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Crisi-lampo e nuova Giunta, Guarracino (Uiltucs): “Servono fatti, non sceneggiate politiche”

Il segretario generale del sindacato tuona contro le ore effervescenti che hanno scandito gli ultimi giorni a palazzo D’Aimmo, con la mozione di sfiducia al governatore Toma e la successiva nomina di Filomena Calenda ad assessore: “Una istituzione, quella regionale, che impiega tempo prezioso per occuparsi solo di ‘faccende’ che nulla hanno a che fare con le problematiche dei molisani”.

Non si placano le polemiche. La “mossa” del governatore Toma per dribblare crisi di maggioranza e mozione sfiducia con la nomina di uno dei consiglieri firmatari – l’ex leghista Filomena Calenda – ad assessore, non è piaciuta ai più. A mostrare tutta la propria perplessità è stato in queste ore anche il segretario generale di UILTuCS Molise, Pasquale Guarracino.

“Una istituzione, quella regionale, che impiega tempo prezioso per occuparsi solo di ‘faccende’ che nulla hanno a che fare con le problematiche dei molisani, che si disinteressa dei diritti inviolabili dei suoi cittadini,  da quello alla salute al sacrosanto diritto al lavoro – ha commentato il sindacalista – mai nella storia del Molise l’esecutivo regionale ha vissuto così tanti rimaneggiamenti come in questa legislatura”. 

Molti i dubbi, molti gli interrogativi sollevati da Guarracino, che si sofferma su scenari specifici, per altro esplicativi di problematiche ancora irrisolte e inevitabilmente legate al destino di tantissimi lavoratori molisani:

“Quali sono le merci di scambio? Deleghe complicate, quale quella al lavoro e quella alle politiche sociali, il terzo settore, tutti ambiti in cui l’immobilismo di questo Governo regionale ha regnato sovrano – ha tuonato l’esponente UILTuCS-

E allora mi domando: la neo assessore Calenda è a conoscenza delle tante vertenze che ci sono sul tavolo regionale? Ha valutato possibili soluzioni prima di accettare il lauto incarico? Conosce la legge sul commercio, che da anni proviamo a modificare? Ha preso atto della profonda crisi del settore commercio in tutte le città molisane?”.

Poi, ancora, gli appelli al neo-assessore sulle questioni inerenti a vaccinazioni e lavoro: 

“Nei suoi lunghi monologhi sui vaccini, non ha mai richiesto i vaccini per gli operatori del commercio, né per quelli che lavorano nella vigilanza armata, o nei servizi, o nell’Igiene urbana. E del rilancio occupazionale nei settori commercio, turismo e servizi ne ha mai sentito parlare? La Creset, la vigilanza armata e non armata, i servizi di mensa e pulizia nelle strutture pubbliche e private, il pulimento urbano: il lavoro da fare è corposo e non c’è più tempo da perdere, posto che siamo fermi da anni, ormai”. 

Ripartire dalle azioni concrete, per uscire dall’immobilismo e offrire finalmente soluzioni: questo l’imperativo da seguire per Guarracino, che rincara la dose chiamando ancora un volta in causa Filomena Calenda: 

“Di certo non basteranno più due post su Facebook buttati giù ad orologeria programmata a dare risposte alle centinaia di istanze che aspettano solo una risoluzione. Ci vogliono finalmente fatti, decisioni e soluzioni per i lavoratori, non più le chiacchiere che fino ad ora abbiamo sentito, anche da lei. Non servono più le sceneggiate politiche. Mi chiedo, a nome dei molisani, come si possono barattare principi che ha sempre propagandato ovunque, accusando di inefficienza il governatore, la giunta e i vertici, con un posto in quella stessa giunta?. Spero capisca al più presto – conclude Guarracino – che il governo Toma le ha lasciato in eredità disastri occupazionali, le cui promesse di risoluzione non dovranno essere il presupposto per barattare altri incarichi politici”. 

Poi, l’appello: 

“Assessore Calenda, tenga presente che il suo monito di sentinella all’interno dell’esecutivo ai molisani non può interessare, perché non hanno bisogno di badanti, ma di Politici di qualità e competenti che hanno a cuore le loro sorti e che possano riportare da Roma non speranze, ma fatti concreti per tutti i lavoratori. Assessore Calenda, non chieda aiuto ai molisani, non chieda loro di starle vicino, hanno già dato il proprio contributo, ora lo sforzo dovrà essere solo e soltanto il suo. Buon lavoro!”.