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Rapine, droga e violenza: ‘Pensa’ e Maselli domani davanti alla Corte d’Appello

Domani – giovedì 11 marzo – la Corte d’Appello di pronuncerà sulla sentenza di secondo grado a carico degli imputati Michele Di Bartolomeo (alias ‘Pensa’) e Andrea Maselli suo complice nella commissione di diversi reati.

Arrestati l’8 marzo del 2019 con l’operazione della squadra mobile (coadiuvata dai carabinieri del Norm), in quella occasione furono eseguite sei misure cautelari: quattro ai domiciliari, due in carcere. Otto persone indagate, quattordici perquisizioni eseguite in tutto il centro urbano del capoluogo.

Quindi le rapine violente compiute per refurtiva da reinvestire nell’acquisto di cocaina (che avrebbe fruttato almeno tre volte di più). Le botte e i pestaggi ai consumatori che non pagavano per tempo la droga acquistata. Le minacce alla polizia di cui sentivano il fiato sul collo. Anche il furto di uno scooter ad un agente della Mobile. I viaggi a Lucera per comprare la “polvere bianca”. C’è tutto nel fascicolo che i giudici hanno dovuto valutare e attenzionare: le estorsioni, la ricettazione, la detenzione di armi atte ad offendere, lo spaccio, la violenza.

In primo grado Michele Di Bartolomeo – difeso dall’avvocato Silvio Tolesino – è stato condannato a 24 anni di carcere. Andrea Maselli  – difeso dagli avvocati Giuseppe Fazio e Letizia Di Lena – è stato a cinque anni e otto mesi di carcere. Domani gli avvocati tenteranno il tutto per tutto davanti ai giudici della Corte D’Appello.