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Cardarelli al collasso, Rianimazione satura. Toma: “Se necessario chiederemo aiuto ad altre regioni”

La situazione dell'ospedale civile preoccupa il sindaco del capoluogo che in una nota chiede all'Asrem di illustrare le eventuali soluzioni all'emergenza. Intanto Toma riferisce all'Ansa che, se dovessero servire posti letto in terapia intensiva, si ricorrerà alla solidarietà interregionale

I reparti Covid del Cardarelli sono saturi, con 12 pazienti in Rianimazione e 66 in Infettive, e il Presidente Donato Toma non esclude che si possa ricorrere alla ‘solidarietà’ delle altre Regioni nonchè alle strutture private.

In particolare il Capo della Giunta regionale ha riferito all’Ansa che “Se sarà necessario reperire ulteriori posti letto in Terapia intensiva attiveremo la rete Cross (Centrale remota operazioni soccorso sanitario), che ci dà disponibilità di terapie intensive in tutta Italia, oltre ai privati accreditati”.

Toma ha ricordato inoltre come “la Cross fu attivata lo scorso anno da Bergamo per due pazienti che furono ospitati presso la terapia intensiva dell’ospedale Cardarelli di Campobasso”.

Ora però sono il Molise e il suo ospedale hub ad essere in affanno. Ieri sera (ultimo bollettino Asrem) la situazione riferiva di 78 pazienti Covid ospedalizzati, di cui 12 in condizioni critiche e ricoverati in Terapia Intensiva. E 12 è proprio il numero limite di posti disponibili, oltre il quale si dovranno attivare altri posti in Rianimazione ricavati nel blocco operatorio. Tutto ciò anche perchè i famigerati prefabbricati destinati agli ospedali molisani (che dovevano essere pronti entro gennaio) sono finora rimasti sulla carta.

Il Governatore ha spiegato all’Ansa come la Cross sia possibile e già rodata. “Lo abbiamo già fatto qualche mese fa – ha aggiunto Toma – quando nel reparto di terapia intensiva c’erano 13 pazienti”. “È chiaro – ha aggiunto – che se dovessero servire altri posti, in qualità di autorità di Protezione civile utilizzerò anche le strutture private regionali accreditate. È compito del Commissario ad Acta provvedere alla contrattualizzazione, ma ad oggi non so cosa stia facendo. Sottolineo comunque che se dovesse essere necessario stabilizzare un paziente non aspetteremo la Cross. Se c’è posto negli ospedali di Isernia e Termoli attiveremo le norme di sicurezza e lo stabilizzeremo, come è avvenuto – ha ricordato – nel caso di un ragazzo di Termoli”.

 

La situazione dell’ospedale Cardarelli non può non preoccupare anche il sindaco del capoluogo, perplesso per le nuove difficoltà che si preannunciano con l’aumento progressivo del numero dei degenti.

Il sindaco di Campobasso Roberto Gravina al riguardo ha parlato oggi 6 febbraio di una situazione che ogni giorno si complica ulteriormente perché “con i ricoveri di ieri e con il reparto di terapia intensiva giunto al limite – scrive -, la preoccupazione per la gestione, in termini organizzativi dell’assistenza sanitaria, si fa ancora più forte e non lo dico facendo riferimento solo a Campobasso, ma a tutta la regione. Se i numeri dovessero continuare a crescere, ci sarebbero problemi enormi che, allo stato attuale, va chiarito sin da subito come si intenderà affrontare”.

Non vuole alimentare alcuna polemica ma in quanto sindaco si sente in dovere di informare la popolazione su quanto sta accadendo. “Altrettanto doverosa – continua – è la solidarietà che esprimo per i colleghi di Termoli, Campomarino e degli altri comuni del Basso Molise che si ritrovano a dover affrontare momenti difficili che, è bene non dimenticarlo, potrebbero toccare qualunque comunità, come del resto è stato già dimostrato”.

Gravina ribadisce – ancora una volta e come già fatto da altri suoi colleghi – quanto “sia imprescindibile, da parte dell’Asrem, organizzare un flusso comunicativo adeguato per permettere a tutti i primi cittadini di valutare compiutamente cosa sta accadendo sul proprio territorio, senza incertezze e continue correzioni. Dopo aver fatto notare nuovamente nei giorni scorsi all’azienda sanitaria che anche negli ultimi bollettini che ci venivano inviati in Comune comparivano ancora, tra i casi segnalati come positivi, diverse persone oramai guarite – ha sottolineato Gravina -, ieri sera, 5 febbraio, l’Asrem ci ha inviato un nuovo bollettino, sempre su fogli Excel, con dati, si spera, questa volta più aggiornati rispetto ai precedenti. Per cui ad oggi, 6 febbraio, dopo gli 8 positivi e 5 guariti registrati ieri in città, a Campobasso il numero totale degli attualmente positivi è di 116 persone”.

Conclude però rammentando che se ci si ritrova in diversi comuni a dover rincorrere e verificare i dati in continuazione “purtroppo un motivo c’è ed è un motivo strettamente organizzativo – ha detto -, perché risulta difficile immaginare i motivi che, da un anno a questa parte, impediscono all’Asrem di dotarsi di un sistema diverso dai fogli Excel. Al di là delle difficoltà di tracciamento e ben consci del grande sforzo che il personale addetto è chiamato a fare ogni giorno per raccogliere i dati, ci sarebbe stato tutto il tempo, per l’Asrem, per scegliere di dotarsi quantomeno di un software adeguato allo scopo”.

Intanto l’Asrem è corsa ai ripari per ‘alleggerire’ la situazione del 118 Molise facendo un avviso per affidare in urgenza il servizio di trasporto intraospedaliero a chiamata di pazienti Covid o sospetti Covid. Lo abbiamo detto tante volte: le ambulanze che non fanno che trasportare da un ospedale molisano all’altro i pazienti Covid rischiano di non essere in grado di fronteggiare anche le emergenze che Covid non sono. L’affidamento è ad un punto di svolta.

Poche ambulanze, Asrem cerca operatori per trasporto pazienti Covid