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Sale operatorie e Utic ferme, “Non portateci pazienti gravi”. Cluster in Medicina: 7 positivi trasferiti nell’ala Covid

Ala Covid del 4 piano satura: occupati tutti e 20 i posti letto dopo il trasferimento di 7 pazienti di Medicina trovati positivi al tampone molecolare. Ancora forti criticità nell'ospedale di Termoli dove questa notte è saltata per ore l'energia elettrica, per un cortocircuito sulle cui cause si sta indagando. Sale operatorie ferme, radiologia ed emodinamica impossibili, impossibile anche usare l'angiografo e curare l'infarto. I medici, in una nota inviata al 118, chiedono di non portare a Termoli i pazienti con patologie tempo-dipendenti.

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Dopo l’interruzione di energia elettrica di questa notte non tutto è tornato a posto. Nonostante siano entrati in funzione i gruppi elettrogeni e il problema sia stato tamponato inizialmente da Protezione Civile e quindi dai tecnici manutentori, come dichiarato dai vertici sanitari, persistono diverse criticità legate al ripristino graduale della corrente al San Timoteo, a cominciare dalla diagnostica.

Documenti San Timoteo

Non è stato possibile fare una Tac addominale a un paziente che aveva occlusione intestinale, trasferito al Cardarelli di Campobasso. E non solo, perché oltre alla impossibilità di eseguire esami radiologici sono in questo momento impossibili anche le cure per gli infartuati. Non sono attive le sale operatorie, tanto che il dottor Nicola Rocchia in un documento all’attenzione del servizio di emergenza 118 chiede di “non inviare in ospedale pazienti con patologie tempo dipendenti che hanno bisogno del servizio di radiologia ed emodinamica“. La conferma anche dal responsabile della cardiologia e Utic di Termoli Erminio Calgione, che riferisce in una nota come a causa “del mancato funzionamento dell’angiografo per problemi elettrici insorti durante la notte scorsa e non risolti completamente”, chiede che i pazienti acuti che necessitano di coronografia per angioplastica e tutti i casi di infarto vengano dirottati in altre strutture.

Documenti San Timoteo

La situazione resta critica nella struttura ospedaliera di Termoli, dove tanti interrogativi aspettano una risposta. “Come mai questo problema non è stato preventivato, visti i precedenti e vista la delicatezza e lo stato di emergenza che ha comportato l’installazione di un ospedale da campo?” chiede Vincenzo Iacovino,  l’avvocato che difende le vittime del covid che sta seguendo casi di presunta malasanità in Molise.

Le cause del blackout non sono ancora chiare, ma il direttore generale Asrem Oreste Florenzano che ha fatto un sopralluogo in ospedale questa mattina ha escluso che possa trattarsi di un sovraccarico dovuto al maggior assorbimento elettrico da parte delle tende (ancora vuote e inutilizzate) dell’ospedale da campo. L’origine del cortocircuito indicato come principale indiziato del guasto non è però chiara, e se all’origine ci fosse l’usura di alcuni cavi elettrici sarebbe ugualmente grave, considerando il massiccio assorbimento di corrente dovuto ai numerosi apparecchi elettromedicali utilizzati contestualmente in questo momento al San Timoteo.

Dopo il blackout dubbi e domande in ospedale. Pazienti della rianimazione ventilati a mano per ore

San Timoteo che proprio in queste ore sta facendo i conti con un’altra emergenza, un cluster nel reparto di Medicina. Al momento nel reparto diretto dal dottor Nicola Milano non ci sono pazienti positivi e nessuno, nel personale operativo, è risultato positivo al tampone molecolare, che viene ripetuto con frequenza praticamente quotidiana. Negli ultimi giorni tuttavia ben 7 pazienti inizialmente ricoverati con tampone rapido e molecolare negativo sono risultati positivi a un tampone molecolare più avanzato. Sono stati trasferiti tutti nell’area covid di Urologia, quarto piano, che al momento risulta al completo.

Sono infatti tutti occupati i 20 posti disponibili. I pazienti per fortuna non sono in condizioni gravi e non presentano una sintomatologia importante o tale da richiedere l’utilizzo dell’ossigeno. Tuttavia il focolaio dovrà essere indagato, anche per capire se tra i contagiati ce ne siano alcuni che presentano varianti non facilmente individuabili dai tamponi antigenici.

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