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Maxi processo per associazione a delinquere e droga, l’Antimafia chiede il giudizio per 43 indagati

Il procuratore Nicola D'Angelo e il sostituto Vittorio Gallucci si preparano a chiedere il rinvio a giudizio per tutti gli indiziati. Nei giorni scorsi è stato notificato l'avviso di conclusione delle indagini. Ora l'udienza davanti al giudice per le udienze preliminari

Camorra, ‘Ndrangheta e Società foggiana: tutte e tre disposte a farsi la guerra per monopolizzare il Molise. Intercettazioni, pedinamenti, registrazioni video raccontano che erano “pronti a scontrarsi militarmente con eventuali organizzazioni perlopiù pugliesi che avessero rivendicato la piazza”.

Per la Distrettuale antimafia del Molise 43 persone (indagate nell’ambito dell’inchiesta portata a termine lo scorso anno) erano al servizio delle organizzazioni che dalla Campania ogni settimana inviavano in Molise fra i quattro e i cinque chili di cocaina.

L’indagine dei carabinieri e della guardia di finanza (condotta nella seconda fase anche con la collaborazione con la polizia di stato) ha reciso i tentacoli di un’associazione a stampo camorristico “ma ce ne sono diverse che stiamo ancora monitorando” ha assicurato il capo della procura Nicola D’Angelo.

L’inchiesta di quel filone, ora, è giunta al termine perché le indagini sono ufficialmente chiuse e il procuratore della Distrettuale assieme al sostituto Vittorio Gallucci si sta preparando a chiedere il rinvio a giudizio per tutte  e 43 le persone indagate a vario titolo di numerosi reati tra cui associazione a delinquere finalizzata allo spaccio, tutto aggravato dal metodo mafioso.

Il fascicolo giudiziario è di quelli corposi: oltre cinquemila pagine di relazioni, atti, documenti, testimonianze.

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Gli indagati compariranno davanti al gup Veronica D’Agnone a fine mese nell’aula delle udienze preliminari al piano terra del Palazzo di giustizia.

I difensori si presenteranno in aula, invece, con le proprie istanze rispetto alla richiesta di processo che avanzerà la procura. Non è quindi escluso che alcuni opteranno per riti alternativi qualora ritenessero utile farlo. E quindi: patteggiamento o abbreviato.

Oppure, altra opzione, potrebbero chiedere una sentenza di non luogo procedere perché “il fatto non sussiste o per non aver commesso il fatto”.

L’avvocato Giuseppe Fazio, per esempio ha già fatto sapere che per i due suoi assistiti avanzerà l’istanza di “non luogo a procedere” per non aver commesso il fatto.

Una serie di possibilità che saranno definite e stabilite in sede di udienza, per una delle indagini più importanti condotte negli ultimi anni nel territorio della provincia di Campobasso.

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Con l’inchiesta “Piazza Pulita” i soggetti indagati sono ritenuti responsabili – a vario titolo –di associazione a delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, detenzione e spaccio di droga, traffico di droga ed estorsioni anche con l’aggravante del metodo mafioso, trasferimento fraudolento di valori, impiego di denaro beni o utilità di provenienza illecita, auto riciclaggio e porto abusivo di armi.

Non soltanto misure restrittive della libertà personale, gli uomini dell’Arma hanno eseguito anche un’altra ordinanza cautelare emessa nello stesso procedimento e con la quale il giudice ha disposto il sequestro di due abitazioni, due autovetture, un autocarro, quote societarie di due società e somme di denaro.