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Aggredì il vicedirettore con un taglierino, il giudice non ha dubbi: a processo per tentato omicidio

Le prove sono evidenti e l'autorità giudiziaria ha disposto il giudizio immediato a carico dell'impiegato di 50 anni che l'8 ottobre scorso ferì il vicedirettore dell'istituto di credito presso il quale era impiegato da due anni dopo essere stato a Petacciato e a Termoli

E’ rinchiuso ancora nel carcere di Campobasso dall’8 ottobre scorso quando – probabilmente con un taglierino – aggredì, ferendo gravemente, il vicedirettore della Bcc di Gambatesa, Nicolino Berardi (che in aula sarà rappresentato dall’avvocato Gianfederico Cecanese, legale anche della stessa banca).

Il 50enne (A.D.T) originario di Petacciato è accusato di tentato omicidio. L’accusa è stata formalizzata questa mattina nel decreto di convocazione di giudizio immediato che il prossimo 24 aprile comincerà davanti al tribunale di collegiale di Campobasso.

Per l’autorità giudiziaria dunque non ci sono dubbi. Viene meno l’udienza preliminare: dagli atti di indagine risultano evidenti le prove raccolte dai carabinieri a sostegno dell’accusa. Perché proprio l’evidenza della prova è la prima condizione per la richiesta di giudizio immediato.

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E – va chiarito – questo rito speciale non ha alcuna valenza premiale. Ma proprio perché i fatti sono chiari e schiaccianti rispetto alle accuse si procede in tal senso.

Il 50enne quella sera dell’8 ottobre 2020, quando la banca stava quasi per chiudere gli sportelli, entrò nell’ufficio del vicedirettore dopo aver chiesto informazioni su alcuni procedimenti bancari da eseguire e approfittando di un momento di distrazione lo colpì alle spalle. Quattro colpi di arma da taglio: due alla schiena e due all’altezza del collo. La vittima, 59 anni, finì in ospedale in gravissime condizioni.

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Il 50enne, impiegato della Bcc prima a Petacciato e poi a Termoli, era stato trasferito da qualche tempo a Gambatesa.

Dopo essersi reso autore del fattaccio, è rimasto seduto in attesa dei Carabinieri completamente sotto shock e fuori controllo.

Le indagini sono state affidate ai carabinieri e coordinate dal sostituto procuratore Vittorio Gallucci. Si torna in aula davanti al tribunale collegiale il prossimo 24 aprile.