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Giunta, ira della Cgil: “In Molise persi oltre 3mila posti di lavoro e la politica pensa alle poltrone”

Nella nostra regione sono stati bruciati oltre 3mila posti di lavoro se rapportati a quelli di due anni fa. Per la precisione, ecco “i dati relativi alla perdita degli occupati in regione nel 2020: meno 3.280 rispetto al 2019″. A riferirlo è il segretario regionale della Cgil Paolo De Socio che esprime parole di sdegno rispetto al ‘balletto’ di poltrone che ha caratterizzato nelle ultime ore la Giunta regionale, nella quale per l’ennesima volta è stato sostituito l’assessore al Lavoro. Ormai lo sapete: Mena Calenda ha preso il posto di Michele Marone.

L’ennesima triste rappresentazione proposta ieri dal Governo della Regione Molise che annuncia la sostituzione estemporanea (è la terza volta in questa legislatura, la quarta se si considera l’interim del Presidente (!) dell’Assessore al Lavoro – con il quale poco o nulla si condivide del credo politico ma se ne è apprezzato impegno, umiltà, garbo istituzionale e disponibilità all’ascolto e al confronto e con il quale si era riavviata una proficua se pur complicata interlocuzione – se confermata da decreti di sostituzione consequenziali, è l’ulteriore offesa lanciata in una fase difficilissima,  ai lavoratori e al popolo molisano”, l’affondo del sindacalista. 

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“Dopo l’azzeramento della Giunta della scorsa estate (servito a far quadrare i numeri della maggioranza…non certo quelli della Regione) dopo il balletto delle deleghe sdoppiate e distribuite a pioggia  se non a caso (trasporti, infrastrutture, istruzione, università …un po’ di qua e un po’ di là…) in un momento cruciale per tutti e per la nostra Regione in particolare, si usa di nuovo l’Istituzione come arma di ricatto per ambizioni (interessi ?)  personali e per sopravvivenza politica.

Alla vergogna non c’è limite ! 

Stiamo diventando lo zimbello d’Italia per atteggiamenti irresponsabili, arroganti e a volte perfino provocatori dei massimi rappresentanti istituzionali di questa Regione. Questo triste teatrino contribuirà, se non fermato in tempo, al declino definitivo del Molise (a questo punto auspicabile, non certo come identità territoriale ma come apparato politico/burocratico)”.

Nel suo durissimo atto d’accusa, il leader della Cgil regionale stigmatizza il “continuo scarico di responsabilità e questo giocare con la vita e con il futuro delle persone” che “ci inorridisce e ci fa ribrezzo”. Auspica perciò le dimissioni in blocco dei consiglieri regionali: “Gli attori di questo triste spettacolo dovrebbero prendere atto del disastro di cui sono artefici e mettere la parola fine a questa indecorosa rappresentazione”.

Infine, una frecciata velenosa al nuovo assessore al Lavoro Filomena Calenda: “Il copione recitato da protagonisti e protagoniste di questa tragicomica sceneggiata è oltremodo offensivo nel momento in cui mette in campo improbabili e poco credibili  proposte di patti di legislatura e questioni legate alla parità di genere: i patti si fanno tra persone leali e per bene;  la parità di genere, per la quale tanti uomini e donne hanno lottato e lottano ogni giorno, non può essere mischiata  e confusa con le logiche di potere.

La CGIL del Molise non farà sconti a questa ignobile maggioranza inchiodandola alla propria responsabilità per tutte le lacune finora mostrate e per quelle che purtroppo si rifletteranno ancora su lavoratrici, lavoratori e  sulla gente molisana”.