Terapie Intensive, il piano di emergenza: 26 posti in 3 moduli prefabbricati pronti entro la metà di marzo. Nell’ospedale da campo malati no covid foto

Complici le scelte tardive delle autorità politiche e sanitarie e la situazione legati all'exploit di contagi e ospedalizzazioni, il piano dell'emergenza viene modificato. Si corre ai ripari con le Rianimazioni mobili: i primi 10 posti dovrebbero essere pronti a Campobasso, poi da domani prenderanno il via i lavori anche al San Timoteo. Altri 6 saranno attivati al Veneziale di Isernia. Intanto si chiarisce la destinazione dell'ospedale da campo: servirà per accogliere 24 pazienti ordinari (no covid) e far spazio al San Timoteo per la cura contro il virus.

La morsa letale del virus stringe sempre di più. Il rumore degli elicotteri dell’elisoccorso diventato la colonna sonora di giornate di dolore. Insieme alle sirene delle ambulanze che trasportano persone che cercano di sopravvivere.

In questo drammatico scenario il piano dell’emergenza covid è stato profondamente modificato per fronteggiare un’emergenza mai vissuta prima.  L’epidemia è più veloce delle decisioni assunte dalle autorità politiche e sanitarie locali che sono dovute correre ai ripari per cercare di fermare la ‘falce’ mortale del Sars-Cov-2, che uccide quotidianamente.

E dunque, dopo mesi di ritardi e mancati adempimenti rispetto all’attivazione di posti letto specifici per l’intensiva covid, si ricorre ai moduli prefabbricati. La Rianimazione mobile, viene anche definita. Si tratta di strutture removibili allestite all’esterno dei tre presidi ospedalieri pubblici del Molise: il Cardarelli di Campobasso, il San Timoteo di Termoli e il Veneziale di Isernia.

26 INTENSIVE IN 3 PREFABBRICATI – Secondo l’annuncio che il presidente della Regione Molise Donato Toma ha fatto oggi (23 febbraio) nell’informativa in Consiglio regionale saranno 26 le postazioni con monitoraggio h24 e sistema di ventilazione polmonare che saranno attivate nei tre ospedali: 10 al Cardarelli, altrettante al San Timoteo, 6 a Isernia.

Purtroppo nemmeno questa volta nel cronoprogramma tracciato dal governatore sono emersi tempi certi. “A Campobasso le strutture sanitarie mobili (con 10 posti letto) per le intensive dovrebbero essere consegnate il 3 marzo. Domani (24 febbraio, ndr) dovrebbero iniziare i lavori per realizzare 10 posti di intensive nelle strutture sanitarie mobili a Termoli. Presumibilmente saranno consegnate il 15 marzo, mentre immagino che in quella stessa data anche a Isernia saranno consegnate strutture per 6 posti terapie intensive”.

Moduli terapia intensiva Cardarelli Campobasso ospedale covid

MOLISE IMPREPARATO PER TERZA ONDATA – Guardando il calendario, anche se la roadmap per la realizzazione della Rianimazione mobile dovesse essere rispettata, ci aspettano almeno altri 20 giorni durissimi. Secondo gli scienziati e gli esperti che da un anno stanno seguendo l’evoluzione del virus Sars-Cov-2 e delle sue mutazioni, il picco di questa terza ondata non è ancora stato raggiunto. Il Molise arriverà pertanto a metà marzo, quando verosimilmente il numero di contagi e di conseguenza di ospedalizzazioni e purtroppo decessi potrebbe raggiungere le sue cifre peggiori, con una situazione di 40 posti di terapia intensiva afferenti al pubblico.

I PRIVATI – In questo panorama il ruolo delle strutture private, che dovevano essere attivate nella quarta fase della emergenza ma con le quali il commissario Giustini non ha perfezionato le relative convenzioni, non è chiaro. Si apprende però, in queste ore, che il Gemelli Molise ha messo in funzione una terapia intensiva covid con il personale rianimatore della struttura. Sarebbero tre al momento le postazioni di rianimazione riservate al trattamento dei degenti covid. Mentre altri posti letto a media e bassa intensità sono già destinati ai pazienti affetti dal virus.

Nell’ospedale privato di Largo Gemelli si aspettano il personale e le strumentazioni che il gruppo Neuromed, dopo aver proposto l’impiego della clinica Pavone di Salcito (poi preferita dal Gemelli), aveva deciso di mettere a disposizione per lasciare indenne dall’emergenza covid la struttura sanitaria di Pozzilli.

LA FASE 5 – I tempi di attivazione dovranno essere il più rapidi possibile visto che il Molise ormai da una settimana è entrato nella fase 5, la più critica dell’emergenza, ed è stato costretto a ricorrere alla rete Cross per il trasferimento dei pazienti che hanno bisogno di essere intubati e che non hanno posto negli ospedali regionali. Dove, al di là dei dati rilanciati nelle carte ufficiali a disposizione del Ministero della Salute, i posti di terapia intensiva sono soltanto 12. Con possibilità di arrivare a 17, 18 al massimo, ricorrendo ai letti del blocco operatorio del Cardarelli, come è stato fatto anche ieri quando per la prima volta nella storia della pandemia in Molise il numero dei ricoverati ha raggiunto cifre da record.

IL REBUS DEI NUMERI – Ma quante sono davvero le terapie intensive presenti in Molise? Oggi il governatore Toma, in Aula, ha ribadito che “prima dell’emergenza sono stati dichiarati 30 posti letto di terapia intensiva tra pubblico e privato accreditato. Nel corso dell’epidemia, c’è stata un’implementazione di ulteriori 4 posti. Infine, c’è stato un ulteriore incremento nelle terapie intensive che sono state portate a 39”.

Il numero di posti letto pre-emergenza in rianimazione di cui il Molise dispone è 30, così suddiviso: 6 posti al Cardarelli, altrettanti a Isernia, 5 a Termoli. Infine, 13 posti sono messi a disposizione dai privati accreditati: 7 al Gemelli e 6 al Neuromed.

A questa cifra (30) si aggiungono i 9 posti letto di terapia intensiva covid ricavati sempre al Cardarelli di Campobasso. Si tratta però, come è facilmente dimostrabile, di un dato vero solo sulla carta, perché a conti fatti gli accordi con i soggetti privati non sono mai stati perfezionati e perché la terapia intensiva covid al Cardarelli ha gradualmente risucchiato quella no covid, finendo per assorbirla in gran parte.

Su questo dato – 39 posti di Terapia Intensiva – il Ministero ha elaborato settimanalmente il famoso algoritmo che, unitamente all’indice RT, ha consentito di assegnare il colore alle regioni. Ovvio che il Molise, che aspetta anche l’esito dell’ispezione dei delegati del Ministero, è rimasto giallo fino a una settimana fa perché la soglia critica di occupazione delle Intensive da pazienti covid, pari al 30%, non era ancora stata superata.

Ma questi 39 posti letto sono realmente disponibili? Questa è la domanda oggetto di una serie di verifiche e accertamenti anche di natura giudiziaria e di cui si sta occupando la Procura di Campobasso. Di sicuro c’è che i 14 posti aggiuntivi di intensiva che dovevano essere attivati in Molise entro il 31 gennaio 2021 sono ancora fantascienza.

La torre covid al Cardarelli non è nemmeno iniziata. La stessa cosa si può dire per i 3 posti di intensiva in più da ricavare nella attuale rianimazione del San Timoteo e i due nell’attuale rianimazione del Veneziale di Isernia.

Oggi abbiamo finalmente scoperto che c’è una piccola novità sull’intervento approvato dal commissario per l’emergenza Domenico Arcuri che ha scelto l’Asrem come soggetto attuatore.

“E’ finalmente partito l’affidamento lavori per 14 posti di Terapia intensiva in più nell’ex hospice di Campobasso”, l’annuncio che sempre Toma ha fatto in Aula senza specificare i tempi di consegna della struttura.

A TERMOLI LA CONSEGNA DELL’OSPEDALE DA CAMPO DELLA CROCE ROSSA PER PAZIENTI NO COVID

Domani, mercoledì, sarà completato l’ospedale da campo nel piazzale antistante l’ospedale San Timoteo di Termoli, altra soluzione di emergenza nel cuore della zona rossa molisana. Lo ha assicurato sempre il presidente della Regione nelle stesse ore in cui in Contrada Colle Macchiuzzo proseguono i lavori per montare la struttura che sarà affidata al personale Croce Rossa.

In queste ora sarà completata l’installazione delle tre tende, ognuna con una disponibilità di 8 posti letto, per un totale di 24. Ma contrariamente a quanto era stato ipotizzato in un primo momento, non saranno utilizzati per sub intensiva covid, cioè per cure a media e bassa intensità riservate a pazienti che hanno contratto il virus. Saranno impiegati invece, come ha precisato il direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano, per pazienti no covid “in modo da consentirci di aprire, se necessario, altre aree sub-intensive covid all’interno dell’ospedale San Timoteo”.

E’ plausibile ritenere che l’ospedale da campo servirà in via prevalente per i degenti di Medicina, con il conseguente effetto di liberare il reparto interno alla struttura per destinarlo ad un ampliamento dell’area grigia e di sub intensiva destinata alla cura dei pazienti con la covid-19.