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Punto Nascite, battaglia vinta ma guerra ancora lunga: “Restiamo vigili, il San Timoteo va potenziato”

Dopo la sentenza del Tar gli avvocati prevedono un possibile ricorso dell’Asrem e invitano a non abbassare la guardia. “L’ospedale va reso funzionante, il principio è stato ribadito dai giudici”

Un punto di partenza e non di arrivo, una battaglia vinta di una guerra ancora lunga. La sentenza del Tar che permette al Punto Nascite dell’ospedale San Timoteo di restare aperto è una buona notizia, anzi ottima. Ma non può certo essere la panacea di tutti i mali per la fragile sanità del Basso Molise. “Restiamo vigili” è il monito dell’avvocato Vincenzo Iacovino, a capo del pool di legali che ha curato il ricorso voluto da 17 sindaci del Basso Molise nel luglio 2019.

“Questa sentenza ha dimostrato che quando la volontà popolare è ben indirizzata a livello tecnico sortisce dei risultati” ha esordito il legale nella conferenza stampa tenuta in modalità telematica nel pomeriggio di giovedì 4 marzo. Presenti anche gli avvocati Massimo Romano e Vincenzo Fiorini, nonché alcuni sindaci del Basso Molise: Francesco Roberti di Termoli, Roberto Di Pardo di Petacciato, Raffaela Primiani di Ururi, Costanzo Della Porta di San Giacomo degli Schiavoni e nel finale anche Giuseppe Caporicci di Portocannone. Presente per il comitato ‘Voglio nascere a Termoli’ Cinzia Ferrante.

conferenza zoom punto nascite

Iacovino ha fatto capire che alla politica e della struttura commissariale spettano responsabilità importanti se si è arrivati a questo punto. “Il Ministero della Salute ha previsto una deroga per i Punti Nascite che fanno meno di 500 parti all’anno, a seconda delle particolarità di un territorio. Chiedere quella deroga al Tavolo ministeriale era compito della politica regionale”.

Senza contare che “chi ha previsto la chiusura non ha tenuto conto delle difficoltà del trasferimento delle partorienti in altri ospedali, delle linee di comunicazione disastrate del Molise e degli Accordi di confine con altre Regioni mai definiti”.

Stesso concetto ripreso dal legale Massimo Romano. “Il Tar ha riaffermato un principio che è prima di buon senso che di diritto e cioè il diritto alla Salute. Ammesso e non concesso che ci fossero i presupposti per la chiusura del reparto, non si è valutato che per trasferire le partorienti a Campobasso occorre fare la Bifernina dove ci sono cinque semafori”.

L’avvocato Vincenzo Fiorini ha ricordato “la strenua resistenza opposta dall’Asrem al Consiglio di Stato quando ci fu la sospensiva. Anche lì dimostrammo le particolarità del Molise”. A questo proposito l’avvocato Romano ha confessato di ritenere che “per quanto visto finora, l’Asrem farà appello al Consiglio di Stato. Tuttavia il principio deliberato è difficilmente scalfibile”.

Ma come detto la partita resta aperta, perché l’Asrem non solo potrà fare ricorso, ma è il nuovo Piano operativo sanitario che potrebbe sancire ancora una volta la chiusura del reparto.

Come ha ricordato Cinzia Ferrante del comitato ‘Voglio nascere a Termoli’ “la battaglia non finisce qui, manteniamo il fronte. Ci impegneremo per sensibilizzare e tenere vivi questi argomenti e per far sì che il Punto nascita di Termoli sia compreso nel prossimo Pos”.

“Ora occorre riflettere – le parole del primo cittadino di Termoli – su cosa si vuole fare del Basso Molise. Il San Timoteo era un fiore all’occhiello, poi il nostro territorio è quello che ha subito i maggiori tagli. Bisogna fare i concorsi per i medici e trovare quelle figure che sappiano risollevare l’ospedale”.

“Questo è il primo tassello – è intervenuto il sindaco di San Giacomo – di una battaglia per valorizzare il San Timoteo, per il rilancio dell’ospedale di Termoli. Bisogna forzare la mano su Roma, la norma sui Punti Nascita va cambiata. L’ospedale deve essere operativo e funzionante”. Inevitabile che il riferimento possa andare anche a quanto sta accadendo in questi mesi, con la pandemia da Covid-19 che ha accentuato problemi atavici e collegati tra loro.

Un passo importante, secondo i legali, è quello di “definire gli Accordi di confine, cosa che potrebbe portare partorienti di altre regioni a Termoli. Poi chiaramente l’aumento del personale per far crescere il numero delle nascite al San Timoteo”.

L’appello è rivolto quindi ai sindaci e ai cittadini per evitare che quella di oggi diventi una vittoria di Pirro. “Restiamo vigili, l’attenzione su questo argomento non deve calare”.