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Preoccupa il virus inglese, Pd: “Chiudiamo scuole e attività non essenziali”

La proposta dei consiglieri di opposizione a palazzo San Giorgio: "La campagna vaccinale per alunni e personale scolastico è in alto mare"

“Occorre chiudere le scuole e valutare la chiusura di tutte le attività non essenziali di Campobasso”. E’ la proposta dei consiglieri di centrosinistra a Palazzo San Giorgio: l’ex sindaco Antonio Battista, Alessandra Salvatore, Giose Trivisonno e Bibiana Chierchia sollecitano il sindaco Roberto Gravina per evitare che il virus dilaghi anche nei plessi. Nel capoluogo attualmente si registrano 120 positivi secondo i dati Asrem resi noti dal Municipio, ma non ci sarebbero focolai importanti come emerso invece a novembre (ad esempio alla media Colozza nove classi vennero poste in quarantena, ndr).

Una preoccupazione espressa anche da una parte dei genitori di Campobasso, alcuni dei quali hanno messo nero su bianco i rischi dell’attività didattica in presenza in una lettera che in questi giorni sta facendo il giro delle chat delle scuole.

Probabilmente anche da qui parte la richiesta dei consiglieri di centrosinistra che spiegano:  “La presenza conclamata del più contagioso ceppo inglese del virus, la pressione insostenibile sugli ospedali regionali, la campagna vaccinale ancora in alto mare, la compresenza di docenti, personale ATA ed alunni, tutti ancora non vaccinati, in spazi dove non è possibile assicurare la necessaria areazione, impongono una chiusura delle scuole di ogni ordine e grado.

È una scelta dolorosa, ma che, se fatta oggi, produrrà effetti positivi in futuro, per tutti”.

Pd Campobasso Battista Chierchia Salvatore Trivisonno

Infine per limitare la circolazione delle persone e arginare la diffusione del virus gli esponenti dell’opposizione chiedono al sindaco anche la chiusura delle attività non essenziali: “Auspicabile, in realtà, la chiusura, con i conseguenti indispensabili ristori, di tutte le attività e dei luoghi dove è inevitabile la compresenza di più persone per molte ore, ma non è possibile garantire il necessario distanziamento e la opportuna areazione”.

Il sindaco Gravina, forse lo ricorderete, decise di chiudere tutte le scuole della città dopo le festività natalizie, ossia quando non è chiara la situazione epidemiologica in città sulla base dei dati forniti dall’Asrem.