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Farò la Pasqua da te: lettera del vescovo Gianfranco De Luca e una proposta per le famiglie

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    pasqua diocesi

     

    Carissimi sposi e carissime famiglie della Diocesi.

     

    Con Domenica prossima, entreremo nella settimana Santa, che culminerà nella Celebrazione del Triduo Pasquale.

    Anche quest’anno la circostanza della pandemia ci impedirà di vivere alcuni dei gesti che caratterizzano da sempre questi giorni santi, e non ci permetterà di partecipare numerosi alle celebrazioni nelle nostre Chiese Parrocchiali.

    Certamente dobbiamo mantenere un atteggiamento corretto e osservare quanto ci viene indicato dalle autorità, ma sicuramente non dobbiamo vivere da rassegnati e soprattutto non possiamo lasciarci prendere dallo scoraggiamento che tende a rendere tutto grigio e insignificante. Magari avvolgendolo di nostalgia e di rammarico.

    L’amore di Dio non viene meno e quanto celebriamo non è ridotto nella sua potenza di grazia e di pienezza per la nostra vita personale e per la vita delle nostre famiglie.

    Il Mistero che celebriamo, la Pasqua di Morte e risurrezione di Gesù, nostro Signore, è presente e operante nella vita di ciascuno di noi dal giorno del nostro Battesimo;  ciascuno di noi vive immerso nella relazione d’amore con il Padre, apertaci e donataci da Gesù con la sua morte e risurrezione, e  partecipataci personalmente il giorno del Battesimo.

    Grazie a questo dono siamo figli del Padre e lo siamo realmente, e possiamo/dobbiamo vivere da fratelli. E’ questa la possibilità di vita che sgorga dalla Pasqua e attraverso noi-Chiesa invade il mondo.

    Certamente una parte di noi avrà modo di celebrare in presenza, lo faccia con una consapevolezza nuova e soprattutto lo faccia consapevole di essere parte ed espressione di un unico Popolo quello nato dalla Pasqua di Nostro Signore: l’intera Chiesa che è diffusa su tutta la terra.

    Quanti stanno a casa, sicuramente avranno occasione di seguire le Celebrazioni attraverso la Televisione e, anche se inibiti nella partecipazione piena che si compie nella Comunione sacramentale, hanno la possibilità di cogliere magari con maggiore attenzione il gesti e il senso profondo di ognuno di essi, lo Spirito Santo che abita il cuore di ciascuno saprà come “condurci alla pienezza della verità”.

    A tutti noi desidero proporre la domanda che S. Attanasio poneva ai fedeli, in occasione dell’approssimarsi delle feste pasquali. Vogli esortare ciascuno di noi a far propria la risposta che egli suggerisce:

     

    “Per prepararci, come si conviene, alla grande solennità che cosa dobbiamo fare? Chi dobbiamo seguire come guida? Nessun altro certamente, o miei cari, se non colui che voi stessi chiamate, come me, «Nostro Signore Gesù Cristo». Egli per l’appunto dice: «Io sono la via» (Gv 14, 6). Egli è colui che, al dire di san Giovanni, «toglie il peccato del mondo «(Gv 1, 29). Egli purifica le nostre anime, come afferma il profeta Geremia: «Fermatevi nelle strade e guardate, e state attenti a quale sia la via buona, e in essa troverete la rigenerazione delle vostre anime» (cfr. Ger 6, 16).  Se seguiremo Cristo potremo sentirci già ora negli atri della Gerusalemme celeste e anticipare e pregustare anche la festa eterna. Così fecero gli apostoli, costituiti maestri della grazia per i loro coetanei ed anche per noi. Essi non fecero che seguire il Salvatore: «Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito» (Mt 19, 27). Seguiamo anche noi il Signore, cioè imitiamolo, e così avremo trovato il modo di celebrare la festa non soltanto esteriormente, ma nella maniera più fattiva, cioè non solo con le parole, ma anche con le opere.”

     

    Volevo proporre a ogni famiglia un modo concreto per accogliere quanto S. Attanasio proponeva ai cristiani di Alessandria, si tratta di un  piccolo percorso che ho offerto proprio l’anno passato, in occasione della Settimana Santa che vivemmo nella chiusura totale. Lo ritengo ancora valido e soprattutto ho avuto il riscontro da parte di quelle famiglie che lo hanno utilizzato e seguito di averne tratto beneficio.

    Si tratta di proposta, semplice ed essenziale, intende aiutare a cogliere e a interiorizzare quello che la Pasqua, celebrata e accolta nella nostra vita, porta nello stile delle nostre relazioni famigliari e nella vita di famiglia stessa.

     

    Così scrivevo, presentandolo, lo scorso anno:

    “Per me Vescovo è un modo discreto di farmi prossimo ad ogni famiglia che vive nella prova e nella incertezza del tempo presente, e indicare un piccolo spiraglio di luce e forse una possibilità di crescita.

    Per voi famiglie è un modo per sentirvi unite tra voi e solidali nel cammino della fede, in questo difficile momento della nostra storia comune.

    Per me e per voi è un segno della speranza che ci anima: ogni circostanza, anche la più dolorosa, è luogo dove Dio manifesta la sua Gloria e costruisce la nostra vita personale, familiare e di Chiesa; infatti tutto concorre al bene di coloro che sono amati dal Signore.”

     

    Alcune note che aiutano a comprendere il percorso proposto e ad usare le singole schede:

     

    Itinerario:

     

    • La Domenica delle Palme è il giorno dell’ingresso di Gesù a Gerusalemme e l’inizio del cammino che lo porterà alla Morte di Croce. La Palma, così cara alla nostra pietà popolare, è il segno della Fede, vissuta e testimoniata. Siamo invitati ad aprirci al Mistero che celebriamo rinnovando la nostra fede che ci fa riconoscere ed accogliere Gesù che patisce e muore per noi.
    • Lunedì, martedì, mercoledì della settimana santa: attraverso i racconti evangelici dei singoli giorni, siamo messi dinanzi alla realtà dell’esistenza: essa innanzitutto è dono gratuito. Solo entrando nella gratuità si diventa capaci di accogliere il dono che è la nostra vita e la nostra esistenza di famiglia. Vita ed esistenza segnate dal limite, dalla fragilità e anche dal tradimento, che sono parte della nostra esistenza, da riconoscere e accogliere. Proprio a partire dalle fragilità abbiamo la possibilità di accogliere il Dono che è l’Amore Gratuito di Dio e di accoglierci tra noi.
    • Giovedì Santo: Gesù si dona totalmente in un contesto veramente speciale: Giuda lo tradirà, Pietro la rinnegherà, gli altri si dilegueranno: Lui dà la sua vita proprio per questi e per tutti. Il sacramento nuziale che avete celebrato è un accadere di questo Amore nella vostra vita, prima di tutto è Dono, Gesù nel suo donarsi vi fa una sola cosa, vi fa sposi. Per questo vi invito a rinnovare il Patto Coniugale. La roccia sulla quale si basa la vostra famiglia.
    • Venerdì Santo: Entrare nel mistero del Venerdì Santo è accogliere la Misericordia di Dio nella nostra vita, come principio costitutivo della nostra identità cristiana, e assumere la Misericordia come stile della nostra vita. Ecco il Patto di Misericordia.
    • Sabato Santo: ci proietta nell’attesa piena di fede, di speranza e di carità, della Presenza del Signore Risorto, che ha promesso di stare sempre in mezzo a noi, tutti i giorni della nostra vita. Fare spazio a Gesù risorto e farlo vivere nella nostra famiglia ecco il Patto di unità.
    • Domenica di Pasqua: La nostra vita personale e di famiglia accolta e vissuta come Benedizione.

     

    Ogni scheda è strutturata in 5 sezioni

    • Significato
    • Momento di Preghiera: Introduzione, ascolto della Parola, riflessione silenziosa, salmo e preghiera conclusiva con benedizione.
    • La proposta di un esercizio: può essere fatto prima, durante o dopo il momento di preghiera.
    • Un Gesto: anche questo da collocare nel momento che si ritiene più opportuno
    • Una contemplazione attraverso l’arte: Una contemplazione attraverso l’arte: una poesia e una pittura. Affidata alla riflessione personale per una condivisione tra i membri della famiglia.
    • Per il Patto di misericordia e il Patto di unità, si prevede una formula allegata alla scheda, ma si invita a formularlo come famiglia.

     

    Il momento adatto: ogni famiglia lo può individuare durante la giornata, giovedì, venerdì e sabato è sicuramente meglio collocarlo nella  sera.

     

    Un suggerimento: preparare in un angolo della sala o della cucina: un piccolo tavolo con un crocifisso, un cero da accendere durante il momento di preghiera, la Bibbia o un Vangelo e, se si vuole, una immagine della Vergine Addolorata, unitamente ad una foto della propria famiglia.

    Si potrebbe ornare tutto, dal primo giorno, con un ramoscello d’ulivo segno della fede professata e vissuta.

     

    Carissimi,

     

    Il titolo di questo piccolo sussidio racconta il desiderio di Gesù: Farò la Pasqua da te, la sua è la nostra Pasqua, in essa c’è la possibilità di entrare nel dono della vita nuova che scaturisce dalla comunione con Lui.

    Il Signore vi benedica, vi custodisca nel Suo amore, faccia rispendere tra voi in suo volto e vi dia Pace.

     

    vescovo Gianfranco De Luca, diocesi di Termoli-Larino

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