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Ex consiglieri chiedono di fermare fabbriche e potenziare vaccini

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    L’associazione costituita dagli ex consiglieri regionali del Molise, il cui presidente è Gaspero di Lisa, chiede di fermare le attività produttive non essenziali nelle aree sottoposte al contagio. Il riferimento è alle fabbriche. “Ogni giorno – scrivono gli ex consiglieri in una lettera ufficiale inviata a Toma, al presidente Micone, al commissario Giustini, al direttore generale Asrem e agli altri vertici sanitari oltre che ai Prefetti di Campobasso e Isernia e al ministro Speranza – migliaia di persone devono raggiungere i luoghi di lavoro nella zona Industriale di Termoli, Campobasso-Bojano e Venafro Pozzilli. Non ripetiamo i tragici e funesti eventi accaduti un anno fa nelle province di Bergamo e Brescia dove è stata ritardata la chiusura delle attività produttive a prezzo di un sacrificio di migliaia di vite umane”.

     

    Alla politica, alla struttura commissariale e alla dirigenza sanitaria gli ex consiglieri chiedono di assumere decisioni concrete, “visto il totale collasso delle strutture ospedaliere e la ostinata mancata riapertura del Vietri di Larino ogni atto indispensabile ed efficace all’utilizzo immediato dei posti letto assegnati alle strutture private accreditate”. Nella lettera si chiede anche di dare applicazione alla mozione approvata in consiglio sul potenziamento delle Usca e rafforzare in maniera decisa il piano vaccinale mobilitando i medici di base.

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