Primo screening di massa a Guglionesi. “Stiamo pagando un prezzo altissimo, ora più che mai è fondamentale stare attenti”

Mercoledì via ai test rapidi per la popolazione di Guglionesi, dove i casi accertati sono oltre 45 e dove, in una settimana, hanno perso la vita 4 persone tra cui un 38enne padre di tre bambine. Il sindaco Mario Bellotti: "La variante inglese è molto infettiva, nessuno può sentirsi al sicuro. Rispettare in modo serio e rigoroso le misure anti-contagio".

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Sono oltre 45 i contagi accertati a Guglionesi, uno dei Comuni più popolosi della zona rossa con 5200 abitanti. Anche qui i numeri sono cresciuti e il contagio ha imposto – in aggiunta alle misure regionali – ordinanze di chiusura del parco cittadino, del campo sportivo e il divieto di asporto per i locali di bar e ristorazione, che non sono pochi.

Guglionesi sta facendo i conti con i lutti: quattro in una settimana. Hanno perso la vita un 80enne, un 73enne, un 71enne e un 38enne, Mirko, il cui caso è arrivato anche sulla stampa nazionale. Morti che hanno profondamente turbato e addolorato la comunità del paese alle porte di Termoli, che in queste ore sta organizzando il primo screening di massa della sua storia.

“Sto ultimando i dettagli dell’indagine epidemiologica con la Croce Rossa – spiega il sindaco Mario Bellotti che con la sua maggioranza ha accolto subito l’istanza della opposizione – e salvo imprevisti si dovrebbe partire subito, quindi da domani”.

Screening guglionesi

Mercoledì, giovedì e venerdì saranno i giorni deputati allo screening con procedura di drive-in. I cittadini, su base volontaria come accade sempre (e non potrebbe essere il contrario) si recheranno in auto nel piazzale antistante il campo sportivo dotati di autocertificazione, cioè di un modulo compilato nel quale acconsentono a sottoporsi al test antigenico. Si tratta di un tampone cosiddetto rapido che permette nel giro di poco tempo (venti minuti al massimo) di sapere se si è positivi o negativi al coronavirus. “Chi risulterà positivo – aggiunge il primo cittadino – farà il tampone molecolare, quello della Asrem, che ha una precisione maggiore”.

Avete pensato anche a una iniziativa dedicata alle scuole?

“Le scuole la prossima settimana saranno coinvolte dalla seconda fase di screening destinata ai docenti, al personale non docente e a tutti gli alunni, dall’asilo al liceo. Accadrà venerdì e sabato 5 e 6 marzo, prima della scadenza delle restrizioni della zona rossa e alla vigilia del rientro in classe in presenza”.

Lo screening è a carico del Comune?

“Certamente, ma abbiamo già previsto le somme in bilancio per acquisto di 1500 tamponi e per il lavoro della Croce Rossa. Ovvio che è impossibile fare uno screening a tutti. So che Termoli ha comprato 4000 tamponi, Campomarino ne ha fatti 1500. Siamo in linea con questi numeri”.

Ci saranno aiuti esterni?

“Abbiamo chiesto e stiamo ottenendo donazioni mirate da parte di imprese del territorio, e anche il Consorzio industriale contribuirà con dei fondi. Credo che contribuiranno anche alcune aziende del Consorzio che hanno interesse che i dipendenti siano negativi ma anche che i familiari, dove tornano ogni sera a casa i dipendenti, siano il più possibile negativi. Questo per arginare il contagio nelle fabbriche”.

A cosa serve davvero uno screening di massa in piena pandemia?

“A monitorare meglio la situazione e a conoscere in fretta il livello di rischio reale della diffusione del contagio. Ma attenzione, non è un modo per sentirsi tutti più tranquilli perché essere negativi oggi non significa non poter contrarre il virus un attimo dopo. Lo screening è un mezzo per tutelare la popolazione e monitorare il territorio”.

Castellara Guglionesi

I casi sono aumentati in maniera importante nelle ultime settimane. C’è preoccupazione, o addirittura paura?

I dati che ci arrivano dalla Asrem non contemplano gli ultimi casi sia per tamponi rapidi sia per tamponi molecolari che non sono ancora stati registrati. Sono circa 45 i casi reali. E poi ci sono le morti, che ci hanno lasciato attoniti anche perché si parla di persone giovani. Certo siamo preoccupati, allarmati. Ma siamo anche determinati ad affrontare nel miglior modo possibile questa pandemia con tutte le accortezze e attenendosi scrupolosamente a tutte le misure sanitarie e precauzionali dettate dal protocollo”.

La variante inglese che circola in Basso Molise al 60%, come riferito dagli esperti, è motivo aggiuntivo di timori?

“Lo è. È una variante che sappiamo essere molto più trasmissibile e molto più infettiva. A maggior ragione bisogna continuare a stare attentissimi e rispettare le regole. Mi riferisco in via prioritaria a limitare ogni spostamento. Si deve uscire il meno possibile e solo per le necessità di lavoro, spesa e farmacia. Non si può passeggiare e per questo ho chiuso il nostro fiore all’occhiello, la villa comunale. A malincuore, ma era necessario dare un segnale anche in tal senso”.

Per quanto riguarda i controlli che avevate chiesto come sindaci che dice? Stanno funzionando?

“Questa volta i controlli ci sono, ritengo che siano più presenti rispetto alla prima fase della pandemia. Questo anche grazie all’implementazione dei nostri vigili urbani, che prima non c’erano e oggi – a distanza di un anno dall’inizio – sono tre e riescono a essere presenti sul territorio. Sono state fatte anche delle multe da parte delle forze dell’ordine. L’unica cosa che mi spiace è che i controlli siano fatti da pattuglie che arrivano da fuori perché i nostri carabinieri devono andare in altri paesi. Non contesto la scelta, ma sono rammaricato perché loro conoscono il territorio e sarebbe più semplice. Guglionesi non è un comune piccolo, anzi: parliamo di 5200 persone e a un territorio molto vasto, quindi ha bisogno di un controllo di un certo rilievo”.

Sono state previste misure straordinarie della Regione per le attività della zona rossa?

“Non mi risulta che ad oggi ci sia qualcosa, al di là delle misure statali, per i negozi, le piccole attività, gli artigiani,  bar, eccetera. Se n’è parlato, e tra l’altro la gente mi chiede ma non ha ancora risposte dalla Regione. Noi come Comune faremo la nostra parte per dare una mano alle attività, troveremo una forma di aiuto anche in termini di tassazione, ma chiaramente non è risolutiva per il commercio, la ristorazione, le palestre e l’artigianato, tutte quelle attività che hanno sofferto in questo lungo periodo. Siamo in fase di redazione del bilancio e certamente pensiamo anche a loro, però abbiamo bisogno anche di altro, dell’aiuto della Regione, perché un comune non è in grado di far fronte a questa emergenza con le sue forze”.

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