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Disastro sanità, incarichi e compensi: ecco chi fa cosa e quanto guadagna ogni mese

Cifre e ruoli ricoperti dai vertici della sanità molisana. Il più ricco? l'ex generale in congedo Angelo Giustini. Il commissario ad acta che dovrebbe portare fuori la regione dal disavanzo pesa sul bilancio regionale per circa 180 mila euro l'anno.

C’è un filo rosso che lega le attuali difficoltà della sanità molisana ai suoi vertici: il rimpallo di responsabilità. Quando qualcosa va storto è sempre colpa di qualcun altro. Se le cose non funzionano o non sono state decise per tempo è perché chi programma non ha poteri decisionali. E in questo marasma di comunicazioni più o meno confuse sono tutti spaesati perché l’effetto di questo scaricabarile permanente è che se è colpa di tutti allora non è colpa di nessuno.

Ma non è così: pubblicando incarichi e compensi proviamo a fare un po’ di chiarezza su chi deve fare cosa e quanto ci guadagna di soldi pubblici ogni mese.

Oreste Florenzano

ORESTE FLORENZANO

L’uomo sulla bocca di tutti attivo sia dentro che fuori la rete, più o meno disponibile a rispondere alle domande dei giornalisti, è il direttore generale dell’Asrem, colui che decide e tutto può. A lui competono, come leggiamo sul sito dell’Asrem, poteri di gestione, e rappresentanza legale dell’azienda sanitaria del Molise. Il direttore generale – così c’è scritto – è responsabile della gestione complessiva della stessa, nonché delle relazioni istituzionali esterne. Svolge il proprio operato – attenzione a questo passaggio – nell’ambito della programmazione regionale e sulla base delle indicazioni, valutazioni e proposte espresse dagli organismi locali di riferimento politico – istituzionale. Ha autonomia nello svolgimento del proprio mandato, individua e distribuisce tra le varie strutture le risorse umane, materiali ed economiche, di cui è responsabile, da destinare alle diverse funzioni. Florenzano è colui che programma, pianifica, governa le attività di alta amministrazione e di indirizzo gestionale, esercita controllo sul personale, adotta regolamenti, impartisce ordini, direttive e raccomandazioni attraverso atti e provvedimenti.

L’avvocato è arrivato in Molise un anno fa. Per l’esattezza si è insediato al vertice di via Ugo Petrella, a Campobasso, il 29 febbraio del 2020: appena due giorni dopo la regione scoprì di avere il suo paziente uno (una 60enne di Montenero di Bisaccia) e cominciò anche per noi la discesa verso la diffusione dei contagi da Coronavirus.

Il suo incarico, che gli è stato conferito con decreto dal presidente della Regione Donato Toma, è ben pagato e identico a quanto prendeva il suo predecessore Gennaro Sosto: circa 150 mila euro lordi l’anno più indennità di risultato (il 20 per cento del compenso al raggiungimento degli obiettivi).

Per l’esattezza il trattamento economico standard omnicomprensivo massimo del direttore generale delle aziende sanitarie (di cui al DPCM 502 del 19.07.1995, come modificato dal DPCM 319 del 31.05.200) è pari a 300 milioni di vecchie lire annue che corrispondono a 154.937 euro sempre con esclusione di eventuali riconoscimenti ulteriori previsti in relazione ai risultati ottenuti.

E quali sono questi risultati per i quali Florenzano merita anche un ‘premio di produzione’? Li stabilisce sempre la giunta regionale con propria delibera (489 dell’11 dicembre 2019) in cui fissa i 14 punti da raggiungere nel primo anno di mandato. Questi i principali: stabilizzare i precari della sanità, ridurre i tempi di attesa per visite e interventi, ridurre la mobilità passiva extraregionale, la tendenza, cioè, di molti molisani malati e sfiduciati verso il sistema sanitario regionale (pubblico per lo più) di rivolgersi fuori dai confini regionali per curarsi.

Raggiungere e mantenere questi (e altri obiettivi) è la ragione per la quale l’avvocato Florenzano può guadagnare altri 30 mila euro oltre ai 150 mila della quota fissa.

Virginia Scafarto Asrem

MARIA VIRGINIA SCAFARTO

E’ stata per un breve periodo di vacatio direttore generale all’Asrem. Da aprile del 2020 è direttore sanitario, una nomina che ha ricevuto direttamente dal manager Florenzano (delibera Asrem 169 del 17 aprile 2020) e ha validità per tre anni. Un lauto compenso anche quello di Maria Virginia Scafarto: l’80 per cento del trattamento base spettante al suo superiore (circa 120 mila euro lordi) più un altro 20 per cento massimo (cioè 24 mila euro più o meno) “al raggiungimento degli obiettivi stabiliti dal Direttore Generale tenendo conto degli obiettivi gestionali previsti dalla programmazione regionale e aziendale”.

Cosa fa un direttore sanitario? Tanto per cominciare è un medico che deve essere qualificato in attività di direzione tecnico-sanitaria in enti o strutture sanitarie, pubbliche o private, di media o grande dimensione. Dirige i servizi sanitari ai fini organizzativi ed igienico-sanitari e fornisce parere obbligatorio al direttore generale sugli atti relativi alle materie di competenza.

Deve raggiungere anche lei una serie lunga di obiettivi per ottenere il premio di produzione. In più, essendoci di mezzo una pandemia, Florenzano ha stabilito anche nella sua delibera di nomina che “in aggiunta agli obiettivi di cui sopra, come obiettivi prioritari connessi alle esigenze straordinarie ed urgenti derivanti dalla pandemia in atto, la programmazione ed il monitoraggio degli interventi e degli adempimenti richiesti dalle disposizioni statali e regionali emanate in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da Covid-19”.

Per essere il suo braccio destro la Scafarto ha un bel da fare: è parte attiva della governance aziendale – c’è scritto sempre sul sito dell’Asrem – e partecipa ai processi di pianificazione strategica e di programmazione. Svolge, tra le altre, attività di indirizzo, coordinamento e supporto nei confronti dei responsabili delle strutture dell’Asrem , con riferimento agli aspetti organizzativi, igienico-sanitari e ai programmi di tutela della salute. Assicura l’integrazione fra le attività ospedaliere e quelle territoriali. Sostiene l’attuazione dei principi aziendali di accessibilità, equità, appropriatezza e qualità dei servizi.

Lastoria Antonio Asrem Regione

ANTONIO LASTORIA

L’altra nomina che spetta sempre al dg campano è quella del direttore amministrativo. Stesso compenso di Virginia Scafarto (120 mila più altri 24mila di premio) ma obiettivi diversi. Pur essendo anche lui parte attiva della governance aziendale, Antonio Lastoria dirige i servizi amministrativi e partecipa ai processi di pianificazione strategica e di programmazione annuale.

Svolge attività di indirizzo, coordinamento e supporto nei confronti dei responsabili delle strutture dell’azienda con riferimento agli aspetti amministrativi, tecnici e logistici. Concorre alla definizione e alla direzione del sistema di governo economico – finanziario aziendale e garantisce la funzione tecnico-amministrativa nel suo complesso valutando la compatibilità e la congruenza tra attività e risorse.

Giustini ospedale Cardarelli Campobasso

ANGELO GIUSTINI

Ultimo, ma non per importanza, l’ex generale della Finanza Angelo Giustini, commissario ad acta in una perenne “relazione complicata” con il dg Oreste Florenzano. La sua nomina è avvenuta a dicembre del 2018 con delibera del Consiglio dei Ministri all’epoca del governo giallo-verde guidato da Giuseppe Conte. Medico cardiologo, sponsorizzato dalla Lega, è diventato commissario per l’attuazione del Piano di rientro e dei successivi Programmi operativi della Regione Molise. In estrema sintesi Giustini è l’uomo che dovrebbe portare fuori dal disavanzo la sanità molisana.

Il suo compenso annuale è pari a 158 mila euro l’anno cui vanno sommati altri oneri riflessi che fanno lievitare di una somma discreta la spesa a carico del bilancio regionale. Un esempio lo prendiamo dalla recente determina dirigenziale 249 del 20 gennaio scorso che liquida le spettanze di Giustini riferite ad ottobre 2020 e che sono pari ad 12.043,58 euro cui vanno aggiunti altri 1.024,00 euro di Irap e ancora altri 1.927,00 euro di oneri riflessi.

Insomma, alla fine Giustini pesa sulle casse regionali per circa 15 mila euro al mese, che alla fine dell’anno fa 180 mila euro di denaro pubblico destinato al solo Commissario ad acta.

I suoi obiettivi sono elencati proprio nella delibera del CdM del 7 dicembre del 2018. Primo e più importante l’attuazione dei Programmi operativi 2015-2018 nonché tutti gli interventi necessari a garantire, in maniera uniforme sul territorio regionale, l’erogazione dei livelli essenziali di assistenza in condizioni di efficienza, appropriatezza, sicurezza e qualità, nei termini indicati dai Tavoli tecnici di verifica.

Senza elencarli uno per uno basta dire che il Commissario ad acta è una sorta di supervisore ministeriale, un regista, un programmatore generale di ogni aspetto del comparto sanitario col compito di indicare, delegare e raccomandare le azioni concrete che spettano più al direttore generale il quale ha compiti più prettamente gestionali.

Ida grossi

IDA GROSSI

Più nell’ombra ma non per questo meno influente la sub commissaria Ida Grossi. Braccio destro di Giustini, nominata anche lei a dicembre del 2018 dalla Presidenza del Consiglio dei ministri in quota Movimento 5 Stelle, è stata delegata al piano vaccinale, la fase senza dubbio più complessa e importante per uscire dalla pandemia. Il suo stipendio base sfiora i 135 mila euro l’anno, qualcosa in meno del commissario a cui sommare i vari oneri che fanno lievitare la cifra anche questa a carico del bilancio regionale, dunque dei contribuenti molisani.

lolita gallo

LOLITA GALLO

Oltre all’Asrem e alla struttura commissariale un ruolo chiave nella gestione della sanità molisana ce l’ha anche la Regione Molise. A capo della direzione salute la dirigente Lolita Gallo che ha ricoperto, sempre per conto della giunta molisana, vari incarichi di vertice, da Finmolise a Molise Dati fino a quando, esattamente quattro anni fa, è arrivata al settore Salute. Il suo lavoro si è parecchio intensificato nell’ultimo anno di pandemia: Gallo prende parte ai tavoli ed è il riferimento regionale per la sanità. Le tabelle delle retribuzioni sul sito della Regione sono ferme a qualche anno fa ma fece scandalo la relazione della Corte dei conti (anno 2019 riferita al triennio 2015/2017) sulle retribuzioni medie annue dei dirigenti molisani: 118 mila euro lordi con un aumento di oltre il 37 per cento rispetto a due anni prima. Una cifra da capogiro vicina al compenso annuale pagato alla Gallo.