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Vaccini over 80, già tutto fermo dopo le prime dosi del weekend. Caos anche sui numeri. E i soggetti fragili aspettano

Dopo un fine settimana di vaccinazioni sugli over 80 da questa mattina è di nuovo tutto fermo. All'ospedale Cardarelli riferiscono che l'Asrem non ha comunicato gli elenchi dei nuovi aventi diritto al siero anti Covid-19. Dubbi anche sulle cifre delle persone realmente avviate all'immunizzazione. Tra ritardi e incertezze pagano un prezzo alto anche i soggetti fragili la cui vaccinazione partirà in una fase successiva agli ultra anziani.

Dopo un weekend trascorso all’insegna dei facili entusiasmi sul vax-day degli over 80, il programma vaccinale degli ultra anziani del Molise è di nuovo a un punto morto. Oggi, 22 febbraio, all’ambulatorio al piano terra dell’ospedale Cardarelli, non è stata somministrata neppure una dose di siero anti Covid-19.

“Non abbiamo ricevuto alcun elenco di aventi diritto dall’Asrem per oggi  – ci confermano dallo stesso ambulatorio – forse le vaccinazioni ripartiranno domani”.

Sentendo i medici vaccinatori del primo nosocomio della regione scopriamo anche che tra sabato e domenica hanno iniettato il vaccino della Pfizer a 168 soggetti (su 160 contattati, dunque più di quelli in elenco) dagli 80 anni in su (sabato) e ad altri 108 (su 110) domenica. Altri 2 che ieri non si erano presentati all’appuntamento sono stati avviati verso l’immunizzazione questa mattina in via eccezionale.

La tabella di marcia dell’Asrem, però, parlava di 180 vaccini a Campobasso nella sola giornata di sabato: anche stavolta i numeri ufficiali non corrispondono ai dati reali.

Sempre secondo il programma vaccinale dell’azienda sanitaria venerdì è toccato a 450 tra psicologi, ostetriche e farmacisti sotto i 55 anni (tra Campobasso, Isernia e Termoli), sabato la chiamata al vaccino è scattata per 1038 soggetti over 80 (in molti comuni della regione e non senza difficoltà a raggiungere la destinazione), domenica gli ultimi 480 anziani (sempre in diversi comuni del Molise). Per un totale di circa 1500 anziani contattati dopo l’adesione alla piattaforma adesionivaccinazionicovid.regione.molise.it 

Ci si aspettava che già domenica l’Asrem inviasse il nuovo prospetto. E invece nulla. Nonostante, sia ormai chiaro come il sole, che la vaccinazione è l’unica arma per sconfiggere il virus Sars CoV-2.

Lo sanno anche i cosiddetti soggetti fragili, gli ammalati, le persone con patologia, i diabetici, i cardiopatici, i pazienti oncologici, i portatori di handicap e tutti i soggetti vulnerabili per i quali la campagna di vaccinazione massa è  ancora una chimera.  Per tutti loro i vaccini saranno disponibili dopo l’immunizzazione degli over 80. 

E l’incertezza dei tempi non è certo un conforto. Lo racconta con una breve lettera a Primonumero – di cui riportiamo le parti salienti – un dializzato molisano che scrive: “Sono un dializzato, una di quelle persone che il nostro sistema nell’ultimo periodo ha catalogato come ‘persone fragili’. Prima della fragilità viene la nostra persona, la nostra paura nel frequentare a giorni alterni ospedali, ricevere visite specifiche e controlli di routine attinenti alla nostra patologia. Dializzo, tre giorni a settimana presso il centro emodialisi dell’ospedale Vietri di Larino, uno dei pochi reparti per fortuna ancora in vita, rischiando al pari del personale sanitario il contagio da coronavirus. A differenza di quest’ultima categoria, che giustamente ha ricevuto la somministrazione del vaccino, noi malati a rischio ancora conosciamo quando riceveremo il necessario vaccino. Sono altresì un docente e nella nostra regione nemmeno questa categoria ha iniziato l’iter di vaccinazioni mentre nelle altre regioni questo è accaduto e si sta procedendo seppur con diverse problematiche alla vaccinazione. Una regione così piccola potrebbe vaccinare tutti in una settimana. Non possiamo aspettare ancora, non possiamo essere sempre il fanalino di coda dell’Italia. Oggi la sufficienza, l’immobilismo non pagano”.