Molise zona rossa, i sindaci chiudono le scuole: lezioni a distanza come un anno fa

Il presidente Toma ha dato la facoltà ai primi cittadini di decidere sugli istituti di loro competenza. E dopo Campobasso e Isernia, le lezioni si svolgeranno a distanza in numerosi altri comuni del Molise centrale

A differenza dei colleghi alla guida delle Regioni Campania e Abruzzo, il presidente della Regione Donato Toma ha lasciato loro la facoltà di decidere. E i sindaci, nonostante le attuali regole sulla zona rossa che consente le lezioni in classe fino alla prima media, hanno preferito evitare rischi e con singole ordinanze hanno decretato la chiusura delle scuole di loro competenza.

Una decisione era stata già presa dai primi cittadini dei capoluoghi molisani Roberto Gravina e Giacomo D’Apollonio per i plessi di Campobasso e Isernia. A inizio mese gli istituti scolastici erano stati ‘blindati’ nella prima zona rossa della regione, il Basso Molise, dove i sindaci hanno già firmato le rispettive ordinanze per prorogare la chiusura.

A poche ore dall’inizio della zona rossa in Molise (in vigore dalla mezzanotte di oggi fino al prossimo 15 marzo), nelle scorse ore hanno operato la stessa scelta i colleghi di numerosi altri Comuni, complice probabilmente anche l’allarme lanciato dal Comitato tecnico scientifico nazionale sulla diffusione negli istituti scolastici del virus che infetta persone sempre più giovani.

A Vinchiaturo attività didattica in presenza sospesa fino al 14 marzo, come stabilito dal sindaco Luigi Valente. Quest’ultimo, inoltre, ha inasprito le misure valide sul territorio comunale disponendo la chiusura del cimitero, di centri estetici, parrucchieri e barbieri, il divieto di celebrare funzioni religiose e la vendita con asporto. A Vinchiaturo sono state sospese anche le attività mercatali. Infine, Valente ha chiuso la villa comunale, i parchi giochi comunali, il Laghetto Collinare di Monteverde e il Dog Park comunale.

Misure anti-covid più restrittive anche a Bojano. Il sindaco Carmine Ruscetta ha firmato un’ordinanza valida da domani (1 marzo) fino al 7 per sospendere l’attività didattica in presenza e introdurre ulteriori divieti: non si potranno consumare cibi e bevande su aree pubbliche o private ad uso pubblico, comprese piazze strade parchi e giardini comunali. Sospese le attività mercatali e chiuse una serie di aree cittadina: il parco giochi Collodi, Largo Duomo, il giardino del monumento ai caduti, Largo Santa Maria del Parco, una parte del centro storico (palazzo Santoro e zona circostante), l’area circostante la scuola secondaria di primo grado e la palestra in via Pallotta, il parco giochi Lidl, piazza Terre longhe (compreso il campetto sportivo) e parco pietre cadute.

Off-limits anche le frazioni Civita Superiore, piazza Portello e il Belvedere; la zona antistante Santa Maria della libera e piazza Colalillo a Castellone, il piazzale antistante la chiesa di Sant’Emidio a Monteverde. Infine, il sindaco di Bojano ha disposto il divieto di creare assembramenti in attesa del proprio turno all’entrata nei pressi di negozi di generi alimentari, ricevitorie del lotto, istituti di credito, agenzie e uffici postali.

Scuole chiuse fino al 6 marzo a Baranello come comunicato dal primo cittadino Marco Maio che questa mattina ha firmato l’ordinanza per la primaria e la secondaria di primo grado dell’istituto ‘Barone’, oltre che per la sezione primavera. Fino al 14 marzo sarà chiusa la scuola dell’infanzia di Montagano. 

Lezioni a distanza anche a Fossalto fino al 12 marzo. A Campolieto, paese covid free, la sindaca Annamaria Palmiero ha firmato un’ordinanza per disporre la sospensione delle attività didattiche in presenza della scuola dell’infanzia e della scuola primaria. Fino al 6 marzo scuole chiuse, su decisione del primo cittadino Alessandro Amoroso, a Petrella: il provvedimento riguarda infanzia, primaria e medie.

Lezioni in Dad per l’intera durata della zona rossa anche a Ripalimosani dove attualmente, come riferisce il sindaco Marco Giampaolo, ci sono attualmente 13 positivi.

Stop alle lezioni in presenza fino al 15 marzo anche a Cercemaggiore, come riferito dal primo cittadino Gino Mascia che stasera ha firmato il relativo provvedimento. Stessa situazione a Sant’Elia a Pianisi: fino al 15 marzo sospesa la didattica in presenza per tutte le scuole, di ogni ordine e grado.

Fino al 6 marzo attività didattica in presenza anche a Riccia, come prevede l’ordinanza sindacale numero 12 per tutte le scuole di ogni ordine e grado pubbliche, private, paritarie, per i servizi per la prima infanzia (micronido e sezioni primavera) e per la scuola di musica comunale presenti sul territorio del Comune di Riccia. “Tale difficile decisione – riferisce l’amministrazione guidata da Testa – è stata presa in considerazione dell’introduzione della “zona rossa”, che rappresenta una situazione che induce ad adottare ulteriori misure idonee ad ottenere una riduzione della curva epidemiologica, e del parere inviato al Governo dal Comitato Tecnico Scientifico (CTS) che suggerisce di chiudere le scuole di ogni ordine e grado nelle regioni in rosso”.

Decisa la sospensione dell’attività didattica in presenza anche a Pietracatella con ordinanza del sindaco Antonio Tomassone valida fino al 5 marzo.

Stop alle lezioni in presenza confermato anche a Isernia fino al 14 marzo.

Il sindaco di Venafro Alfredo Ricci ha stabilito “per le prossime due settimane didattica a distanza nelle scuole dell’infanzia e primaria e nella 1° media del Pilla e del Testa; per le 2° e 3° medie e per le superiori la dad già è stabilita dall’attuale dpcm”.

Scuole chiuse (fino al 7 marzo) ad Agnone, la cittadina altomolisana interessata da un focolaio che annovera circa 70 positivi.

Fino al 3 marzo didattica in dad per la scuola dell’infanzia, la primaria e la secondaria di primo grado di Torella del Sannio.