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Marea di cartelle esattoriali vecchie di anni, cittadini spaesati e qualcuno ha già pagato: “Ma sono piene di errori”

Tantissimi termolesi segnalano la ricezione di raccomandate della Ica-Creset per la tassa sui rifiuti degli anni 2014 e 2015. Fra dubbi sui tempi di notifica e grossolane imprecisioni nei dati, la vicenda è arrivata a commercialisti e legali della città. "Verificate prima di saldare"

Una marea di cartelle esattoriali riferite a tasse da pagare per anni ormai dimenticati. Sono centinaia, forse migliaia i termolesi che nelle ultime settimane hanno ricevuto una busta verde, cioè raccomandate inviate dalla Ica-Creset, l’agenzia di riscossione che opera per conto del Comune di Termoli per i tributi locali, ma anche per altri enti, compresa la regione Molise per i bolli auto.

Ma in questo caso le raccomandate si riferiscono a conguagli per la tassa sui rifiuti delle annualità 2014 e 2015. Il fatto è che in moltissimi casi si stanno riscontrando errori e incongruenze nelle richieste di pagamento.

“Mi è arrivata questa lettera a casa – testimonia un professionista termolese – e d’istinto ho deciso di andare subito a pagare alle Poste, senza pensarci troppo su, anche perché si trattava di una cifra di poche decine di euro. Soltanto dopo averci riflettuto ho pensato di avere probabilmente sbagliato, dato che sono uno che non manca mai un pagamento e dopo tutti questi anni mi è parso molto strano dover ricevere questo avviso di pagamento”.

Così come l’autore di questa testimonianza sono moltissimi i termolesi che un po’ per levarsi l’impiccio e un po’ per paura di essere in difetto, hanno già saldato quanto richiesto dall’Ica-Creset, specie quando la cifra è irrisoria, con qualche caso in cui addirittura le spese di notifica (9,5 euro) erano persino superiore al conguaglio stesso.

Ma gli errori sono praticamente all’ordine del giorno, come testimonia un commercialista termolese. “So per esperienza che ci sono contribuenti che stanno ricevendo raccomandate recanti indirizzi inesatti e calcoli sulle rendite completamente sballati. In qualche caso viene preteso il pagamento per un immobile modificato negli anni successivi a quelli per i quali arriva la richiesta di conguaglio”.

Per fare un esempio se il cittadino aveva nel 2015 una casa con una rendita catastale 100, ha pagato la Tari per 100 all’epoca. Poi nel 2018 ha fatto dei lavori e oggi la sua rendita è 120. Ora la cartella esattoriale riferita all’anno 2015 pretende che paghi la tassa sui rifiuti per 120.

C’è poi un altro aspetto che sta facendo ipotizzare possibili ricorsi, vale a dire il tempo limite per la presentazione della notifica che per la tassa sui rifiuti è di cinque anni. Di recente però sono state numerose le proroghe per il termine finale di sospensione delle attività di riscossione, quindi potrebbe non essere decisiva la constatazione che siano trascorsi più di 5 anni dal periodo al quale si riferisce la cartella. Questo aspetto rappresenta una sorta di giungla giudiziaria, perché la data della notifica varia a seconda della cartella e dell’oggetto della richiesta.

Del caso si stanno interessando diversi commercialisti nonché dei legali termolesi, contattati da clienti spaesati da richieste di pagamento per periodi davvero lontani. Non tutti infatti conservano le ricevute del saldo avvenuto, sebbene sia piuttosto semplice verificarlo, rivolgendosi all’Agenzia delle Entrate o facendolo di persona tramite il sito Internet dell’ente.

Qualcuno ha anche pensato bene di rivolgersi direttamente alla Ica-Creset per chiedere chiarimenti e spiegazioni ma la mole di richieste è talmente imponente che gli uffici non è così semplice ottenere risposta in tempi rapidi.

“Quello che mi sento di consigliare – suggerisce ancora uno dei commercialisti termolesi che si trova a dover chiarire questi aspetti ai propri clienti – è che per prima cosa occorre assicurarsi che si sia pagato o meno, rivolgendosi all’Agenzia delle Entrate o al massimo al proprio commercialista. In seconda battuta bisogna accertarsi che l’importo contenuto nelle cartelle sia quello corretto e non ci siano invece degli errori. Quindi ogni lettera di questo tipo che arriva a casa va prima verificata e soltanto dopo aver fatto questo si può, anzi si deve pagare”.