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Ma è tutta colpa del commissario? I consiglieri regionali divisi sulle responsabilità del disastro

Mentre negli ambienti politici si rincorrono le voci sulle dimissioni dell'ex generale della Finanza, appaiono sempre più fondate le possibilità che il Governo Draghi decida di sostituirlo con una nuova figura tecnica. Se la designazione avvenisse entro martedì 16 marzo, in Consiglio regionale naufragherà anche la mozione della maggioranza che puntava a chiedere la revoca dello stesso Giustini. Documento su cui fra l'altro il centrodestra aveva perso l'ennesima occasione per ritrovare unità: i dissidenti insistono sulle responsabilità del direttore generale dell'Asrem Florenzano.

I telefoni sono roventi. Le voci delle dimissioni del commissario ad acta Angelo Giustini sono rimbalzate questo pomeriggio (10 marzo) negli ambienti politici. Nessuna conferma ufficiale, per ora. Si sa però che l’ex generale in pensione sta preparando la lettera per abbandonare l’incarico assegnatogli dall’ex Governo Conte più di due anni fa.

“Se non si dimette, il nuovo Governo Draghi nominerà a breve il nuovo commissario ad acta“: si racconta da Roma dove i rappresentanti molisani hanno evidenziato le carenze nella gestione della pandemia già prima della caduta del Conte bis. Pare che la sostituzione di Angelo Giustini sia imminente e dovrebbe avvenire nel prossimo Consiglio dei Ministri. Al suo posto dovrebbe essere nominata una figura tecnica: il presidente Donato Toma, insomma, non avrebbe alcuna chance.

Se il disegno sarà portato a conclusione, naufragherà anche la mozione presentata ieri da Vincenzo Niro in Consiglio regionale per chiedere la revoca del commissario. Il voto sul documento è stato rinviato a martedì 16 marzo probabilmente perchè la maggioranza non aveva i numeri necessari per approvarla. In calce al provvedimento infatti ci sono le firme di dieci consiglieri del centrodestra che ha perso un’altra buona occasione per mostrare – una volta dopo tanto tempo – unità e per ricompattarsi.

Non hanno sottoscritto la mozione Aida Romagnuolo e Michele Iorio, i due dissidenti ‘storici’ nei confronti dell’operato del presidente Donato Toma: i due, assieme a Filomena Calenda, hanno preferito firmare un emendamento alla mozione che estende le ‘colpe’ anche al direttore generale Asrem Oreste Florenzano.

Su quale piatto della bilancia pesano maggiormente le responsabilità della gestione sanitaria della pandemia?

Per dieci consiglieri di maggioranza (i forzisti Cavaliere, Di Baggio, D’Egidio, Cefaratti e Cotugno di Orgoglio Molise, il presidente del Consiglio Micone e la sua vice Calenda, Niro e Di Lucente dei Popolari, Quintino Pallante di Fratelli d’Italia) le colpe sono tutte in capo al commissario Giustini, ora anche indagato per omissione d’atti d’ufficio e abuso d’ufficio nell’ambito di una inchiesta della magistratura che punta a far luce sui ritardi nelle azioni messe in campo per fronteggiare l’epidemia, i ricoveri e i decessi.

Manca la firma del presidente Donato Toma. Probabilmente solo per un motivo legato ad una sorta di opportunità istituzionale.

“Il Vietri sarebbe stato un Lazzaretto”. Omissioni, rifiuti e richiami del Ministero ignorati per mesi: le accuse al commissario Giustini

Abbiamo l’obbligo di dare risposte a cittadini che si sentono traditi da questa gestione della sanità“, la sintesi di Vincenzo Niro, promotore della mozione. A suo dire, quanto avvenuto in Molise è l’emblema del fallimento dell’operazione tentata dal Movimento 5 Stelle: la nomina di un commissario esterno e non di un politico per decidere di sanità in nome di una incompatibilità tra le due figure.

Con un taglio chirurgico l’assessore affonda il coltello nella piaga. Rispolvera la questione dei debiti della sanità non ripianati, prima mission fallita da Giustini: “Se dal 2013 al 2018, nel periodo di commissariamento dell’ex presidente Paolo Frattura, abbiamo pagato il debito con un’anticipazione di circa 274 milioni di euro, un mutuo di 47 milioni e un altro di 7,5 milioni, che necessità c’era di nominare un commissario esterno? Perché ci sono altri 120 milioni di debiti? Io mi vergogno a camminare per la strada perché attribuiscono a noi consiglieri la responsabilità di questo sfacelo”. 

Consiglio regionale Molise

“Le gestioni commissariali producono effetti nefasti”. Per questo, la conclusione del ragionamento di Niro, “l’approvazione di questa mozione servirà a dare un segnale forte ai molisani e fare chiarezza su chi in queste 54 settimane ha provocato questo disastro sanitario”.

Per altri le colpe vanno allargate anche ai vertici Asrem. Ne è convinta Filomena Calenda, la seconda firmataria di un emendamento sottoscritto anche da Aida Romagnuolo e Michele Iorio e presentato contestualmente alla mozione di Niro. L’emendamento è una sorta di ‘integrazione’, o meglio va a ‘colpire’ “tutti i componenti della catena di comando – si legge nel testo – responsabili della mancata attivazione del covid hospital a Larino e nella fattispecie la struttura commissariale e il dg Asrem”.

Filomena Calenda

La vice presidente del Consiglio regionale sgombra il campo dai dubbi: “Ho firmato la mozione di Vincenzo Niro, anche perchè io avevo già anticipato la richiesta di rimozione del commissario, del sub commissario e di tutti i vertici Asrem. Poi abbiamo pensato di presentare un emendamento sostitutivo. Oggi dobbiamo capire chi è il responsabile. E non è solo Giustini. Perchè è vero che la struttura commissariale ha il compito di fare la programmazione sanitaria, ma ad Asrem tocca attuarla. Quindi, i commissari non sono gli unici ad avere responsabilità di un disastro così eclatante, ma anche l’Azienda sanitaria regionale: dall’inizio dell’epidemia abbiamo assistito ad un indecoroso rimbalzo di responsabilità. E chi è responsabile degli oltre 400 morti in Molise deve essere rimosso dal suo incarico”.

Commissario o Asrem: chi subirà la ghigliottina del Consiglio regionale? In realtà non tutti sono d’accordo su questa divisione delle colpe. A dispetto del detto latino tertium non datur, Vittorino Facciolla (PD) allunga la lista dei responsabili e include il presidente Donato Toma che martedì scorso (9 marzo) in Aula se l’è presa addirittura con il suo predecessore, Paolo Frattura, assente quando in Conferenza delle Regioni si stava trattando sul decreto Balduzzi. Una storiaccia, forse la ricorderete: quell’assenza è costata al Molise la mancata proroga sull’attivazione di un ospedale Dea di secondo livello in un territorio con meno di 600mila abitanti, come la nostra regione.

“Non sta né in cielo né in terra se rapportato a quanto sta accadendo in Molise”, il commento di Facciolla. “L’indagine che pende sulla testa del commissario Giustini, secondo i consiglieri di maggioranza e del presidente Toma, deresponsabilizza tutti loro e tutta la parte politica”. In realtà “la scelta della torre covid a Campobasso, la lentezza nell’organizzazione della campagna vaccinale, la scelta di creare un ospedale da campo a Termoli sono tutte responsabilità di Donato Toma”.

Chissà a questo punto se la mozione sarà votata dall’Aula: la rimozione del commissario Giustini e la designazione di un nuovo commissario potrebbero far saltare il banco.