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Schizzano i contagi, quasi la metà in 3 paesi. Meno morti ma ‘in rosso’ i ricoveri. 3mila molisani immuni

È stata questa appena trascorsa la settimana della 'bomba' del contagio in Basso Molise. E, come in uno specchio, più infezioni significano più ricoveri, con l'ospedale del capoluogo che torna a livelli record di posti letto occupati per malati Covid. Riprendono quota le vaccinazioni (praticamente ferme nei precedenti 7 giorni) con oltre 3mila persone che hanno avuto il richiamo. Uno sguardo anche all'intero mese e il confronto con quello di dicembre

Il dato più eclatante della settimana, l’ultima di gennaio, è quello dei nuovi contagi che sono risaliti quasi vertiginosamente, complice la grande diffusione del virus in particolare in alcuni centri del Basso Molise. Campomarino, 103 casi in 7 giorni, Termoli 94 e infine, con numeri decisamente più contenuti (ma grandi in relazione all’esiguità della popolazione), Palata con 31 casi conclamati. Queste tre sole cittadine in una settimana hanno rappresentato il 48% delle nuove diagnosi di Sars-Cov-2 in Molise: 228 su un totale di 475 casi.

Se non fosse stato per l’esplosione di questi nuovi cluster, che nel caso di Campomarino hanno portato all’istituzione della zona rossa, vi avremmo oggi raccontato probabilmente una storia diversa. Invece quei 475 casi, 68 al giorno in media, sono stati la ‘bomba’ che rischia di pregiudicare anche l’andamento del prossimo mese, febbraio.

I tamponi eseguiti sono stati di più di quelli della settimana precedente (quasi 5mila contro circa 4.500) ma la differenza non è tale da giustificare quei circa 120 positivi in più. E infatti a parlare è, come sempre, il tasso di positività (rapporto tra positivi e tamponi) che, rispetto alla settimana precedente, è aumentato di quasi 2 punti percentuali. In questa settimana (25-31 gennaio) è stato mediamente del 9.6%. Ma la media non spiega tutto perché inficiata dal bassissimo valore di lunedì scorso (3.6%). Valore che è poi passato dall’essere 7.6% martedì per poi superare abbondantemente, nei giorni successivi, il 10%. Ieri la percentuale è poi salita all’11.1%.

L’ultima settimana del mese invernale per eccellenza ha fatto registrare, finalmente, un numero di morti inferiore a quello, altissimo, delle precedenti. Nei precedenti report avevamo sottolineato la cruda escalation nel numero di decessi legati al Covid-19. Erano 22 la settimana precedente, 19 quella prima ancora, 16 andando ancora a ritroso. Invece negli ultimi sette giorni i morti per Covid sono stati 15. Un numero, beninteso, ancora alto e che si fa fatica ad accettare. In particolare sono decedute persone di età compresa tra i 72 e i 94 anni. Rispetto alla settimana precedente, si è rialzata dunque la media (ma soprattutto la mediana) che si aggira sugli 84 anni (87 invece il valore mediano mentre era 77 la settimana precedente).

Quello che invece non è calato molto, quasi per nulla sarebbe meglio dire, è l’alto numero di ospedalizzazioni per le complicanze dell’infezione. Erano 30 la penultima settimana di gennaio, sono state 29 in quella appena passata. Tradotto, sono mediamente più di 4 le persone che ogni giorno vengono trasferite dall’ambulanza al Cardarelli per via di problemi respiratori che non è più possibile gestire a domicilio.

Neanche le dimissioni hanno compensato i tanti nuovi ingressi: negli ultimi sette giorni sono state solo 6 (erano ben 21 la settimana precedente). Risultato: i reparti deputati alla cura del Covid al Cardarelli sono nuovamente in affanno. Ci sono (fino a ieri sera) 61 posti letto occupati in Malattie Infettive e 7 in Terapia Intensiva. Basti pensare che domenica scorsa ce n’erano 9 in meno nel primo reparto e 2 in meno nel secondo.

Morti e ricoveri, sono questi i maggiori danni di quest’epidemia che pare sfuggire dal controllo non appena ci si rilassa leggermente. In Molise l’autunno e l’inverno (non terminato) hanno colpito duramente un territorio prima quasi ‘risparmiato’ dal virus e dalle sue nefaste conseguenze. Nell’intero mese di gennaio, ormai ‘in soffitta’, sono stati complessivamente 78 i morti cui era stata diagnosticata l’infezione da Sars-Cov-2. Dicembre ne aveva contati 73. Da marzo a questa parte sono stati 275. Più della metà, dunque, si è avuta negli ultimi due mesi.

I ricoveri, poi, sono un dato da non sottovalutare perché molto spesso (chiaramente non sempre) possono avere un terribile ‘decorso’. Nel solo gennaio i ricoveri sono stati 134 (57 di contro le dimissioni) mentre a dicembre questo numero si fermava a 109.

Le buone notizie della settimana sono due. La prima, oltre 300 persone sono guarite dall’infezione. Ma ancor più significativa è la seconda: le vaccinazioni hanno ripreso quota e sono state (ci riferiamo in questo caso alle singole somministrazioni) 3.188, circa 455 al giorno. Per avere contezza del cambio di passo, basti pensare che la scorsa settimana le somministrazioni erano state complessivamente solo 415. Oggi invece (dato di ieri sera, ndr) ci sono 3.139 molisani che hanno concluso il ciclo di vaccinazione (1° e 2° dose) e dunque possono considerarsi (o lo saranno a breve) immuni.
È un inizio.