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L’Enea per il metano biologico anche in Molise

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    di Angelo Sanzò – Presidente del Comitato Scientifico di Legambiente Molise

     

    Il PNIEC (Piano Nazionale Integrato Energia e Clima), in merito al raggiungimento degli obiettivi, previsti dall’Unione Europea, relativi alla produzione di energia rinnovabile, prevede che entro il 2030 il 55% dell’ammontare complessivo dell’energia elettrica prodotta sia di natura rinnovabile e che il 60% di essa derivi dal riutilizzo e dalla valorizzazione della parte organica dei rifiuti urbani.

    Il Molise, unitamente a Puglia, Basilicata e Calabria, è una delle quattro regioni meridionali in cui, alla stessa data, si prevede che la produzione di energia rinnovabile sia maggiore dei quantitativi che potranno essere realmente consumati per il funzionamento delle normali attività in esercizio. Per cui, al fine di evitare di trasferire, come di norma avviene, tramite la rete principale, il surplus di energia elettrica, alle altre utenze sparse sul territorio nazionale, ENEA, in collaborazione con altre Agenzie europee che operano nello stesso settore, ha di recente predisposto allo scopo un progetto fondato su un processo produttivo particolarmente efficace. L’idea prospettata prevede la possibilità di utilizzare il potenziale elettrico in eccesso, proveniente dalle fonti rinnovabili, per produrre biometano, una fonte di energia, chiaramente, altrettanto sostenibile e versatile.

    In definitiva, il potenziale elettrico in esubero, proveniente, in particolare, dall’eolico e dal fotovoltaico, senza trascurare altre fonti quali il mini idroelettrico, pure presente nella nostra regione, potrà essere utilizzato per estrarre combustibile gassoso dalla frazione organica dei rifiuti. Lo stesso, tramite i comuni gasdotti, potrà essere tranquillamente distribuito e utilizzato a beneficio di tutti i richiedenti che basano le loro attività civili, industriali e agricole, in parte e/o in toto sull’uso del gas combustibile. Non di meno, tale tecnologia permette di integrare e bilanciare le richieste di energia, provenienti dall’utenza, modulando opportunamente il volume del flusso di energia richiesta, sia dal sistema metanifero, che di quella in eccesso, distribuita tramite la tradizionale rete elettrica.

    In definitiva, pur considerando che, per il corretto uso delle energie rinnovabili, l’optimum della sua acquisizione è considerato quello della produzione puntuale e della relativa distribuzione tramite maglie erogatrici orizzontali, è altrettanto vero che risulta decisamente conveniente prevedere sistemi di accumulo, quale quello indicato, in grado di soddisfare e regolare i trasferimenti delle disponibilità energetiche, in funzione delle necessità operative delle utenze collegate.

     

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