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Terapie Intensive, la soglia in Molise arriva al 50%. Al Gemelli 4 pazienti intubati. Neuromed, c’è l’accordo: 7 posti in Rianimazione e 5 di sub-intensiva

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Oltre ai 15 pazienti molisani che stanno lottando contro il virus nel reparto di Terapie Intensive del Cardarelli ce ne sono altri 4 (il dato è di oggi 25 febbraio) nelle stesse condizioni al Gemelli, dove i medici sono stati costretti a ricorrere al reparto di Rianimazione della struttura perché le condizioni di alcuni malati ricoverati nel reparto covid (20 posti letto, dei quali 16 occupati) si sono aggravate.

Il numero complessivo dei malati attualmente intubati nelle strutture sanitarie della regione è pertanto di 19. La soglia critica è stata ampiamente superata e il Molise in queste ore registra una percentuale di pazienti covid in Rianimazione superiore alla Lombardia, alle Marche e al Trentino Alto Agide e inferiore solo all’Umbria, regione che mostra una soglia di capienza allarmante pari al 56%. Per soglia critica il Ministero della Salute considera il 30% di posti letti occupati da pazienti covid sul totale delle Terapie Intensive disponibili sul territorio. Il Molise ne ha indicate 39, come risulta dagli atti inviati a Roma, sebbene le specifiche convenzioni con i privati per il loro impiego, atto questo di competenza del commissario Giustini, siano in fase di sottoscrizione solo adesso.

“I pazienti in Intensiva al Gemelli – chiarisce a Primonumero il direttore Generale Oreste Florenzano – sono conteggiati nei dati inviati al Ministero, che riceve ogni giorno le singole schede da parte nostra, a differenza del bollettino diramato che è molto più sintetico”.

florenzano giustini san timoteo

Alcuni dei pazienti covid trattati al Gemelli in Rianimazione fanno parte del cluster che si era sviluppato a gennaio all’interno della struttura ed erano pertanto stati intubati prima che la struttura convenzionata di contrada Tappino, a poca distanza dal Cardarelli, venisse impiegata per accogliere malati affetti da Sars-Cov-2 che il pubblico non riesce, da solo, a gestire per mancanza di posti letto. “La variante inglese – aggiunge il direttore Florenzano – ha reso molto più complessa la risposta del territorio all’urgenza sanitaria, specialmente proveniente dal Basso Molise”. Dove, ricordiamo, ci sono 33 comuni in zona rossa ormai da quasi 3 settimane (Campomarino da un mese).

I pazienti trattati con ossigeno mediante tubo attaccato al respiratore sono attualmente 19, per una soglia di occupazione dei posti totali disponibili pari al 49%. I medici del Gemelli davanti all’aggravarsi di alcuni pazienti che non erano in condizione di essere trasferiti hanno deciso di utilizzare le loro Intensive. L’alternativa infatti sarebbe stata aggiungere rischi importanti di sopravvivenza a persone già vulnerabili.

Intanto è stato firmato dal Commissario ad acta Angelo Giustini il decreto con il quale si autorizza all’attivazione di altri 12 posti letto covid al Neuromed di Pozzilli, l’Istituto di Ricerca e cura della famiglia dell’europarlamentare Aldo Patriciello. Non saranno però 12 posti di Intensiva: Neuromed ha messo a disposizione 7 posti letto in Terapia Intensiva e 5 posti letto in Terapia Sub-Intensiva.

Decreto Commissario 12 posti Neuromed

Un atto che certifica l’aggravamento della situazione emergenziale e apre alla possibilità di avvalersi della partecipazione delle strutture private accreditate considerando, come riporta Giustini citando l’allerta della direzione generale Asrem, che “l’afflusso di pazienti Covid ad alta intensità clinica presso le strutture ospedaliere aziendali ha determinato un sovraffollamento dei Pronto Soccorso e la contemporanea saturazione dei posti letto di area medica ai malati affetti da infezione da Sars-Cov-2 predisposti presso l’ospedale Cardarelli di Campobasso”.

Le attività assistenziali in favore di pazienti Covid saranno dirette, gestite e coordinate dall’Asrem che definirà “gli aspetti organizzativi, gestionali e logistici idonei all’individuazione dei pazienti, dei percorsi ovvero dei sistemi di trasferimento presso la struttura dei malati Covid, secondo le disponibilità cliniche, strutturali ed assistenziale in coordinamento integrato con l’Irccs Neuromed”.

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