“Stop alle attività produttive non essenziali nella zona rossa”: diffida in Prefettura

Il Partito di Rifondazione comunista ha sollecitato il prefetto "affinché emani con assoluta urgenza il provvedimento. Valutiamo anche un esposto in Procura"

Per il Partito della Rifondazione comunista bisogna sospendere le attività produttive non essenziali che ricadono nella perimetro della zona rossa del Basso Molise: è la richiesta formalizzata in una diffida inviata questa mattina – 24 febbraio – al prefetto di Campobasso.

Ad annunciarlo il segretario Pasquale Sisto che torna a sollecitare i rappresentanti del Governo sul territorio molisano: “Abbiamo inviato tramite pec una diffida al Prefetto di Campobasso invitandolo e sollecitandolo ancora una volta affinché emani con assoluta urgenza i provvedimenti di sua competenza al fine di disporre la sospensione di tutte le attività produttive non essenziali che si trovano nella zona rossa del Basso Molise, nonché il divieto di spostamento di tutti coloro che si recano nella provincia di Chieti per motivi lavorativi”.

Ci sono tante persone che dal Basso Molise, ad esempio, si recano nelle fabbriche del nucleo industriale della provincia di Chieti, in zona rossa dallo scorso 14 febbraio a causa dei numeri in rapida crescita sul fronte dei contagi e dei decessi. Ieri una persona è morta a causa dopo aver contratto la variante brasiliana del virus.

Non solo. Il Prc annuncia che “in caso di nuovo diniego valuteremo se esistono i presupposti per un esposto alla Procura della Repubblica per delitti colposi contro la salute pubblica, articolo 452 Codice Penale”.