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Revoca del commissario, fra una settimana il voto del Consiglio regionale ma non tutti sono d’accordo

Alla fine sono 10 gli esponenti della maggioranza che firmano la mozione presentata questa mattina (9 marzo) dall'assessore Vincenzo Niro (Popolari) per chiedere al Governo di revocare la nomina del commissario ad acta indagato per omissione e abuso d'ufficio. Aida Romagnuolo e Michele Iorio si smarcano, il voto sul provvedimento si svolgerà martedì prossimo. Intanto il governatore annuncia la nomina di un unico referente regionale per i vaccini come richiesto dal nuovo capo della Protezione civile nazionale.

All’appello mancano i ‘dissidenti’: Michele Iorio e Aida Romagnuolo non sottoscrivono la mozione presentata in Consiglio regionale dall’assessore regionale Vincenzo Niro. Il provvedimento, che sarà votato martedì prossimo dall’assise, punta a chiedere al Governo nazionale la revoca del commissario ad acta Angelo Giustini. Tutto avviene alla vigilia dell’interrogatorio in Procura a Campobasso dell’ex generale della Finanza indagato per omissioni d’ufficio e abuso d’ufficio.

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La mozione viene sottoscritta da dieci esponenti della maggioranza e illustrata da Niro nella seduta pomeridiana dell’assise regionale, quando rimarca che “abbiamo l’obbligo di dare risposte a cittadini che si sentono traditi da questa gestione della sanità”. E “se oggi purtroppo ci sono situazioni di evidenti responsabilità che non riguardano la politica, è bene che ai molisani venga detto con chiarezza”. 

Per la maggioranza le responsabilità sono del commissario ad acta come esplicitato nella mozione che Niro presenta unitamente al capogruppo in Consiglio regionale del suo partito Andrea Di Lucente. A Giustini, in particolare, viene addebitato il disastro della sanità molisana, in particolare della gestione della pandemia tanto da rendere necessaria, si legge nella mozione, “nei giorni 27 e 28 gennaio scorsi, negli ospedali pubblici di Campobasso, Isernia Termoli oltre che nella Casa della Salute di Larino la visita ispettiva per verificare l’assistenza dei pazienti covid e non covid”, al termine della quale “sono state riscontrate criticità”.

Niro annuncia la mozione per la revoca di Giustini – sulla quale la coalizione di centrodestra aveva avviato un ragionamento venerdì scorso dopo l’audizione dei vertici sanitari in Consiglio regionale – poco prima della lunga informativa del presidente della Regione Donato Toma che spiega l’istituzione di una “Usca (Unità speciali di continuità assistenziale) in più in Basso Molise”: sei giorni di fa ne è stata attivata una seconda sul territorio fra Larino (dove si trova la sede operativa) e Termoli, il cui personale viene impiegato nell’assistenza sanitaria domiciliare dei pazienti covid. Al tempo stesso, il capo della Giunta riferisce l’avvio di “procedure disciplinari per l’accertamento di eventuali responsabilità relative agli elementi attenzionati in sede di ispezioni ministeriali nelle strutture sanitarie. L’organo di disciplina dell’Asrem ha recepito le segnalazioni e i nominativi da sottoporre da procedimento disciplinare”.

Toma, che poi leggerà anche la lunghissima relazione della Direzione Salute che ha ripercorso il primo anno di pandemia, annuncia anche “una modifica dell’assetto dei distretti dell’Asrem” e la “nomina di nuovi responsabili di distretto a Campobasso, Isernia e Termoli”. Contestualmente riferisce la decisione del nuovo capo della Protezione civile nazionale, il generale Figliuolo: sarà designato un unico referente regionale per i vaccini. 

Il presidente della Regione fornisce alcuni dettagli sulla campagna vaccinale anti-covid: “Stiamo terminando con gli over 80, mentre all’Università si sta procedendo con il personale scolastico. Inoltre, stiamo raccogliendo le adesioni da parte dei soggetti fragili (stamattina erano 8mila le adesioni). Purtroppo c’è una criticità: abbiamo avuto dei ritardi per la consegna di Pfizer (ieri dovevano essere consegnate dosi che arriveranno invece domani)”.

Per Toma il Molise potrebbe raggiungere nel giro di poco tempo l’obiettivo dell’immunità di gregge: “La possibilità di adoperare il vaccino AstraZeneca per gli over 55 coinvolgendo anche i medici di Medicina generale, unitamente alla circostanza che il Molise è un territorio a bassa densità demografica, potrebbe consentire di raggiungere l’immunità di gregge nella nostra regione in tempi brevi. Tale opportunità è legata, ovviamente, al fatto che ci vengano consegnate le dosi di vaccino così come ci è stato assicurato”.

Infine il dibattito dell’assemblea si concentra sulla mozione che punta a far cadere il commissario ad acta Giustini.

Iorio si smarca: “Sono sorpreso ad apprendere che discuteremo, su indicazione della maggioranza, sul ruolo e su cosa chiedere al governo nazionale sulla figura del commissario Giustini. In passato il Consiglio regionale si è sempre rifiutato di approvare provvedimenti che si inseriscono all’interno di una fase cruciale di un’indagine giudiziaria che si preannuncia corposa. Ed è grave, non si riscontra in nessun precedente, nemmeno parlamentare”. Dunque, invitando ad una maggiore prudenza su tale questione, “non credo che ad una sola persona possa essere addebitata una responsabilità complessiva, non ci sono colpevoli a metà o al 100 percento”. Per questo “non voterò documenti che discriminano Tizio da Caio, sono colpevoli chi ha scelto l’ospedale hub come ospedale covid (il Cardarelli di Campobasso, ndr)”.

Invece dal Pd Vittorino Facciolla osserva: “Non trasformiamo il Consiglio regionale in un’aula di Tribunale”. E argomenta: “Non siamo in questa situazione solo per la responsabilità di un solo soggetto, non potete pensare che noi ci crediamo. Ci sono tanti che hanno responsabilità diretta e politica”.

“Mi meraviglio – la replica di Niro quando nel pomeriggio illustra la mozione – sembra quasi che stiamo mettendo in piedi un atto di lesa maestà, di irriverenza verso il commissario ad acta dimenticando che il Governo Draghi non ha avuto scrupoli a destituire alcuni vertici (probabile il riferimento all’ex commissario Domenico Arcuri, ndr) pur avendo ben note avviate attività giudiziarie”. Dunque, insiste l’assessore, “questa mozione è un atto dovuto nei confronti dei molisani che quotidianamente subiscono conseguenze nefaste di una sterile ideologia di una parte politica (la punzecchiatura ai 5 Stelle e all’ex Governo Conte che nel 2018 ha nominato Giustini, ndr) che ha sostenuto incompatibilità tra la figura del presidente della regione e il commissario alla sanità”.

Il voto sulla mozione per chiedere al Governo di revocare Giustini si svolgerà in Consiglio regionale martedì prossimo.