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L’Italia è ‘chiusa’ ma qualcuno fa Pasqua all’estero: per l’estate ci sarà il passaporto sanitario europeo

Mentre gli spostamenti tra regioni sono ancora vietati, è incredibilmente consentito prendere un aereo senza strette ragioni di necessità. Per evitare queste contraddizioni e diminuire il rischio di contagi l'Ue si prepara a istituire un documento che dovrebbe favorire la ripartenza del settore turistico

Non si può andare da Termoli a Vasto, ma si può prendere un aereo per trascorrere le vacanze di Pasqua alle Baleari. Emergono in questi giorni altre contraddizioni tutte europee nelle restrizioni anti covid-19. Anche per questo l’Unione Europea si appresta a varare il passaporto di immunità, come tra l’altro anticipato da primonumero.it nei giorni scorsi.

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In questo senso il commissario europeo al mercato interno e responsabile dei vaccini, il francese Thierry Breton, ha annunciato pubblicamente alla Tv nazionale francese lo strumento del passaporto sanitario europeo che dovrebbe aiutare nel far ripartire il turismo.

C’è infatti una tale voglia di viaggiare che sebbene nel nostro Paese il divieto di andare da una regione all’altra sarà valido almeno per un altro mese, incredibilmente viene concesso di raggiungere un aeroporto – con autodichiarazione – per ragioni che non siano di salute o lavoro a chi ha intenzione di trascorrere qualche giorno di vacanza all’estero. L’ultimo Dpcm infatti non vieta questo tipo di spostamenti verso aeroporti o altri luoghi di scalo.

Incredibilmente la possibilità di andare all’estero vale sia per gli italiani che per altri popoli europei, come i tedeschi che in massa stanno raggiungendo la Spagna in queste ore o i francesi che stanno facendo lo stesso. Invece più di qualche italiano con un nutrito portafogli sta scegliendo luoghi particolarmente caldi come Dubai. Non si può non stigmatizzare quanto sta accadendo soprattutto se poi a pagarne le conseguenze in termini di contagi saremo tutti e anche considerando che invece le località turistiche italiane dovranno restare a guardare, come giustamente ha fatto notare Federalberghi.

Detto questo, l’Unione Europea sta approntando un documento che potrebbe essere decisivo per la ripartenza dei viaggi e delle vacanze. Il passaporto sanitario europeo o passaporto di immunità è stato pensato per velocizzare i controlli alle frontiere negli aeroporti, sui treni, sui traghetti e nelle strade a scorrimento veloce per rendere quindi più facile il viaggio.

Questo strumento potrebbe essere utile sia all’interno dello stesso Paese che fra una nazione e l’altra in caso di eventi collettivi, come concerti o altre manifestazioni di massa.

Tuttavia non sarà un documento obbligatorio ma consigliato, poiché chi ne sarà sprovvisto potrebbe andare incontro a controlli più accurati e lenti, oltre che rischiare di non poter partire o superare una certa frontiera.

Breton ha mostrato in televisione la schermata di una applicazione che potrà essere visibile su un qualsiasi smartphone ma potrà anche avere versione cartacea. Com’era stato preventivato, disporrà di un codice QR che darà accesso ad alcune informazioni fondamentali quali nome, cognome, data di nascita del possessore, oltre alla avvenuta vaccinazione con specifica di quale tipo di vaccino. Dovrebbe esserci anche l’informazione sull’eventuale malattia superata e se si hanno gli anticorpi o meno. Chi non avrà ancora ricevuto una dose di vaccino potrà però comunque presentare il risultato un test molecolare negativo. Per questo è improprio definirlo passaporto vaccinale.

Inoltre Breton ha indicato la data simbolo del 15 giugno per l’entrata in vigore del passaporto sanitario, una data entro la quale si ipotizza che chiunque abbia aderito alla campagna di vaccinazione possa aver ricevuto almeno una dose del preparato anti covid-19 nel Vecchio Continente. Ad oggi sembra una previsione azzardata, ma a quanto pare a Bruxelles l’obiettivo fissato è quello.

Sulla stessa lunghezza d’onda anche altre nazioni quali Israele o Stati Uniti stanno preparando qualcosa di molto simile. L’intenzione di far ripartire il turismo e i viaggi è estremamente forte, anche se molto dipenderà dalla effettiva accelerazione della campagna di vaccinazione in tutta l’Unione Europea, come annunciato dalla seconda metà di aprile.

Si può quindi ipotizzare che dalla metà di giugno, la possibilità di andare in vacanza torni a essere realtà, pur con la necessità di mantenere il distanziamento e indossare la mascherina.