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Malati Covid a Salcito e gestione epidemia, Pd Termoli: “Ecco disegno politico-imprenditoriale”

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Il circolo cittadino del Pd di Termoli si esprime in maniera molto critica con la decisione della Regione e dell’Asrem di chiudere un accordo con Neuromed per trasferire 60 malati Covid alla Fondazione Pavone di Salcito. Critiche però anche all’operato del commissario Giustini, che ha annunciato l’arrivo di 23 medici venezuelani in Molise, e al sindaco di Termoli per la gestione locale dell’epidemia.

“Il disegno politico-imprenditoriale si è manifestato con chiarezza nella giornata di ieri, l’ultima di una serie di giornate negative sul fronte della pandemia. Ora che il virus ha iniziato ad infuriare anche a Termoli e nel Basso Molise con numeri veramente pericolosi – scrive il Pd -, il sistema sanitario regionale ha mostrato tutta la sua inadeguatezza, incompletezza e approssimazione. È finalmente diventato chiaro a tutti che i posti letto di terapia intensiva non sarebbero bastati a garantire a chi si ammala di essere curato e di essere curato bene. Questo lo ha ribadito di recente Ricciardi: a parità di contagi in Molise si muore di più. Dopotutto, cosa contano le vite umane in questa nostra martoriata regione? Poco, è evidente. Infatti si muore tra una querelle e l’altra di chi ci governa (forse..), di chi guida l’Asrem e di chi ha ricevuto dal governo il mandato di Commissario. Toma, Florenzano e Giustini, i tre moschettieri alla rovescia della sanità molisana, ognuno per sé e tutti contro tutti.

E da più di un anno che il Partito democratico paventa il rischio di un sistema sanitario incapace di fronteggiare la pandemia. È da un anno che, saggiamente, intelligentemente e prudentemente, si è cercato di indicare nel Vietri di Larino il centro Covid del territorio, per evitare pericolose commistioni tra pazienti e per garantire tutte le prestazioni ordinarie. Ci è stato risposto che non si poteva, che non c’erano medici, che le ambulanze non sarebbero bastate a coprire i trasferimenti di pazienti, che i costi erano troppo alti. Bocciato il Vietri, si sono candidate le tende, poi i container – quelli del porto, ma nulla si è visto.

Ora è spuntata una RSA di Salcito, e il salvataggio del Molise è nelle mani di 23 medici venezuelani. Nessun pregiudizio, sia chiaro, e siamo certi che sapranno parlare l’italiano, altrimenti ci vorrebbe anche un interprete. Dunque la RSA, oltre all’impianto dell’ossigeno, sarebbe dotata dei macchinari necessari a curare una perniciosa malattia multiorgano come il Covid? Oggi l’enormità del danno e la perfidia del disegno non si possono più occultare. L’Asrem, che non è stata capace di pianificare il turn over dei medici e del personale sanitario e di trattenere sul territorio quei pochi giovani medici che hanno partecipato ai concorsi, garantendo così il ricambio, ora si appresta a pagare con i soldi dei cittadini il solito privato convenzionato. Nel caso in specie il privato/convenzionato/vaccinato. Una montagna di denaro pubblico.

Dobbiamo supporre che anche le ambulanze spunteranno da qualche parte: le abbiamo viste andare su e giù per la Bifernina, ieri sera; dovranno diventare molte di più per portare i pazienti a Salcito, che dista 73 chilometri da Termoli. Già, Termoli… Termoli condannata a file fuori dall’ospedale indegne di un paese civile, sotto la vampa e al gelo, in salute e in malattia; Termoli che si ammassa nelle piazze dove nessuno controlla e che subisce l’impennata dei contagi; Termoli che non merita di fare screening, pur avendo il più alto numero di infettati della regione. La nostra città, come la nostra regione, che non riceve ancora le vaccinazioni per gli ottantenni, e meno che mai per i diabetici (!), mentre intorno a noi, in Puglia e in Abruzzo, sono già attive le piattaforme per le vaccinazioni del personale scolastico.

La risposta dell’amministrazione comunale all’infuriare della pandemia e alla penuria di posti letto Covid è la minaccia di un’ordinanza contingibile e urgente, un’ordinanza più inutile delle gride di Manzoni, emessa senza titolo e invalidabile il minuto dopo dal prefetto. Questa è la brillante risposta della peggiore amministrazione della città degli ultimi quarant’anni! Abbiamo perso il Cosib, il centro Amazon, il consultorio, l’ospedale San Timoteo e infine il diritto alle cure di prossimità: non verrà nessun quarto moschettiere a difendere i nostri diritti, dovremo cavarcela da soli”.

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