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“Io, sindaco, che ho scelto di non vaccinarmi per dare l’esempio”

Dopo il caso Roccavivara interviene il primo cittadino di Vinchiaturo che in qualità di capo della Protezione civile comunale avrebbe avuto diritto al vaccino anti Covid-19 ma ha rinunciato: "In emergenza un sindaco deve essere il primo a servire gli altri e l'ultimo cittadino ad essere servito. Aspetterò il mio turno e farò attenzione".

luigi valente vinchiaturo protezione civile

Doveva esserci anche il sindaco Luigi Valente il 24 marzo scorso nell’elenco degli aventi diritto al vaccino anti Covid-19. Ma lui, primo cittadino a Vinchiaturo e capo del gruppo comunale di Protezione civile, ha preferito non presentarsi al centro vaccinale di Isernia dove, invece, è stato somministrato il vaccino al collega Angelo Minni, sindaco di Roccavivara. La scelta di Minni ha scatenato polemiche furibonde nel suo paese alimentate dall’opposizione che sostanzialmente lo annovera tra i furbetti del vaccino sebbene sia la legge a dare la possibilità a chi indossa la fascia tricolore di immunizzarsi prima degli altri. Non in qualità di sindaco ma in quella di capo della Protezione civile comunale.

Diversi sindaci si sono vaccinati, altri, come Valente, hanno preferito aspettare. Ed è lui stesso a spiegarne le ragioni.

di Luigi Valente

“Non mi sono messo nell’elenco dei volontari del gruppo comunale di Protezione civile. Non l’ho fatto perché un sindaco non ha ruoli operativi sul campo bensì solo un ruolo di responsabilità, di coordinamento organizzativo e direttivo. Ma capisco perfettamente la posizione, legittima, del collega Minni.

Considerando, però, che in Molise ancora non si terminano le vaccinazioni sugli over 80 e siamo appena all’inizio di quelle per le persone fragili, ho ritenuto meglio evitare. Aspetterò il mio turno e intanto farò attenzione. In un momento così delicato e difficile il sindaco, che è come il capitano di una nave, deve dare l’esempio e si deve mettere in coda ai suoi cittadini. In emergenza il sindaco deve essere il primo cittadino a servire gli altri e l’ultimo cittadino ad essere servito.

Con questo non dico affatto che il collega di Roccaravivara  abbia sbagliato, anzi, egli ha agito del tutto legittimamente; dico solo che la mia sensibilità e la mia considerazione del ruolo di sindaco mi induce a stare  sempre dietro ai miei cittadini quando si tratta di avere benefici e sempre avanti a loro quando si tratta di assumere responsabilità e fare sacrifici”.

Ecco perché lo stesso giorno in cui sono andati i volontari di Protezione civile di Roccavivara insieme al sindaco a fare il vaccino, c’erano anche i volontari di Vinchiaturo senza il loro sindaco.

Vaccino al sindaco come Capo della Protezione civile, se anche un diritto viene scambiato per privilegio