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“Piazza Pulita”, respinti i patteggiamenti. Il giudice ritiene esigua la pena a carico degli imputati

Il Gup Veronica d'Agnone accoglie soltanto un'istanza su cinque, quella degli avvocati Silvio Tolesino e Ines Gentile. L'imputato condannato a 4 anni e otto mesi. Respinte tre delle 13 richieste di abbreviato che quindi andranno a processo assieme agli altri 27 imputati. Per altri tre invece sono stati rinviati gli atti al presidenti per presunta incompatibilità del giudice con il caso

L’ultima udienza durante la quale sono state rinviate a giudizio con processo ordinario 27 delle persone imputate a vario titolo di associazione a delinquere finalizzata allo spaccio e aggravata dal metodo mafioso, nell’ambito della maxi operazione “Piazza pulita”  si è tenuta il 28 febbraio scorso.

Questa mattina in tribunale sempre il giudice per le udienze preliminari, Veronica d’Agnone si è espressa sugli altri 18 imputati. In cinque hanno chiesto di patteggiare la pena. In  13, invece, hanno chiesto il rito abbreviato condizionato.

Sulle cinque richieste di patteggiamento, quattro sono state respinte. Accolta soltanto quella degli avvocati Silvio Tolesino e Ines Gentile. Il Gup ha ratificato il verdetto a carico dell’imputato a 4 anni e 8 mesi di reclusione.

Per gli altri quattro la richiesta di pena patteggiata è stata ritenuta troppo esigua rispetto ai gravi indizi di colpevolezza che gravano sulle persone indiziate di reato.

Respinte tre richieste di abbreviato: saranno giudicati con processo ordinario. Per altre tre istanze Veronica D’Agnone ha inoltrato il fascicolo al presidente che dovrà stabilire se può occuparsene lei in virtù di eventuali motivi di conflitto. Per gli altri accolta la richiesta di abbreviato “secco”. 

Al rifiuto del procedimento speciale da parte del gup, infatti gli avvocati avevano avanzato l’istanza di un procedimento speciale a verdetto “secco”. Vale a dire che la sentenza si dovrà basare soltanto sugli atti contenuti nel fascicolo del pubblico ministero. Rispetto a queste richieste il Gup ne ha accolte soltanto sette.

I documenti a carico dei 45 indagati nell’ambito della maxi operazione di carabinieri e guardia di finanza sono oltre 20mila pagine.

Un fascicolo voluminoso che di ognuno racconta e comprova dinamiche e circostanze relative al continuo traffico di cocaina, eroina e hascisc  nella provincia di Campobasso. Cuore delle attività di smercio il comune di Bojano dove gravita la maggior parte delle persone raggiunte dalle misure cautelari a maggio del 2020.

“Piazza Pulita”  ha smantellato un’organizzazione criminale dedita non soltanto al traffico di droga ma anche alle estorsioni con dinamiche mafiose, fino alle minacce a mano armata. Trasferimento fraudolento di valori, autoriciclaggio con il reimpiego di denaro frutto delle attività di spaccio attraverso l’attività commerciale “Adriatica Pellet” di Bojano.

 Un’organizzazione che coordinava le attività di altre due associazioni a capo delle quali c’erano pregiudicati molisani. Quella “di vertice” era guidata da un campano affiliato al clan Rega di Pomigliano d’Arco, arrivato a Bojano nel maggio del 2017 per scontare un provvedimento restrittivo e stabilitosi nella cittadina matesina insieme alla sua famiglia. A lui rispondevano 10 persone.

Il 28 febbraio scorso il  giudice ha rinviato a giudizio 28 ai quali si aggiungono i tre rinviati a giudizio stamattina. Compariranno per la prima udienza ordinaria davanti al tribunale collegiale il prossimo 23 giugno.