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Patto per l’Innovazione del lavoro pubblico, passo importante

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    di Tecla Boccardo – segretaria generale Uil Molise

     

    L’Italia riparte dalle donne e dagli uomini della pubblica amministrazione: medici, infermieri, insegnanti, magistrati, forze dell’ordine, dipendenti delle amministrazioni centrali e di quelle periferiche.

    Rinnovare la P.A. per far ripartire il paese è un passo fondamentale per garantire i diritti di cittadinanza e sostenere il sistema sociale e produttivo, per affrontare le urgenti sfide sanitarie, economiche e sociali che ci attendono nei prossimi mesi.

    Inclusione, partecipazione, contrattazione, centralità della persona nelle scelte per l’innovazione e lo sviluppo tecnologico, formazione in servizio intesa come diritto-dovere e digitalizzazione. Sono queste le parole chiave del Patto sottoscritto oggi.

    La pandemia ci ha mostrato lo straordinario valore dei servizi pubblici e messo in evidenza l’importanza dello Stato per tutelare i diritti costituzionali dei cittadini, facendo emergere drammaticamente anche i limiti, a causa di decenni di tagli.

    Oggi sanciamo un netto cambio di passo, attraverso una nuova stagione di relazioni sindacali che punta al confronto e alla contrattazione sindacale per dare il giusto riconoscimento a chi con merito, responsabilità e senso del dovere lavora quotidianamente al servizio dei cittadini in tutte le articolazioni della Pubblica Amministrazione.

    Oltre alla rapida conclusione del ritardo accumulato per il rinnovo contrattuale del triennio 2019-2021, in contemporanea si punta alla revisione dell’ordinamento professionale e alla definizione di un piano delle competenze su cui programmare i fabbisogni e le nuove assunzioni del personale con il superamento di alcuni limiti.

    In merito alle prestazioni svolte a distanza (lavoro agile), proseguono dal sindacato,  definiremo nei futuri Contratti collettivi nazionali una disciplina che favorisca la produttività e l’equilibrio fra vita professionale e vita privata, così come specifici diritti sindacali e del rapporto di lavoro, quali il diritto alla disconnessione, le fasce di contattabilità, il diritto alla formazione specifica in servizio, quale diritto-dovere, utile alla valorizzazione e alle progressioni interne, il diritto alla protezione dei dati personali, il regime dei permessi e delle assenze.

    Risorse aggiuntive verranno messe a bilancio per la revisione dei sistemi di classificazione del personale con la prosecuzione dei lavori delle commissioni paritetiche costituite in sede Aran. Altrettanto centrale è la formazione e la riqualificazione professionale, intesa non più come costo per lo Stato, ma come investimento per affrontare le mutate esigenze delle pubbliche amministrazioni.

    Attenzione al welfare contrattuale, aggiungono dalla UILFPL, attraverso il sostegno alla genitorialità, forme di previdenza complementare e sistemi di premialità proporzionalmente legati al miglioramento dei servizi, estendendo anche ai comparti del pubblico impiego le agevolazioni fiscali previste per i settori privati.

    Un accordo che intende favorire processi di dialogo tra le parti attraverso strumenti innovativi di partecipazione ai processi decisionali per disegnare insieme la Pubblica Amministrazione di domani, motore per il rilancio del nostro Paese.

    La mobilitazione e le tante rivendicazioni, che anche in Molise è sono state portate avanti negli ultimi anni, ha portato i suoi primi frutti, sperando che sia davvero l’inizio di una fase nuova per l’intero sistema della pubblica amministrazione del Paese, ma stavolta con al centro la figura del dipendente, con le sue esigenze, le su specificità, le sue prerogative.

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