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Marone escluso dalla Giunta regionale, centrodestra termolese alza la voce: “Basso Molise non può restare fuori”

La sostituzione dall'esecutivo regionale dell'ex presidente del consiglio comunale di Termoli provoca la reazione della maggioranza Roberti. “È stato un punto di riferimento, il nostro territorio va rappresentato”

Sorpresa, probabilmente un po’ d’amarezza. Non passa inosservata a Termoli la mossa salva poltrona del presidente Toma che per evitare la sfiducia ha defenestrato l’unico esponente bassomolisano della sua Giunta, quel Michele Marone che dal giugno scorso era stato nominato assessore esterno al Lavoro e al Sociale.

Arriva oggi, a freddo, la reazione dei gruppi consiliari di centrodestra al Comune di Termoli che elogiano Michele Marone per quanto svolto nelle vesti di assessore regionale, ruolo per il quale è stato revocato ieri dal presidente Donato Toma per far posto a Filomena Calenda. Al tempo stesso il centrodestra chiede però che il Basso Molise venga rappresentato ancora nell’esecutivo regionale.

“L’avvocato Michele Marone, consigliere comunale del Comune di Termoli e già Presidente del Consiglio dell’assise cittadina, ha portato avanti un lavoro egregio in nove mesi durante i quali è stato al vertice dell’assessorato regionale al Lavoro e al Sociale”. È quanto affermano i gruppi consiliari di centrodestra al Comune di Termoli.

Lavoro e sociale sono due temi scottanti del territorio regionale e ciò che ha contraddistinto la sua azione è stato un percorso condiviso con le parti sociali e con i cittadini nel momento più difficile per il Molise in entrambi i settori, a causa dell’emergenza sanitaria che ha avuto grandi conseguenze sociali ed economiche”, questo il pensiero della maggioranza di centrodestra del Comune adriatico.

“Ringraziamo Michele Marone per il lavoro, l’impegno profusi e per come abbia rappresentato il Molise sui tavoli romani”.

Ma nell’elogiare Marone, al quale resta ora solo il ruolo di consigliere comunale a Termoli dopo essersi dimesso da presidente dell’assise, non manca una sottolineatura molto politica. “A dire il vero, mai ci saremmo aspettati una interruzione improvvisa del suo lavoro”, incalza il centrodestra.

La sostituzione improvvisa appare a molti un colpo basso verso un’Amministrazione, quella di Roberti, sempre estremamente fedele all’operato di Toma. La richiesta di rimediare presto è quindi esplicitata senza indugio.

“Marone ha rappresentato, per nove mesi, un punto di riferimento importante per l’intero Basso Molise. Sempre disponibile all’ascolto e un valido rappresentante di un’area strategica e rilevante a cui, spesso, non si dà la giusta importanza nel contesto regionale.

Ci auguriamo – concludono i gruppi consiliari al Comune di Termoli – che il Basso Molise possa tornare ad avere una sua valida rappresentanza nell’esecutivo regionale. Non si deve dimenticare che parliamo di un’area che conta un terzo degli abitanti dell’intera regione e con una economia che funge da volano di sviluppo per il Molise”.

D’altronde lo stesso Toma sa bene che l’equilibrio trovato in extremis ieri non è destinato a durare, annunciando di voler cambiare nuovamente l’esecutivo dopo l’approvazione del Bilancio regionale. In caso contrario da Termoli l’atteggiamento benevolo mostrato finora per Toma e i suoi potrebbe essere modificato.