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Molise arancione ma zona rossa per Termoli, Jelsi, Agnone e Toro. Scuole, decidono i sindaci

Dopo la riunione dell'Unità di Crisi, il presidente della Regione ha deciso di emanare un'ordinanza per prorogare misure più stringenti nella città adriatica, oltre che ad Agnone, Jelsi e Toro. Mentre il Molise si prepara dunque ad entrare in arancione, quattro zone del Molise resteranno 'rosse', con scuole e negozi chiusi ma le attività di servizi alla persona aperti. Invece per gli altri comuni sull'eventuale riapertura degli istituti o la proroga della didattica a distanza il governatore ha dato facoltà ai sindaci di decidere.

La decisione è stata presa poco prima delle 18, al termine dell’Unità di crisi: il governatore Donato Toma ha stabilito di firmare un’ordinanza che impone la ‘zona rossa’ in alcuni comuni della nostra regione, precisamente 4. Mentre dopodomani (lunedì 22 marzo) il Molise sarà in arancione sulla base dell’ordinanza firmata ieri dal ministro della Salute Roberto Speranza, alcune restrizioni (non tutte) vengono prorogate fino al 28 marzo per Termoli, Agnone, Toro e Jelsi. La decisione era nell’aria per questi ultimi due paesi: gli stessi sindaci avevano formalizzato una richiesta in tal senso alla luce dei contagi rilevati, che stanno mettendo in apprensione le comunità.

Di seguito il testo completo Ordinanza Toma 20 marzo

Ovviamente nei comuni in zona rossa le scuole resteranno chiuse, mentre nel resto del Molise la ‘palla’ passa ai sindaci: il governatore ha deciso di dar loro la facoltà di decidere se lunedì gli alunni potranno rientrare regolarmente in classe o se debbano continuare a fare lezione a distanza. “Esclusi questi 4 centri, per gli altri varranno le regole della zona arancione, a meno che i rispettivi sindaci non decidano diversamente”. E dunque, nei comuni arancioni le scuole superiori di 2° grado potranno fare didattica in presenza al 50% mentre gli altri ordini di scuole (inferiori) potranno riaprire. Il Governatore a Primonumero spiega che il provvedimento unitario sulle scuole (che forse molti sindaci attendevano, ndr) non è stato preso anche perchè da stamattina molti primi cittadini hanno già emanato proprie ordinanze. E molti hanno deciso per la chiusura.

Toma precisa che “non c’erano gli automatismi (quelli previsti dal Dpcm Draghi, ndr) e dunque le condizioni tali da giustificare un provvedimento regionale”. In Molise infatti non ci sono 250 casi ogni 100mila abitanti e, pur essendo presente la variante inglese, “non c’è una circolazione giustificata tale da imporre restrizioni a livello regionale”.

I comuni per cui è stata decretata la zona rossa, che sarà valida dal 22 fino a domenica 28 marzo e dunque per una settimana, sono quelli con le situazioni più critiche quanto a contagi. Il principio seguito è stato quello della massima cautela perchè “la connotazione epidemica (in questi centri, ndr) non è rispondente ai requisiti necessari per ipotizzare, al momento, il possibile depotenziamento del livello d’allerta”. Ci si aspettava che nella lista fosse inserito anche Santa Croce di Magliano ma così non è stato perchè “abbiamo avuto negli ultimi giorni una riduzione importante di casi in quel comune”. Termoli rimane il centro con il numero assoluto maggiore di casi (intorno alle 200 unità) mentre Toro, Agnone e Jelsi hanno dei cluster epidemici rilevanti. A Toro attualmente ci sono 56 positivi (e 3 persone ricoverate), a Jelsi 53 (e 4 ricoverati) mentre nel paese delle campane i positivi attualmente sono un centinaio circa.

Ma non sarà una zona rossa classica perchè ad esempio, ci anticipa il Presidente della Regione che tra stasera e domattina pubblicherà l’ordinanza, verranno lasciati aperti i servizi alla persona a differenza di quanto è previsto in sede nazionale per le regioni rosse. Dunque potranno riaprire parrucchieri, barbieri e centri estetici.

 

Se nel corso della settimana dovesse emergere qualche situazione particolarmente critica, l’ordinanza potrà sempre essere integrata, fa sapere Toma. “In ogni caso ci riaggiorneremo sabato prossimo quando ci sarà una nuova unità di crisi. Per ora l’ordinanza sarà per una settimana”.