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Il Molise resta ‘rosso’ ma il report conferma: dati in controtendenza. Diminuiscono i casi e si abbassa l’Rt

Il Molise resta zona rossa: decisione presa di concerto da Toma e Speranza. I dati avrebbero collocato la regione invero tra quelle arancioni. Indice di trasmissibilità in calo, ma a scendere soprattutto (ed è una tendenza opposta a quella nazionale) sono i casi, l'incidenza del contagio. Per questo, in una situazione di peggioramento generale, il Molise sembra andare un po' controcorrente. Naturalmente non tutto va bene, a partire dal dato delle ospedalizzazioni. Ma il trend è sempre più evidente

Il Molise resta ‘rosso’ almeno per le prossime due settimane, ovvero fino al 28 marzo. Una decisione presa di concerto dal Governatore della Regione e dal Ministro della Salute considerando la valutazione dei dati e la situazione complessiva.

Perchè, anche se i numeri che vi forniamo quotidianamente sull’emergenza Covid non lo farebbero pensare, il monitoraggio settimanale conferma la tendenza di cui vi parliamo da giorni. Il Molise, a differenza del resto del Paese, sta vedendo decrescere i numeri del contagio ed è un trend ormai consolidato e confermato dagli ultimi 3 report dell’Istituto superiore di Sanità e del Ministero della Salute.

L’ultimo, di oggi 12 marzo ma riferito al periodo 1-7 marzo, dà diverse indicazioni in tal senso. Primo: dopo che l’Rt era salito vertiginosamente nel penultimo monitoraggio (era a 1.66 ed era il più alto d’Italia) oggi si attesa all’1.07 (tra 0.83 e 1.33). È comunque sopra l’1 (soglia di rischio) ed è così complessivamente per 16 tra regioni e province autonome, dunque quasi la totalità. Però è in netta discesa. Quello medio nazionale di contro è in crescita, oggi è 1.16. Ora, sappiamo che non possiamo ‘vivere’ di Rt, anche perché si tratta di un indicatore che si riferisce ad un periodo antecedente (in questo caso 17 febbraio-2 marzo). Ma altri numeri parlano chiaro.

Prendiamo l’incidenza dei nuovi casi. In Molise nella settimana presa in esame (1-7 marzo) ne sono stati segnalati 474. Erano 580 nel precedente monitoraggio e 646 in quello prima ancora. La discesa è del tutto evidente. In Italia invece lo stesso dato va nella direzione inversa.

Il report cita anche un altro indicatore, probabilmente dirimente (come emergerà nel nuovo Decreto che prevede le restrizioni fino a dopo Pasqua) per far entrare automaticamente le regioni in zona rossa. I casi ogni 100mila abitanti la cui soglia di allerta (appunto per la zona rossa) è di 250. Ebbene, in Molise si è passati, andando a ritroso nelle settimane fino a oggi, da 214 a 193 per arrivare ai 157,7 attuali. Discesa anche qui. In Italia invece il trend è del tutto opposto: ora è 225,64 per 100mila abitanti (dal 1 al 7 marzo) mentre erano 195 circa nel monitoraggio precedente. E in quello prima ancora 145.

rt indicatori regioni 12 marzo
rt indicatori regioni 12 marzo

Molise in controtendenza dunque? Lo ripetiamo ormai da un po’ di giorni: il picco di questa terribile terza ondata, che probabilmente arriverà in Italia a fine mese, nella nostra regione (complici le restrizioni delle ultime settimane) sembra alle spalle.

Sappiamo ovviamente che il quadro è tutt’altro che roseo e ce lo ricorda in particolare l’occupazione dei reparti deputati alla cura del Covid, Terapie Intensive in primis. Una situazione in peggioramento comune a tutt’Italia ma che da noi è particolarmente critica. Ieri (ultimi dati disponibili sul sito Agenas) il tasso di occupazione delle terapie intensive era del 51% (ma ha toccato nei giorni scorsi punte del 67%, le più alte d’Italia) mentre quello dell’area medica era del 48%. In ogni caso altissime e di molto superiori alle soglie critiche. Nel report emerge che nel Paese le Rianimazioni per Covid sono passate, rispetto al precedente monitoraggio, dal 26% al 31% di occupazione. Così come sono cresciuti i ricoveri ordinari.

In rosso dovrebbero passare Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Provincia di Trento, Provincia di Bolzano, Piemonte, Veneto. Che si aggiungerebbero a Basilicata (invero in dubbio) e Campania. In arancione ci sarebbero Abruzzo, Calabria, Liguria, Puglia, Sicilia, Umbria, Toscana e Valle d’Aosta. In bianco la sola Sardegna.

“Per la sesta settimana consecutiva – si legge nel report – si riporta un peggioramento nel livello generale del rischio epidemico in Italia con una ulteriore accelerazione nell’aumento dell’incidenza a livello nazionale ed un Rt medio in aumento rispetto alla settimana precedente e sopra la soglia epidemica”. E ancora: “L’elevata incidenza, l’aumento della trasmissibilità e il forte sovraccarico dei servizi ospedalieri richiedono l’innalzamento/rafforzamento delle misure di mitigazione nazionali, anche anticipando ulteriori interventi di mitigazione/contenimento nelle aree a maggiore diffusione e particolarmente laddove circolino varianti”.

Quanto al rischio, si conferma per la sesta settimana consecutiva un peggioramento nel livello generale. 10 regioni (vs 6 della settimana precedente) hanno un livello di rischio alto, altre 10 hanno una classificazione di rischio moderato (di cui 4, tra cui il Molise, ad alta probabilità di progressione a rischio alto nelle prossime settimane) e solo una (Sardegna) ha rischio basso.

Non c’è certamente da cantar vittoria, perchè la situazione è ancora decisamente critica. Ricoveri e decessi degli ultimi giorni lo testimoniano. Proprio per questo, il Governatore Toma ha deciso, di concerto col Ministro Speranza, di prorogare la zona rossa di altre due settimane nonostante i dati avrebbero collocato la regione tra quelle arancioni.