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La pandemia riaccende la crisi nella maggioranza Toma: “Via Florenzano”. Scintille e dimissioni (solo) annunciate

Nel corso del Consiglio regionale, duro attacco ai vertici sanitari da parte della consigliera Calenda: "Pandemia gestita malissimo". Il presidente Micone rilancia: "Chi non vuole lavorare al massimo in questa guerra non ricopra più i ruoli apicali in materia sanitaria, non difenderò più questi personaggi". Bagarre dopo l'intervento di Aida Romagnuolo che paventa dimissioni di massa per "manifesta incapacità" ma poi non formalizza le proprie.

L’emergenza sanitaria provocata dal coronavirus fa riesplodere le divisioni mai veramente sanate all’interno della maggioranza che sostiene Donato Toma. Tutto avviene, quasi a sorpresa considerato il drammatico momento di crisi sanitaria ed economica, non nelle stanze ‘segrete’ dei palazzi della politica ma nella sede più importante dal punto di vista istituzionale del Molise: il Consiglio regionale.

E’ qui che tornano ad alzare la voce i (ex o ancora tali?) ‘dissidenti’, gli stessi che chiesero al governatore di estromettere Luigi Mazzuto dalla sua Giunta (ricordate i litigi e i dissapori di oltre un anno fa?) e di assegnare loro alcune deleghe in capo agli assessori. Complice la disastrosa gestione dell’emergenza sanitaria da parte delle autorità preposte (struttura commissariale e Asrem), anche i consiglieri di centrodestra hanno espresso il proprio disappunto per la gestione della pandemia in Molise. Probabilmente perché essi stessi sono finiti nel ‘calderone’ delle accuse espresse inesorabilmente sul ‘patibolo’ social di Facebook.

La prima ‘bomba’ viene lanciata dalla consigliera del Gruppo Misto, nonché vicepresidente dell’assise regionale, Filomena Calenda che chiede che “vengano azzerati i vertici della sanità, ovvero il commissario Angelo Giustini, il sub commissario Ida Grossi, il direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano, il direttore sanitario Virginia Scafarto e il dirigente della Salute Lolita Gallo”.

Affermazioni pesanti, rafforzate dalla netta e inequivocabile richiesta di dimissioni: “In altre parti del mondo per codice deontologico dovrebbero abbandonare loro il ruolo che gli è stato affidato. Ma in tal senso, grazie al comma 6 dell’articolo 2 del dl 4 agosto 2016, numero 171, in materia di dirigenza sanitaria, può esserci l’accertamento da parte della Regione di gravi inadempimenti contrattuali che comportano la decadenza automatica”.

Un attacco frontale, che per qualche verso viene sostenuto dal presidente del Consiglio, il consigliere dell’Udc Salvatore Micone: “Presidente Toma, deve mettere in moto tutte le azioni possibili, politiche e non, affinché chi non vuole lavorare al massimo in questa guerra non ricopra più i ruoli apicali in materia sanitaria, non difenderò più questi personaggi. Chi sta al vertice dell’Asrem deve essere educato e rispettoso dei cittadini e delle istituzioni, non sciattoso”.

La consigliera Calenda rincara la dose senza giri di parole: “Credo che sia arrivato il momento di avere il coraggio di dire la verità, forse scomoda per qualcuno ma necessaria per poter guardare in faccia i molisani senza vergognarci. L’emergenza sanitaria è stata gestita malissimo, è da un anno che lottiamo per salvarci dalla crisi dovuta alla pandemia. Il Governo ci ha inviato un commissario e un subcommissario che avrebbero dovuto risanare la sanità, ma nulla è cambiato, abbiamo assistito a continui battibecchi tra Regione e commissario, si è perso di vista obiettivo finale. Dal centro covid a Larino alla torre covid al Cardarelli, e poi ancora Salcito, Neuromed, Vietri tornato più volte in auge e sempre affossato, fino alle immagini raccapriccianti di pazienti che al Cardarelli non hanno ossigeno perché l’impianto forse non è stato adeguatamente realizzato, se questo fosse accertato chi ha responsabilità ne pagherà le conseguenze. E un’altra cosa: chi sono i furbetti del vaccino che hanno saltato la fila?”.

Pazienti morti soffocati, una determina ammette: “L’impianto di ossigeno al Cardarelli è vecchio e non è sicuro”

Il clima in aula si surriscalda, ci sono gli interventi dei Cinquestelle Greco, Nola e Fontana, della capogruppo Pd Fanelli, oltre che dell’ex presidente Iorio, consigliere di centrodestra molto critico sull’operato di Toma. Salvatore Micone prova a fare un’analisi costruttiva, spiegando che “le colpe non possono essere solo del presidente Toma visto che la gestione della sanità è tutta in mano allo Stato, lo sappiamo ma vogliamo far credere altro. Mi chiedo pure perché mai nessuno ha chiesto di ascoltare anche la rappresentanza parlamentare del Molise, quanto e come ha difeso la nostra Regione? A Isernia gli ispettori del Ministero hanno evidenziato criticità sulle condizioni igienico-sanitarie: di chi è la responsabilità? Di Toma? O c’è un signore che fa tutto fuorché far funzionare in una certa maniera la struttura dell’ospedale? Io penso che dovremmo combattere insieme per salvare vite umane, non penso sia il momento di mozioni di sfiducia”.

È stata l’ennesima occasione anche per il consigliere Michele Iorio di ribadire le sue perplessità sulla gestione dell’emergenza sanitaria: “Torno a dire che non mi riconosco nelle scelte della politica regionale sull’emergenza covid, ho preso le distanze in modo evidente. Ma non appartengo a un’altra maggioranza. Questo dibattito in questo momento non appartiene proprio alla considerazione minima dei molisani che se ne fregano di quello che noi diciamo per schieramenti politici sulla salute. Aggiungo che mi interessa fino a un certo punto se c’è Caio o Sempronio, quanto sta accadendo non ci sta bene, perciò fermiamoci e discutiamo. Nessuno può dire va tutto bene, questa è la questione grave. Interrompiamo questo circuito vizioso, spero che il presidente modifichi il suo atteggiamento rispetto a quanto sta accadendo”.

Scintille quando Aida Romagnuolo paventa le dimissioni: “Questo Consiglio regionale che è inadeguato, sono pronta in questo momento a dimettermi da consigliere se questo mio gesto serve per sciogliere questo Consiglio che ormai è arrivato al capolinea. Si fanno solo chiacchiere. L’ultima spiaggia sono le dimissioni di massa dei consiglieri regionali”. 

“Chi vuole può consegnare le dimissioni nell’Ufficio di Presidenza”, ricorda il presidente Micone alla Romagnuolo. Chissà se alla fine la consigliera di Fratelli d’Italia avrà provveduto in tal senso o se il suo è rimasto solo un annuncio.