Ospedale da campo al San Timoteo, sopralluogo della Protezione Civile. 25 posti per l’emergenza ma non c’è una Rianimazione Covid

Il Presidente della Regione Toma ha fatto richiesta alla Protezione civile nazionale di un ospedale da campo da allestire davanti al San Timoteo. Una ventina i posti letto a disposizione in terapia sub-intensiva. Il nosocomio termolese però non dispone di una rianimazione attrezzata per il Covid e anche con questa soluzione non ci sarebbe risposta a questo problema. Il segretario Pd Facciolla incalza e chiede l'adeguamento immediato della Rianimazione covid a Termoli.

La decisione è stata presa ieri dal Presidente della Regione Donato Toma che ha parlato della necessità di soluzioni ad horas vista la grave emergenza che riguarda in maniera particolare il Basso Molise e dunque il suo ospedale di riferimento. Un ospedale da campo, questa la richiesta del Governatore alla Protezione Civile Nazionale. Stamane, 21 febbraio, il sopralluogo, alla presenza del Presidente Toma e del sindaco di Termoli, dei tecnici della Protezione civile e della Croce Rossa all’esterno del nosocomio termolese dove dovrebbe sorgere la struttura. Struttura che garantirebbe circa 25 posti di Terapia sub-intensiva per i pazienti Covid. Il personale sarà messo a disposizione dalla Protezione civile nazionale.

Non tutto torna, però. Intanto perchè ancora una volta si ‘rincorrono’ soluzioni estemporanee laddove sarebbe servita una pianificazione fatta per tempo. Quanto al San Timoteo nello specifico, è ormai chiaro che pur non dovendo essere un ospedale Covid di fatto lo è diventato. Però resta il fatto che non è attrezzato per esserlo.

Il segretario del PD – nonché consigliere regionale – Vittorino Facciolla a questo proposito sottolinea l’inadeguatezza del nosocomio allo scopo. In particolare perché una Rianimazione per pazienti Covid non c’è. E non ci sarebbe – aggiungiamo – neanche con l’ospedale da campo.

Pronto Soccorso e Medicina d’Urgenza – ricordiamo – sono pieni di pazienti Covid provenienti dal Basso Molise, trovatosi nel vortice innescato dalla variante inglese. Oramai anche il consueto bollettino dell’Asrem riporta i tanti ricoveri che avvengono al San Timoteo. L’ospedale ha di fatto smantellato il reparto di Urologia, accorpato a Chirurgia, per farlo divenire un’ulteriore area grigia e per alleggerire il carico dei reparti d’urgenza. Ma non basta.

Il problema principale riguarda le Terapie Intensive: “I tanti pazienti Covid che in queste ore arrivano all’ospedale di Termoli avrebbero bisogno di essere ricoverati in terapia subintensiva o intensiva o in ogni caso andrebbero trattati con strumentazioni adatte e, nel caso, pronati e intubati”. Tecniche che non vengono certo improvvisate ma che necessitano di personale formato. E di strumentazioni che non ci sono.

“Scriviamo questo – prosegue Facciolla – perché analizzando quanto sta succedendo e soprattutto confrontandolo con la prassi medico sanitaria delle altre regioni, è chiaro che il paziente covid va trattato con estrema attenzione: i malati non vanno intubati in urgenza ma appena si intravede un peggioramento, non bisogna attendere che il paziente arrivi all’affaticamento respiratorio ma giocare d’anticipo e questo richiede monitoraggio costante, capacità di identificare chiaramente lo stadio della malattia, i medici interventisti devono avere esperienza e soprattutto i reparti di terapia intensiva devono essere adeguati a trattare questa tipologia di malati”.

Ma il reparto di rianimazione di Termoli al momento non lo è. “Il reparto di rianimazione dell’ospedale San Timoteo deve essere immediatamente riadattato, predisposto ad essere a tutti gli effetti un reparto di rianimazione da ospedale Covid.

Sulla carta continuano a dire che non lo è ma l’ospedale di Termoli, mentre i vertici si attardano ancora a trovare soluzioni, è di fatto un avamposto della battaglia contro il Covid, solo ed esclusivamente Covid al punto che, con un provvedimento a firma del responsabile del pronto soccorso, sono stati impediti gli accessi a tutti i reparti e bloccati sia il day hospital sia il day surgery”.

 

Facciolla incalza e propone: “Bisogna muoversi oggi stesso e fare quei pochi ma essenziali lavori di adattamento della rianimazione del San Timoteo: bisogna schermare gli ambienti, separare bene i percorsi e far sì che gli operatori che trattano i malati Covid operino esclusivamente in quegli ambienti e si alternino al cambio turno senza rischiare di diffondere il virus nei restanti reparti ospedalieri come è già accaduto”.

C’è poi un’altra criticità rispetto alla quale il Pd lancia un appello. “Lanciamo un appello perché ci confermano che al San Timoteo mancano i CIPAP ed i caschi e che in nottata sono stati prelevati dal Veneziale di Isernia per portarli a Termoli. Tutto questo per dire che non si può e non si deve perdere ulteriore tempo, si vada in aiuto adesso dell’ospedale San Timoteo”.

In tutto ciò dell’ospedale Vietri, che dovrebbe aprire il più in fretta possibile secondo le notizie riferite dal commissario ad acta Giustini che ha ottenuto il nulla osta da Roma,  si continua a tacere.