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Ospedali saturi e quelle “percentuali inspiegabili”. Ma i molisani trasferiti in elicottero sono ormai la regola

Se a marzo era stata la nostra regione ad accogliere due pazienti bergamaschi, adesso siamo noi a chiedere soccorso in altri territori. Eppure secondo i dati i posti in Terapia Intensiva ci sarebbero ma nei fatti non è vero. Dal sindaco di Civitacampomarano la richiesta di rimozione di Giustini e Florenzano

I trasferimenti dei pazienti molisani in altre regioni sono ormai la regola. Non c’è posto nei nosocomi della nostra regione, né tantomeno sono sufficienti i posti in terapia intensiva, nonostante i dati ufficiali dicono il contrario.

È di questa mattina l’ennesimo trasferimento in elicottero, addirittura verso la regione Toscana, di un paziente bisognoso di cure e assistenza sanitaria che il Molise non è stato capace di garantirgli. Esattamente quanto succedeva a marzo, nel pieno della prima ondata che aveva travolto la Lombardia in particolare il bergamasco, quando due pazienti arrivati proprio da quella provincia vennero affidati alle cure dell’ospedale Cardarelli di Campobasso, adesso sta accadendo il contrario.

L’attivazione della rete Cross, in sostanza solidarietà sanitaria e ospedaliera fra le varie regioni d’Italia, era stata annunciata una settimana fa dal Presidente Donato Toma ed è in effetti operativa. Dopo i primi trasferimenti in Puglia, il Molise è stato costretto a chiedere assistenza anche ad altre regioni. Ieri erano 14 i pazienti in Rianimazione, già oltre il limite di 12 del Cardarelli.

Il sindaco di Civitacampomarano Paolo Manuele questa mattina ha commentato un trasferimento in elicottero, senza risparmiare critiche verso la gestione dell’emergenza dovuta all’epidemia da covid-19 in Molise.

“Questa mattina nel piazzale adiacente allo stadio di Campobasso (perchè oltre a tante cose che mancano non c’è alcuna elisuperfice), è atterrato l’elicottero del 118 della Toscana, elibase Pegaso2 di Grosseto. L’aeromobile ha dovuto trasferire un paziente fuori regione, perché nel Molise non c’è disponibilità, mediante la rete Cross (Centrale Remota Operazioni Soccorso Sanitario)”.

Secondo Manuele, “posto che il Molise da anni vive una sofferenza del sistema sanitario, che il Sars-Cov2 ha assunto un dinamismo significativo in termini di contagi, è però bene che qualche testa cominci a non edulcorare più niente, a non fare più alcun pessimo comunicato sarcastico (pensando di avere humor) a mo’ di lezioncina abbastanza dilettantesca tra l’altro”, a non nascondere più nulla. I dati ormai sono evidenti, i fatti parlano da soli e, soprattutto, ci si è ritrovati apparentemente in pochi giorni in questo scenario ma, con dovute valutazioni e considerazioni di quanti sono addentri alla materia, in realtà le prospettive e le avvisaglie c’erano tutte”.

Il sindaco indica le responsabilità di quanto sta accadendo e chiede chiaramente di rimuovere sia il commissario Giustini che il dg Asrem Florenzano. “Quindi mentre ancora si aspettano le decisioni, ed i molisani assistono ai conclavi con la fumata grigia, la capacità di risposta del sistema sanitario regionale è più che compromessa. Forse qualche decisore romano (e tanta colpa a partire dal commissariamento è soprattutto del livello centrale di governo), al fine di garantire la salvaguardia della salute dei cittadini, ed in particolare per dare azioni e risposte concrete finalizzate a fronteggiare questo scenario, che ormai da maxiemergenza sta assumendo i lineamenti tecnici della catastrofe (definizione: i sistemi di soccorso sono danneggiati, e/o incapacitati a funzionare), dovrebbe decidersi ad utilizzare i poteri sostitutivi, provvedendo all’immediata rimozione dell’attuale commissario e dei vertici Asrem. In particolare non dovrebbero inviare nessuno fenomeno, semplicemente una persona preparata, di buon senso e che sia pragmatica”.

A questo si aggiunge il dato sulle terapie Intensive che sarebbero ancora disponibili secondo quanto viene comunicato settimanalmente al Ministero della Salute, ma che nella realtà dei fatti appare non veritiero. Un dato che come si può intuire, influisce anche sulle decisioni relative alle restrizioni, cioè le famose colorazioni delle Regioni. Lo evidenzia oggi il Partito Democratico di Campobasso in una nota in cui chiede pubbliche spiegazioni.

“I molisani hanno sempre più paura, non solo perché la situazione è obiettivamente preoccupante, ma anche perchè è evidente che non ci sono risposte a tante legittime domande.

Un esempio su tutti: leggiamo ancora dati ufficiali (determinanti per l’adozione delle misure di salvaguardia), relativi alle terapie intensive del Molise, che riportano una occupazione che non supera il 30% dei posti. Questo dato, alla luce della ufficiale attivazione della rete nazionale Cross (con invio dei pazienti Covid e di quelli non Covid fuori dal Molise), è inspiegabile. Non ci sono più posti di terapia intensiva in Molise (qualunque sia il numero di posti di cui ha contezza il Ministero), dunque, il dato relativo alla loro occupazione non dovrebbe essere del 30%, bensì del 100%.

Aspettiamo che il mistero delle terapie intensive venga svelato ed anche in fretta. Ogni ora che passa è un’ora persa per salvare vite e salute dei molisani”.