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Ore decisive per Vietri centro covid. Tra ritardi e litigi arriva l’appello: “Fate presto, gli ospedali sono allo stremo”

Un'altra giornata convulsa per la nostra regione che si trova ad affrontare una crisi sanitaria senza precedenti. Mentre si attende che il commissario Angelo Giustini firmi il decreto per attivare i posti letto nel nosocomio di Larino, al San Timoteo si continua a ricoverare pazienti covid a causa del blocco al Cardarelli. Il sindaco di Termoli minaccia di andare in Procura. Dall'opposizione si fanno sentire Facciolla (Pd) e l'ex presidente Iorio.

Ogni giorno che passa si rischiano nuovi lutti e dolore. “Gli ospedali molisani sono in forte sofferenza”, ha sintetizzato ieri sera nel corso dell’Unità di crisi il direttore generale dell’Asrem Oreste Florenzano chiedendo alla struttura commissariale di accelerare sulla scelta di un altro centro covid. Il Vietri di Larino sì o no? E’ questo il dilemma di fronte al quale si trova per l’ennesima volta la sanità molisana, la cui riorganizzazione è diventata essenziale e urgente per poter rispondere al bisogno di cure di un numero crescente di malati (non solo anziani, ma anche giovani) che arrivano in ospedale in condizioni disperate a causa dell’aggressività della variante inglese del virus.

Peccato che, mentre l’emergenza richiederebbe decisioni rapide, ieri sera proprio nel corso dell’Unità di crisi si racconta che si sia consumato l’ennesimo scontro tra il commissario Angelo Giustini e il suo vice, il sub commissario Ida Grossi.

I due, che già da tempo non sarebbero in sintonia (ricorderete la scelta dell’hub covid: la scorsa estate al Ministero Giustini ha inviato il progetto sul Vietri, la Grossi ha preferito il Cardarelli, ndr), pare che abbiano avuto un diverbio e siano arrivati anche a minacciare le dimissioni. In questo clima ad alta tensione, sembra che la ‘macchina’ per attivare i posti letto a Larino (preferita alla clinica di riabilitazione della famiglia Patriciello) si sia messa in moto anche perchè sembra che il commissario abbia ricevuto anche l’autorizzazione definitiva del Ministero per l’impiego di 23 medici venezuelani, di cui 11 subito disponibili a rinforzare il personale che opera nelle corsie degli ospedali molisani.

Ieri sembrava pure che l’operazione per allestire un centro a bassa e media intensità di cure nell’ospedale frentano fosse a buon punto, soprattutto dopo la controproposta del presidente del Neuromed, il professore Giovanni de Gaetano: “Mettiamo a disposizione gratuitamente le apparecchiature, possiamo inviare anche una parte del nostro personale medico ed infermieristico”.

Centro covid a Larino con apparecchiature e personale Neuromed: strada spianata per il Vietri

I ritardi nel tamponare l’emergenza sanitaria hanno provocato reazioni, soprattutto in Basso Molise. Il sindaco di Termoli Francesco Roberti, che oggi pomeriggio incontrerà il governatore Toma con i suoi colleghi amministratori della zona rossa del Basso Molise, ha minacciato di andare in Procura senza soluzioni immediate: “Prima avevano individuato una clinica di Salcito con sessanta posti letto prontamente disponibili per il ricovero di pazienti covid, unico costo il personale medico. Dopo la levata di scudi hanno optato per Larino, anche qui fornitura gratuita delle attrezzature mediche con il solo costo del personale, unico problema ricollocare i 50 pazienti presenti nella rsa di Larino oltre a verificare la coesistenza del reparto di Nefrologia”.

Purtroppo la situazione rischia di precipitare da un momento all’altro: “Mi giungono notizie che da questa mattina non possono accettare altri ricoveri a Campobasso e così hanno deciso in queste ore di ricoverare a Termoli pazienti covid che non trovano posto al Cardarelli. Non è dato sapere per quanto tempo durerà tale situazione, con quale personale si possa gestire una tale emergenza e con un ospedale che rischia di non garantire altre prestazioni. In caso non arriveranno rassicurazioni in merito, invierò un’informativa alla Procura per porre fine a questa vergognosa sceneggiata”.

La posizione di Roberti viene rinforzata dalla nota che 19 sindaci del Basso Molise hanno inviato a Regione, Asrem e struttura commissariale: oltre a diffidare l’Azienda sanitaria per ripristinare la funzione originaria del San Timoteo, gli amministratori chiedono “la immediata riapertura del Vietri di Larino, o altra struttura, come ulteriore sfogo per i pazienti Covid alla luce della notevole pressione che insiste sul Cardarelli, considerato che vengono meno, vista la nota di disponibilità della Neuromed, gli impedimenti della mancanza di personale ed attrezzatura”.

Anche la politica regionale alza la voce. Ieri a favore del Vietri si erano espressi per l’ennesima volta il Consiglio regionale (che ha approvato una mozione proposta da M5S) e l’ex governatore Iorio. Si fa sentire infine anche il consigliere regionale nonchè ex sindaco di San Martino in Pensilis Vittorino Facciolla: “Sono passate altre 24 ore e sulla riapertura del Vietri non è ancora stato deciso nulla, come se i tempi della pandemia non li decidesse il virus ma la politica”. Quindi le critiche alla struttura commissariale: “Oggi a tal riguardo è atteso il placet del sub comissario Grossi che, incurante dell’emergenza, continua a litigare con il commissario Giustini: al centro della questione c’è da parte della Grossi una forte, quanto incomprensibile, ostinazione a non riaprire il Vietri. Questa è la politica che a livello dei decisori continua ad essere inconcludente ed incapace di assumere responsabilità e azioni. Per non parlare di un Ministero che continua con gravi responsabilità ad ignorare la situazione Molise”.