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Il commissario della sanità Giustini sta per dimettersi. Farà l’interrogatorio di garanzia da “uomo libero”

Pronto l'atto con il quale il Generale in congedo della Finanza lascia l'incarico ricevuto nel dicembre 2018. Una scelta di opportunità collegata alla posizione di indagato nell'inchiesta sulla gestione pandemica della Procura. L'ufficialità nelle prossime ore

Il commissario ad acta per la sanità in Molise sta per dimettersi dall’incarico. Le dimissioni di Angelo Giustini, nominato dal Governo Conte al vertice della struttura commissariale del Molise il 7 dicembre 2018 in quota Lega (il Movimento 5 Stelle aveva indicato la sub commissaria Ida Grossi) circolano come indiscrezione da ieri pomeriggio, ma al momento non ci sono atti ufficiali al Ministero della Salute, principale referente del Commissario. Non sarebbero arrivate comunicazioni ufficiali ma l’atto firmato da Giustini sarebbe pronto e nelle prossime ore o al massimo nei prossimi giorni dovrebbe approdare sul tavolo del Ministro Speranza e del direttore generale della Sanità Urbani.

Dimissioni come atto inevitabile a questo punto, in un momento particolare per l’emergenza sanità del Molise che vede il Generale in congedo della Guardia di Finanza, medico cardiologo in pensione di 68 anni, indagato per omissione in atti d’ufficio e abuso di ufficio.

Giustini martedì prossimo dovrà presentarsi davanti al Procuratore capo Nicola D’Angelo, che sta seguendo col sostituto Viviana Di Palma la vasta inchiesta sulla gestione pandemica. Preferirà farlo da “uomo libero”, senza funzioni in carica.

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Nel momento in cui dovrà affrontare la questione relativa a omissioni e ritardi relativi alla realizzazione del centro covid in Molise, che è completamente paralizzato a distanza di molti mesi dal nulla osta ed al finanziamento, sarà opportuno farlo senza cariche, soprattutto se, come sembra logico nella sua posizione, tirerà in ballo il problema legato alla mancata attuazione che riguarda i vertici della Asrem. D’altronde un interrogatorio di garanzia prima della chiusura delle indagini preliminari è una vera rarità nella giurisprudenza corrente, al di là del fatto che sia previsto dal Codice procedurale. Il commissario Giustini è già stato ascoltato da Nicola D’Angelo qualche settimana fa, ma in quell’occasione il suo nominativo non era stato iscritto sul registro degli indagati e di conseguenza determinate dichiarazioni e informazioni non potevano essere utilizzate ai fini della inchiesta, una inchiesta che si muove in un raggio di azione molto ampio e riguarda sia la programmazione che la attuazione.

Il fascicolo spazia dalla questione dell’ospedale covid con la mancata attivazione del centro riservato ai malati a Campobasso al progetto per aprire il Vietri e alle sue criticità che lo avrebbero reso “un lazzaretto”, fino al discorso vaccini di furbetti e ai numeri delle Terapie Intensive, che continuano a non trovarsi rispetto al dato reale.

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Questa volta le dimissioni di Giustini saranno accolte a differenza di quanto accaduto nello scorso dicembre, quando lo stesso Commissario disse di aver rassegnato le dimissioni a voce, ma in mancanza di un documento ufficiale. Intanto non è escluso che nei prossimi giorni altri nominativi, oltre a quello dell’ex commissario, possano essere iscritti sul registro degli indagati. (mv)