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Piccoli Lupi crescono. Ecco l’isernino Angelo Mancini, 17 anni e fisico brevilineo: “Un onore essere qui”

Il giovanissimo centrocampista arriva dalla San Leucio: dopo aver debuttato a Porto Sant’Elpidio e bissato a Montegiorgio, ha esordito in casa con la Recanatese. “Il gruppo è straordinario, i compagni hanno facilitato il mio inserimento in squadra. Abbiamo portato a casa una vittoria importantissima”.

Isernino, appena 17 anni, e già tre presenze in serie D con la maglia del Campobasso. L’emozione più forte l’ha vissuta domenica, quando il suo nome è rimbombato dal megafono dello speaker Andrea Vertolo per la sostituzione a fine primo tempo. “Fa il suo ingresso in campo Angelo Mancini…”. Boom, cuore a mille, gambe che tremano ma coraggio da vendere.

Eccolo qua il piccolo ma promettente centrocampista rossoblù, arrivato la scorsa estate dalla Scuola Calcio San Leucio di Isernia, categoria Allievi. Prima ha indossato la maglia della juniores campobassana, poi con lo stop – pian piano – è entrato nel giro della prima squadra fino al debutto assoluto di Porto Sant’Elpidio dello scorso 31 gennaio (qualche minuto per lui dall’87’ al triplice fischio) e la replica a Montegiorgio il 7 marzo, dove è stato impiegato per mezz’ora.

Il giorno dell’esordio in casa, però, difficilmente lo scorderà. Anche se purtroppo senza pubblico, una pecca che nel capoluogo si sente eccome. Queste le sue primissime parole da calciatore del Campobasso, dopo l’intero secondo tempo giocato bene: “Sono onorato di far parte di questa squadra perché è davvero un gruppo straordinario, sono felicissimo di poter vincere e soffrire con i compagni. E’ bello giocare al fianco di questi compagni che sono eccezionali. Il mio ingresso in squadra è stato più semplice grazie a loro”.

Gruppo Campobasso Calcio

Rotto il ghiaccio, questa è la sua analisi dell’ultimo successo strappato alla Recanatese a qualche istante dalla fine: “Ho fatto quello che potevo, ho dato tutto perché devo sfruttare al meglio le opportunità che mi dà il mister. Sono contento soprattutto della vittoria. Loro erano una bella squadra, compatti, stretti, abbiamo incontrato delle difficoltà a trovare delle vie in mezzo. Ma alla lunga siamo riusciti a metterla dentro e ci portiamo una vittoria fondamentale a casa”.

Come detto, di mestiere fa il centrocampista. Mezzala destra, per la precisione. Ma se l’è cavata anche nel centrocampo a due disegnato da Cudini nella seconda parte della ripresa: “Io mi ero preparato per quel ruolo, spero di aver fatto quanto mi aveva chiesto il mister. Ho fatto prima la mezzala, poi siamo passati al centrocampo a due e, ripeto, ce l’ho messa tutta”.

Caparbietà, voglia di imporsi, sana umiltà: doti che non si trovano in qualunque calciatore. E Mancini vuole farlo, il calciatore.

FOTO SS CAMPOBASSO CALCIO/MARCO MOFFA