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5 malati trasferiti fuori regione in soli 2 giorni. Nuovi lutti per il covid, muoiono 67enne e 58enne

Riprende quota la rete cross che testimonia la mancanza di posti letto nelle strutture molisane. Nelle scorse ore sono venuti a mancare due uomini: uno di Portocannone di 58 anni e un ex dipendente comunale di Montorio nei Frentani che solo il giorno prima era stato portato ad Ariano Irpino. Come lui ce ne sono stati altri 4 negli ultimi giorni. E in queste ore sono già 3 le vittime molisane fuori regione, portate in elicottero nelle Rianimazioni di altri ospedali

Da due giorni (ieri e ieri l’altro) in Molise hanno ripreso ad effettuarsi con una certa frequenza i trasferimenti tramite la rete Cross (centrale remota operativa di soccorso sanitario) gestita dalla Protezione Civile Nazionale. E da tre giorni in Molise si apprende che alcuni di quei pazienti – trasferiti chi in Emilia-Romagna chi in Toscana chi in Lazio chi in Puglia – non ce l’hanno fatta. Da poche ore si è appreso della scomparsa di un cittadino di Montorio nei Frentani che era stato portato, era l’8 marzo, ad Ariano Irpino (in provincia di Avellino) per tentare il tutto per tutto, per salvarsi laddove qui in Molise non ce n’era la possibilità.

Lo ricorda con affetto il sindaco di Montorio Nino Pellegrino Ponte sui social: “Giornata triste (il messaggio è di ieri, ndr) per la comunità. Presso l’ospedale Sant’Ottone Frangipane di Ariano Irpino è morto Antonio Greco, dipendente comunale in pensione. Era nato a Montorio nei Frentani il 5 novembre 1953. È la seconda vittima di covid-19 per il nostro paese”.

Solo pochi giorni fa erano giunte in regione le notizie (non comunicate dall’Asrem) di due cittadini morti in altrettanti ospedali dove erano stati trasferiti mediante l’utilizzo di elicotteri militari. Prima Michele Cristino, termolese 75enne morto in quel di Cesena, poi neanche 48 ore dopo il Maresciallo Arturo D’Amico, storico comandante della stazione di Campomarino che, all’età di 54 anni, è morto al Policlinico Umberto I di Roma.

Ma una notizia di lutto (riferita a un cittadino neanche 60enne) giunge stamane anche da Portocannone, paese che come noto ha fatto i conti varie volte col Covid e con i decessi ad esso legati. La notizia arriva dal sindaco Giuseppe  Caporicci: “Il Covid 19 colpisce ancora una volta duramente la nostra Comunità. Dopo diversi giorni di ricovero presso l’ospedale Cardarelli di Campobasso, questa mattina è venuto a mancare, all’età di 58 anni, il nostro Concittadino Claudio. Esprimiamo a sua moglie ed alla sua famiglia le più sentite condoglianze”.

Vista la recrudescenza del virus in Basso Molise, ad essere in seria difficoltà è l’ospedale San Timoteo, e non solo per i pazienti col Sars-Cov-2. I posti riservati ai malati con Covid-19 al San Timoteo di Termoli (che non doveva essere un ospedale Covid ma di fatto lo è diventato) sono di fatto terminati. 24 il numero dei degenti con infezione assistiti tra la medicina d’urgenza, al primo piano, e l’ala covid nella ex Urologia al quarto piano del San Timoteo, dove ci sono ancora tutti e 7 i trasferiti dal vicino reparto di Medicina. Si tratta di persone che verosimilmente hanno contratto il virus in seguito al ricovero ospedaliero, sebbene non possa essere escluso che qualcuno sia stato infettato dalla variante che il tampone molecolare veloce, quello fatto prima di finire in corsia, non ha letto.

Ad aggiungere però un ulteriore elemento di timore è anche la indisponibilità di posti negli ospedali per persone con malattie diverse dal covid che in questo momento fanno davvero fatica a essere curate. È il caso di un giovane straniero residente in un comune dell’area frentana affetto da una forma seria di meningite, che dovrebbe essere trattato in un reparto di malattie infettive. Ma in Molise è impossibile, visto il carico pesantissimo di casi covid sul Cardarelli di Campobasso, che peraltro ha una unità semplice di malattie infettive con due sole camere occupate già da un anno da casi covid. Il giovane si è rivolto ieri al San Timoteo di Termoli perché le sue condizioni sono drasticamente peggiorate, e i medici del pronto soccorso hanno disperatamente tentato di trovargli un posto letto in Puglia, in Abruzzo, in Campania e perfino in qualche ospedale del Lazio, ma finora nessuna struttura ospedaliera ha dato disponibilità a ricoverare un paziente non covid, pure in grave condizione come lui.

 

Sappiamo che nessuno ha utilizzato la rete Cross come ha fatto il Molise. E dopo qualche giorno di tregua, il Molise ha ricominciato a doverla utilizzare. È la cartina di tornasole del ‘disastro-postiletto’. Nonostante siano ormai diversi gli ospedali coinvolti nell’emergenza e nella gestione dei pazienti Covid, l’affanno è evidente e in modo particolare mancano i letti in Rianimazione, vitali per i pazienti in questione laddove le loro condizioni peggiorano.

Ieri (9 marzo) sono stati addirittura 4 i trasferimenti fuori regione. Il Neuromed e il Gemelli non bastano più al pubblico che arranca. Sono stati portati a Foggia da Termoli ben 3 pazienti e un degente di Montelongo dal Cardarelli è stato portato al Filippo Neri di Roma. Il giorno precedente c’era stato appunto il trasferimento (era il 13esimo, ora dunque sono 17) dell’uomo di Montorio ad Ariano Irpino.