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Primi pazienti visitati nell’ospedale da campo, 3 medici volontari operativi

Nel pomeriggio di ieri 2 marzo il primo paziente, successivamente dimesso perché bisognoso di un intervento chirurgico. Oggi nella mattinata altre due persone visitate dal personale volontario della Croce Rossa che ha attivato l'ospedale da campo per decongestionare il San Timoteo di Termoli, di fatto trasformato temporaneamente in ospedale covid.

Alessandro Serafini è il responsabile sanitario dell’ospedale da campo montato la scorsa settimana nel piazzale davanti al reparto di psichiatria dell’ospedale San Timoteo con l’obiettivo, successivamente individuato dalla Asrem, di decongestionare il nosocomio termolese dove sono una ventina malati covid trattati nella medicina d’urgenza e nelle aree grigie al piano terra e al quarto piano.

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“Abbiamo cominciato a trattare i primi pazienti nel pomeriggio di ieri, 2 marzo – racconta – e questa mattina i nostri medici e le infermiere hanno dato supporto ad altri pazienti portati qui dall’ospedale per visite e cure a bassa intensità. È un ospedale necessario in un momento di emergenza per la sanità molisana – aggiunge – e noi siamo a disposizione dell’azienda per qualunque tipo di supporto compatibile con questa struttura”.

Tutto il personale della Croce rossa italiana, medici e infermieri, è su base volontaria. Un sistema di rotazione che settimanalmente consentirà di avere nell’ospedale costituito da 3 tende (ognuna delle quali con 8 posti) 3 medici e 8 infermiere alle quali si aggiungono le volontarie infermiere della Croce Rossa.

Tra i dottori ce n’è uno giovanissimo, Tommaso, che arriva dalla Toscana e che ha preso una settimana di ferie per poter dare il suo contributo al Molise che sprofonda sotto il peso della pandemia.

Ecco le prime testimonianze raccolte nell’ospedale da campo.