Notebook della settimana – Big bang, Asili nido, 8 Marzo e Legione straniera

valentina cuppi

La politica salvata dalle donne – L’inaspettato Vaffa-day del “leader cortese” Nicola Zingaretti è stato un big bang per il Partito Democratico. E ora a prendere le redini dell’esplosiva situazione tocca a una giovane donna, la presidente del Pd, Valentina Cuppi, sindaca di Marzabotto, classe 1983, che da reggente del partito guiderà all’assemblea del 13 e 14 marzo.

Una responsabilità enorme anche se non sarà un Congresso ma qualcosa di simile alla ricerca di un’identità e di un Autore. Ma perché no di un’Autrice? La mancata designazione di una ministra nel Governo Draghi ha suscitato forti malumori interni e chissà che il buon Zenga, respinga gli appelli a ripensarci e tiri lui stesso fuori l’idea di affidare il partito proprio alle cure di una donna.

Il Manifesto ha fatto circolare perfino un nome: quello di Roberta Pinotti, donna di forte esperienza, già ministro della Difesa e attuale presidente della commissione difesa del Senato. Finalmente una rivoluzione.

Pensate se una rivoluzione del genere, cioè di genere, avvenisse anche nella Regione Molise con buona pace dei soliti King makers. Ma ve li immaginate i Patriciello & Co. che si mettono a fare i Queen maker?

 

Una grande occasione – Nel suo libro fresco di stampa All’inferno e ritorno (Feltrinelli), Carlo Cottarelli scrive che “per (ri)fare l’Italia ci vogliono tantissimi asili nido con una uguale copertura di almeno il 60% in tutte le regioni, mentre oggi siamo appena al 24,7% ben al di sotto il 33% che la Ue ci aveva raccomandato di raggiungere vent’anni fa”.

Cottarelli è un autorevole economista, ma la sua tesi di fondo per uscire dall’inferno è tutta politica, perché – spiega – “per avere una società giusta bisogna dare a tutti le stesse possibilità di partenza proprio nei primissimi anni di vita, quando grazie all’istruzione si possono ridurre disuguaglianze di condizioni economiche della famiglia di nascita, che se non si affrontano subito rischiano di allargarsi”.

Maria Montessori (“il bambino padre dell’uomo”), lo aveva capito un secolo fa, ma ora il problema è in mano al Recovery Plan che stanzierà 4,2 miliardi in sei anni per assicurare la copertura di asili nido dal Nord al Sud, cioè una manna per il derelitto meridione.

Vanno dunque allertate tutte le molisane interessate a raccogliere questa strategica sfida imprenditoriale e culturale tra poco a portata di mano. Una sfida che beninteso comporterà non solo il rinnovo di un obsoleto patrimonio di edilizia scolastica ma soprattutto la qualità pedagogica. Attenzione dunque a non progettare strutture da baby-parking con sovrabbondanti eccessi di colori e plastica in ambienti angusti o troppo vasti, carenti di verde, di spazio, di silenziosità e di concentrazione.

Ci salveremo dalla catastrofe demografica solo custodendo con cura quel bene prezioso ma sempre più scarso che è la popolazione infantile.

 

Più di uno su mille ce la fa – Da quindici anni Carlo de Lisio, ex docente di matematica e fisica, pubblica i suoi semestrali “Quaderni di scienza e scienziati molisani”, sorprendente enciclopedia biografica di nostri geni conterranei passati dalla zappa all’algoritmo. Tutti segnalati con tanto di pedigree e di indirizzo e-mail.

L’elenco incredibilmente lungo dei traguardi apicali raggiunti in tutto il mondo da questa legione straniera dell’intellighenzia regionale è tale che, in termini di rapporto con gli abitanti, meriterebbe al Molise un primo posto nel Gotha scientifico italiano.

Tuttavia l’orgoglio di aver dato i natali a questi scienziati è pari al disappunto per averli puntualmente esportati, cioè persi. Salvo qualche meritevole eccezione, come quella del prof. Salvatore Buontempo, fisico nucleare che lavora al CERN di Ginevra e torna spesso nella sua Bojano dove ha creato un laboratorio per adulti e bambini intitolato “Effervescienza”.

Fisica nucleare a astro-fisica sembrano tra le materie preferite dai nostri cervelloni. Anche Vincenzo Battista, da Larino, e Pasquale Di Nezza, da Isernia, lavorano al CERN di Ginevra, mentre Luigi Colombo da Bonefro, e Fabio Del Sordo da Campobasso, lavorano rispettivamente alla Texas University e alla Yale University.

Naturalmente non mancano le donne. Clara Piccirillo, da Campobasso, docente di biotecnologia e scienza dei materiali all’Università di Porto, ha realizzato uno studio sulla “Estrazione di composti ad elevato valore dalle spine di baccalà”. Trattasi di particolari proprietà terapeutiche nel campo della biomedica, dell’ambiente e della cosmetica.

C’è infine il caso di tre star dal cognome quasi identico: Benedetta Izzi, da Campobasso (Dipartimento Scienze Cardiovascolari, University of Leuven, Belgio); Gabriella Izzi, da Isernia (World Bank, Washington, Unità Acqua e Agricoltura per Nord Africa e Vicino Oriente) e Michela Izzo, da Campobasso (Climatologia e Scienze ambientali, Universidad de Santo Domingo).

Pare insomma che molto più di uno su mille ce la fa, ma che bellezza se ce la facessero nel Molise.