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Ricoveri mai così alti, la variante inglese dilaga: febbraio alle spalle traghetta il Molise in zona rossa

Un mese durissimo, quello appena trascorso, segnato da un altissimo numero di ricoveri e trasferimenti (anche fuori regione) perchè le strutture sanitarie molisane mobilitate a vario titolo per l'emergenza (e sono ormai divenute 4) non bastano. Leggiamo i numeri dell'ultima settimana di febbraio, l'ultima in zona arancione per tutto il territorio

La settimana conclusiva di febbraio in Molise è stata l’ultima in zona arancione per gran parte del territorio. Da oggi, 1 marzo, la regione tutta entrerà nella cosiddetta zona rossa: lo ha chiesto, e ottenuto, il Presidente Donato Toma. Ad aver pesato sulla risoluzione il peggioramento rapido della situazione (specie quella degli ospedali) e la certezza, ormai, che la variante inglese del virus non circola più solo nell’area del Basso Molise ma in tutta la regione. In particolare in questi ultimi sette giorni è riesploso il contagio in Alto Molise e si sta diffondendo a macchia d’olio. Unico tentativo di arginare questa situazione le restrizioni della zona rossa, proposta che il Ministero della Salute ha accolto senza battere ciglio. Anche perché il Molise resta una regione a rischio moderato ma con alta probabilità di progressione verso un rischio alto, l’Rt (indice di trasmissibilità) rimane sopra la soglia critica di 1 e i posti letto sono occupati da pazienti Covid oltre la percentuale ‘di guardia’, come riportano in maniera incontrovertibili i grafici dell’Agenas sotto.

occupazione posti letto febbraio agenas terapie intensive
occupazione posti letto febbraio agenas area non critica

In effetti è il gran numero di ospedalizzazioni il dato più eclatante di questa settimana, ancor più della scorsa. In sette giorni sono stati complessivamente 73 i ricoveri, cui vanno sommati 22 trasferimenti (stavolta la maggior parte non è stata fuori regione ma in altre strutture molisane, Neuromed su tutte). Un numero davvero impressionante, mai toccato finora. La scorsa settimana, drammatica da tanti punti di vista, ne erano stati 10 in meno (63) e nelle due precedenti erano intorno alle 40 unità. In tutto il mese di febbraio i ricoveri sono stati 218 (8 al dì di media), una decina di degenti non hanno trovato posto negli ospedali molisani e sono stati trasferiti in altre regioni, in molti casi trasportati con elicotteri militari.

Poche oltretutto le dimissioni degli ultimi sette giorni, solo 11 mentre la scorsa settimana erano state 21, quella prima ancora 29. In tutto febbraio sono state dimesse 68 persone, poco più di 2 al giorno.

Vale la pena elencare i numeri delle persone ricoverate: in base all’ultimo bollettino Asrem (di domenica 28 febbraio) sono 78 al Cardarelli (di cui 14 in Rianimazione), 18 al San Timoteo di Termoli, 10 al Policlinico Gemelli Molise, 10 all’Istituto Neuromed di Pozzilli (di cui la metà in Terapia Intensiva) con cui è stata da poco siglata una convenzione per la messa a disposizione di 12 posti letto per degenti Covid. Il totale, dunque, segna 116, ma i numeri potrebbero essere anche superiori.

Tante ospedalizzazioni sono il riflesso di un numero crescente di infezioni da Sars-Cov-2 che sfociano nella malattia Covid-19. Ebbene, questa settimana i nuovi contagi accertati sono stati 583, più di 83 al giorno. Il numero settimanale più alto si è avuto la scorsa settimana (638) mentre nella prima metà del mese erano stati circa 550 ogni 7 giorni. Nel mese di gennaio invece questi non avevano mai superato la soglia di 500 a settimana, fermandosi talvolta sotto quota 400. È evidente dunque come l’aumento sia stato consistente.

Capitolo città: Termoli continua a registrare i numeri più alti in senso assoluto. Questa settimana i contagi sono stati 89 a fronte dei 128 della settimana precedente così come di quella prima ancora. Un numero, pertanto, ancora elevato, nonostante la zona rossa sia in vigore ormai da tempo. Non scendono neanche i casi a Campobasso, 68 vs i 65 della settimana precedente e di quella prima ancora. Negli ultimi 7 giorni hanno fatto ‘rumore’ i 72 casi di Agnone. A Isernia invece sono stati 29.

mappa contagi 28 febbraio

I tamponi sono stati in quest’ultima settimana 5.340, poco più di 760 al giorno. E il conseguente tasso di positività è stato mediamente di 10.9, più alto delle settimane precedenti sebbene di pochi decimali. Si tratta, va detto, comunque di una percentuale alta.

Nell’arco temporale considerato (22-28 febbraio) sono morti con il Covid-19 altri 19 molisani. 15 uomini e 4 donne tra i 61 e i 94 anni (la mediana è di 72 anni). La maggior parte è spirata in un letto del reparto di Malattie Infettive, un’altra in Terapia Intensiva. Un’anziana è deceduta nella Rsa di Sant’Elia a Pianisi e un uomo è morto nella sua abitazione. Tra le 19 vittime Primonumero considera anche due persone che sono morte fuori regione: un uomo di Guardialfiera è deceduto nell’ospedale di Pescara e un 62enne di Santa Croce di Magliano a Foggia, nell’ospedale in cui era stato trasferito dal Molise qualche giorno prima.

Settimana dopo settimana, oltre che giorno per giorno, scioriniamo numeri di vittime. Numeri relativamente – ma solo relativamente – piccoli, che però nella loro straziante successione assumono proporzioni diverse, più dure da accettare. È facile ‘assuefarsi’ a questo bollettino ma il nostro intento va proprio nella direzione contraria. Tornando alla successione, ai 19 morti di quest’ultima settimana vanno sommati i 24 della scorsa, i 19 della precedente e i 26 di quella prima ancora. Febbraio con la sua recrudescenza dell’epidemia si è portata via 88 persone cui la vita avrebbe quasi sicuramente regalato ancora importanti momenti.

Infine, le buone notizie: ci sono stati più guariti (512) in questa che nelle precedenti 5 settimane. Al netto di tutto oggi (dato di ieri sera) ci sono 1768 persone attualmente positive al Sars-Cov-2 in regione mentre una settimana prima ce ne erano 1714. Un aumento marginale rispetto a quello del precedente monitoraggio. Un’altra buona notizia è che nella settimana appena conclusa sono state circa 4700 le somministrazioni di vaccino, laddove nella precedente rilevazione settimanale erano state quasi la metà (2500).

Ricoveri a parte, la settimana sin qui descritta a suon di dati mostra a nostro parere dei lievi – lievissimi – miglioramenti rispetto alla precedente, che vi avevamo descritto come la ‘più buia’ di sempre. Al Molise attendono almeno due settimane di zona rossa, ovvero di rigide restrizioni. Dolorose, sì, ma speriamo foriere di una consistente frenata dell’epidemia.