e in equilibrio gestionale.

Come già avviene nelle altre regioni, occorre conoscere in dettaglio il piano di vaccinazione regionale, con le priorità dei soggetti fragili da vaccinare, date e modalità di prenotazione per tutti gli altri cittadini che intendono vaccinarsi.

Inoltre considerato che la battaglia contro il Covid, nonostante i vaccini, non è di facile e immediata soluzione ma occorre ben altro tempo, e già si parla di una quarta ondata, oltre alle buone pratiche che ogni cittadino già conosce (mascherina, distanziamento e igiene delle mani) occorre potenziare il sistema di tracciamento. Tenuto conto che attualmente il solo laboratorio addetto a processare i tamponi in Molise è quello del Cardarelli, che riesce ad eseguire mediamente solo settecento tamponi al giorno, è indispensabile potenziare, con immediatezza, i laboratori molecolari già presenti a Termoli e Isernia, tale da poter eseguire non meno di duemila tamponi al giorno. A tal proposito si fa notare che il Molise è l’unica regione ad avere attualmente un solo laboratorio per analizzare i tamponi, come pure è quella che processa il minor numero di tamponi al giorno. La stessa regione Abruzzo, con circa un milione e trecentomila abitanti, esegue mediamente diecimila tamponi al giorno di cui il sessanta percento tamponi molecolari e i restanti antigenici.

In queste condizioni di estrema criticità, senza il Commissario ad Acta alla Sanità, chiedo chi oggi sta assumendo e/o assume decisioni in materia sanitaria nel Molise?  Il Presidente della Regione, Donato Toma, quale massima Autorità della Protezione Civile? Il Direttore Generale dell’Asrem, Oreste Florenzano, che dovrebbe solo attuare quanto disposto dal Commissario ad Acta, attualmente vacante? I Sindaci dei Comuni? O chi altro?

Tutto questo per il Molise e per i molisani è ancora concepibile? E’ ancora  accettabile?

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