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Assessore da una settimana chiede subito 2 autisti: i primi atti concreti di Mena Calenda

A sette giorni dalla nomina il neo assessore al Lavoro ha già chiesto i due autisti che le spettano. Filomena Calenda, passata alla storia per aver barattato la poltrona in giunta con il ritiro della firma sulla mozione di sfiducia al governatore Donato Toma, ha motivato la sua istanza con “la necessità di disporre con immediatezza di personale addetto alla guida dell’autoveicolo di servizio”.

A una settimana dalla nomina del neo assessore Filomena Calenda ci sono già i primi atti concreti della sua attività politico-istituzionale: la richiesta di due autisti per i suoi spostamenti.

E’ tutto nero su bianco nella determina dirigenziale numero 29 del 23 marzo in cui il dirigente del terzo dipartimento, Claudio Iocca, assegna due autisti all’ex consigliere dissidente. La donna che, in nome delle donne, è passata alla storia per la sua fulminea giravolta nei confronti del governatore Donato Toma il quale le ha offerto l’assessorato in cambio del ritiro della firma sulla mozione di sfiducia che avrebbe potuto riportare i molisani alle urne.

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Filomena Calenda – meglio precisarlo subito a scanso di equivoci – non ha fatto nulla che non fosse tra le sue prerogative: tutti i componenti dell’esecutivo hanno due autisti che li portano da casa al lavoro (e viceversa) con l’auto in dotazione agli amministratori regionali. Colpisce la velocità della richiesta che lei stessa ha fatto alla Regione Molise. Istanza in cui vengono anche indicati i nomi dei due autisti tra i pochi ancora disponibili sulla piazza. Che poi sono gli stessi che guidavano l’auto blu del suo predecessore Michele Marone e, ancora prima, di Luigi Mazzuto.

Funziona in questo modo: gli assessori (e il presidente della Giunta) hanno una rosa di nomi da cui poter attingere. Si tratta di dipendenti regionali inquadrati come “autisti” ma anche con profilo professionale di “amministrativo informatico e tecnico manutentivo”. Questo perché se non riescono a completare le 36 ore che devono fare per contratto possono essere spediti in qualche ufficio a fare lavoro amministrativo.

Cosa che, soprattutto in questo periodo di riduzione degli spostamenti degli assessori, avviene anche con maggiore frequenza con conseguente taglio dei chilometri percorsi ma non delle ore lavorate che sono sempre le stesse. E quanto guadagna l’autista di un assessore regionale? Lo stipendio base è di circa 1600 euro netti al mese a cui vanno sommati gli assegni familiari e gli straordinari che portano la busta paga a circa 2200 euro mensili. Un compenso dignitoso, un miraggio per gran parte dei lavoratori giovani e meno giovani sfruttati e sottopagati.

Forse è stata questa la scintilla che ha fatto scattare Mena Calenda la quale ha attestato “la necessità di disporre con immediatezza di personale addetto alla guida dell’autoveicolo di servizio” così leggiamo nella determina di assegnazione dei due autisti segnalati da lei stessa “per le vie brevi” nelle persone di Giuseppe Ciafardini e Peppino Liberanome.