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Picco dei contagi lontano, la proroga della Zona rossa appare scontata. “Va allargata a Campobasso”

I numeri crescenti dovuti alla variante inglese fanno temere che il contagio possa esplodere anche nel capoluogo. Ennesima riunione interlocutoria fra Toma e sindaci, decisioni attese nel fine settimana

La proroga alla zona rossa di 28 paesi del distretto sanitario di Termoli e del Basso Molise appare poco più che una formalità ma attualmente non è stata ancora ufficializzata. Nemmeno ieri, durante la riunione in videoconferenza fra il presidente regionale Donato Toma e alcuni dei sindaci del territorio dichiarato zona rossa lo scorso 7 febbraio, è emersa una decisione definitiva.

Il presidente si è infatti riservato di decidere dopo gli ultimi dati dell’azienda sanitaria regionale sui contagi, dati che dovrebbero arrivare sabato prossimo 20 febbraio. Da ricordare che lo stesso Toma aveva annunciato di voler allargare la zona rossa a cinque comuni (Bonefro, Lupara, Montelongo, Morrone del Sannio e Provvidenti) dello stesso Distretto dapprima esclusi per assenza di contagi, ma quel provvedimento non si è mai visto.

Tuttavia una decisione diversa dalla proroga della zona rossa appare davvero improbabile considerando che in molti territori, Termoli in primis, il picco dei contagi non sembra nemmeno vicino. Anzi, secondo diverse previsioni effettuate incrociando dati Asrem e tamponi rapidi effettuati in diversi paesi, il numero dei positivi è destinato a crescere almeno fino all’inizio della prossima settimana. Ne sono convinti diversi sindaci, piuttosto amareggiati dopo il confronto on line con Toma. Molti di loro preferiscono non rilasciare dichiarazioni ufficiali, tuttavia fanno trapelare un certo disagio per la mancanza di un piano di gestione dell’emergenza.

Soltanto a Termoli ieri sono emersi ben 40 nuovi contagi, numeri impressionanti ma che potrebbero essere soltanto il preludio a una nuova impennata di positività. San Martino in Pensilis è uno dei paesi che sta scontando un incremento impetuoso dei contagi con numeri ben più alti di quelli in mano all’Asrem e oltre i 100 positivi. Sono 4 i decessi avvenuti soltanto nell’ultima settimana in un paese che era rimasto indenne finora in termini di vittime da covid-19. Portocannone, paese limitrofo, conta circa 40 contagi. Larino nell’ultimo aggiornamento ne ha conteggiati 54, cifra che esclude i detenuti del carcere.

Ma come detto, in molte realtà i numeri sono ben diversi da quelli forniti dall’azienda sanitaria regionale del Molise che purtroppo non riesce ormai da mesi a effettuare un tracciamento efficace per prevenire nuovi contagi. Numerosi comuni si sono quindi affidati a screening di massa con tamponi antigenici svolti sia in modalità drive-through in piazza, sia in aziende e associazioni. Intervento previsto a breve a Larino e tra qualche giorno a Portocannone. Lo stesso era stato annunciato anche dal Comune di Termoli, quasi una settimana fa, ma agli annunci finora non è stato dato seguito.

Il grosso problema è che la variante inglese ormai conclamata sul nostro territorio sta contagiando a ritmi non previsti e ai quali né la popolazione né le autorità erano preparate. “Se prima di Natale il contagio entrava in una casa, mediamente risultava contagiato il 50% dei familiari. Adesso si infetta il 100%”. Così uno dei sindaci più critici nei confronti delle decisioni adottate finora dalla Regione e dall’Asrem.

La zona rossa è arrivata tardi per Campomarino e tardi per il Basso Molise. Adesso rischia di arrivare tardi per il resto della provincia di Campobasso. Se la variante inglese si diffonde anche nel capoluogo che è il territorio più popolato, saranno guai. Già ora gli ospedali sono pieni”. In questo senso i numeri rilevati ieri su Campobasso non fanno stare tranquilli.

Un altro primo cittadino rincara. “Sta succedendo che la gente muore in casa senza assistenza, è indegno”. Da parte loro emerge un po’ di sfiducia dovuta al continuo rimpallo di decisioni fra Regione, Asrem e Commissario, oltre alla consapevolezza che nemmeno il Vietri riaperto possa essere considerato salvifico.

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Difficile quindi che si possa uscire dalla zona rossa a breve e la proroga potrebbe estenderla di almeno una o due settimane.

In tutto questo, si attendono anche le decisioni del Ministero della Salute che come ormai di consueto comunicherà venerdì l’eventuale cambio di colore delle Regioni, in termini di restrizioni personali e di mobilità. Può anche darsi che il Molise venga decretato zona arancione come ci si aspettava già da un paio di settimane tanto che risulta questa incongruenza di una zona rossa per circa un terzo del territorio e zona invece gialla per la restante parte del Molise.

Il crescente numero dei contagi, l’esistenza della variante inglese e soprattutto la carenza dei posti letto che caratterizza il Molise sembrano ragioni opportune per un cambio di colorazione, ma tutto resta in bilico in assenza di dati certi elaborati poi dall’ormai famigerato algoritmo dell’Istituto Superiore di Sanità.