Personale allo stremo, spuntano gli infermieri pronti a rientrare in Molise: “Ma l’Asrem ci ignora”

Per effetto di una legge esistente, il personale già contrattualizzato con un’altra Asl potrebbe prendere servizio in pochi giorni senza dover passare da bandi o graduatorie. Ma finora le richieste di professionisti da Lombardia, Emilia-Romagna e Marche non hanno avuto risposta e il Molise continua ad avere carenze di organico

C’è una nemmeno troppo piccola schiera di persone, qualificate e già formate, che sarebbe pronta a venire in soccorso del Molise. Sono infermieri già sotto contratto con altre Asl, al lavoro in questi mesi in altre regioni, ma disposti a rientrare nella propria regione d’origine. Qualcuno ha già presentato domanda, senza ottenere alcuna risposta dall’Asrem. “Siamo totalmente ignorati” denuncia il sindacato Nursing a nome di una decina di infermieri.

Sarebbe un modo per velocizzare i tempi e, almeno per quanto riguarda gli infermieri, far arrivare nuovo personale a disposizione delle strutture ospedaliere del Molise, ormai al collasso anche per carenza di medici e, appunto, infermieri. Un modo che permetterebbe di bypassare concorsi e graduatorie e quindi molto più rapido rispetto al Bando pubblico della Protezione civile per 18 medici, 30 infermieri e 15 operatori socio-sanitari al quale hanno già risposto 11 medici, 144 infermieri e addirittura 1.292 Oss.

Bando emergenza covid in Molise, rispondono solo 11 medici. Ne servono almeno 18

C’è infatti una norma, l’articolo 30 del decreto legislativo 165/2001, la quale prevede la cosiddetta mobilità volontaria, cioè il passaggio su base volontaria mediante cessione del contratto di lavoro da un’amministrazione pubblica a un’altra e che può consistere anche in uno scambio di due dipendenti senza immissione di nuove unità di personale nel pubblico impiego. Una norma che riguarda nel settore sanitario nello specifico gli infermieri e non i medici.

Siamo una decina circa considerando solo quelli che ho contattato io, ma sono sicuro che ce ne sono molti altri” fa sapere un operatore sanitario originario del Basso Molise e impegnato da mesi nella lotta contro il covid.

“Siamo di Termoli, Campobasso e altre zone della provincia, e lavoriamo nelle Marche, in Emilia Romagna e in Lombardia. Abbiamo già presentato domanda e basterebbe il nulla osta dell’Asrem per il trasferimento ma finora nessuna risposta” riferisce uno degli infermieri intenzionato a tornare a casa.

Inoltre fa notare sempre che questa prospettiva potrebbe essere allettante “anche per lavoratori di regioni limitrofe come l’alta Puglia che sarebbero disposti a venire a lavorare in Molise pur di riavvicinarsi a casa”.

La vicenda è seguita nel dettaglio dal sindacalista Antonio Licursi della sigla Nursing. “Dal 2017 facciamo questa battaglia e già con il direttore generale Gennaro Sosto ne avevamo parlato all’epoca”.

Secondo Licursi dopo un anno di battaglia in prima linea con turni massacranti e contagi frequenti, “ormai gli infermieri sono allo stremo. Vengono impiegati per fare i tamponi, per somministrare i vaccini e come Usca, che tra l’altro non sono nemmeno in numero sufficiente”.

Secondo Licursi la questione sarebbe risolvibile con un semplice nulla osta. “La direzione amministrativa è statica, servirebbe più dinamismo. Bisognerebbe valutare queste situazioni e dare il via libera. C’è ad esempio una infermiera che da Campobasso vuole trasferirsi a Vasto e un suo collega che da Vasto sarebbe disponibile a passare a Termoli. Ebbene, mentre l’Asl abruzzese ha già dato il suo benestare, in Molise tutto tace. Chiediamo semplicemente che vengano prese in esame queste richieste per dare il via libera ai rientri. Nel giro di pochi giorni ci sarebbero più infermieri disponibili per rientrare”. Il che sarebbe una boccata d’ossigeno per gli operatori già al lavoro in condizioni molto difficili visto il crescente aumento di contagi e ricoveri per Covid-19.

“C’è un infermiere che ha già chiesto di andar via alla Asl per cui lavora nelle Marche – prosegue Licursi -. Questa Asl sta aspettando soltanto il nulla osta dal Molise per poter scalare la graduatoria esistente per gli infermieri. Cosa stiamo aspettando? Stiamo assistendo increduli alla mancanza di assistenza per i malati che molto spesso rimangono a casa senza possibilità di cure mentre bisognerebbe ricordarsi che la sanità e dei cittadini e dovremmo essere a loro disposizione”.

Il sindacato Nursing denuncia inoltre un’altra situazione incresciosa. “Ci troviamo di fronte al fatto che agli infermieri guariti dal covid adesso viene richiesto di fare un test sierologico a proprie spese per accertare la presenza di anticorpi nel loro organismo prima di poter fare i vaccini. È qualcosa di incredibile perché l’azienda sanitaria dovrebbe tutelare la salute dei propri dipendenti prima di quella dei pazienti”.